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Inter Catania "Amarcord" 37 2012
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di Severa Bisceglia

 Il cuore di Walter Zenga, figlio d’arte, suo padre Alfonso è stato il portiere dell’A.C. Muggiò, è nerazzurro. Inizia la sua ascesa tra i pali all’età di nove anni, per poter giocare nella categoria pulcini si presenta con in cartellino con la data di nascita falsificata di 1 anno, nell’A.C. Macallesi di Milano. Nel 1971, a undici anni, entra di diritto, grazie a Italio Galbiati, nei pulcini dell’Inter e qui sboccia l’amore. Dopo varie esperienze in diverse categorie torna all’Inter nella stagione 82-83 e gioca le cinque gare finali di Coppa Italia. La stagione successiva è titolare scalzando Ivano Bordon. La sua avventura in nerazzurro continua fino al 1984 mettendo in bacheca diversi trofei, compreso lo scudetto dei record con Giovanni Trapattoni. E’ anche premiato come portiere dell’anno IFFHS il 1 ottobre 1989. Finita l’avventura, ma non l’amore, nell’Inter continua la sua attività in altre squadre italiane e all’estero. Appesi i guantoni al chiodo inizia l’esperienza di allenatore negli Stati Uniti, ma torna in Europa e successivamente in Italia. Nel 2008, in sostituzione di Silvio Baldini, siede sulla panchina del Catania. Fa il suo debutto il 6 aprile contro il Napoli vincendo 3-0, ma il resto della stagione raccoglie poco. La stagione successiva, invece, raggiunge con anticipo la salvezza, obiettivo richiesto, e con record dei punti. Vince il derby, pareggia con la Juventus, batte il Napoli. Questa è la stagione dei record del Catania (43 punti conquistati). Il sogno di Walter Zenga: allenare l’Inter. Questo sogno, lo specialista dei calci piazzati Siniša Mihajlović, altro cuore nerazzurro, l’ha realizzato subito dopo l’attività agonistica.

E’ suo il record di punizioni realizzate (28) in serie A, ha eguagliato il record di Beppe Signori, stagione 98-99, realizzando tre gol su calcio di punizione diretta in Lazio Sampdoria. Il suo tiro mancino è stato studiato dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Belgrado e tali studi stabilirono che il suo tiro raggiungeva la velocità di 165 km/h, un bolide. Arriva in Italia acquistato dalla Roma, ma l’affermazione delle sue qualità arriva tra la Sampdoria e la Lazio. Nel 2004 viene acquistato dall’Inter e realizza sette reti (una doppietta proprio contro la Roma e su punizione). Sempre contro la Roma , ancora una volta su calcio di punizione, segna il gol decisivo nella finale di ritorno della Coppa Italia. Con l’Inter vince uno scudetto e due Coppe Italia. Chiusa la carriera di calciatore ricopre il ruolo di allenatore in seconda nell’Inter di Roberto Mancini. Con l’arrivo di Mourinho parte per Bologna e l’8 dicembre 2009 arriva alla panchina del Catania.  Mihajlović riesce a portare alla vittoria il suo Catania contro la Juventus, non accadeva dal 1963 e a sconfiggere l’Inter (3-1,) interrompendo un digiuno che durava da 44 anni. Chiude la stagione con 45 punti battendo il record precedente di Walter Zenga. Altro ex interista sulla panchina siciliana è Diego Pablo Simeone. Dopo l’esperienza madrilena torna in Italia e indossa la maglia dell’Inter allenata da Gigi Simoni. Non trova grandi soddisfazioni a Milano e la stagione successiva parte per Roma, sponda laziale, dove vince lo scudetto. Chiusa l’esperienza romana riparte per l’estero, torna in Italia da allenatore e proprio sulla panchina del Catania il 19 gennaio 2011. Anche lui batte il record punti (46) in serie A. Facendo un salto un po’ più lungo nel passato non si può non ricordare Nazzareno Canuti, difendore nell’Inter dal 1975 al 1982 passato, dopo Milan e Genova, al Catania. Particolarmente conteso fu l’interista David Suazo. Il 13 giugno 2007 si dichiara ufficialmente il passaggio del giocatore dal Cagliari all’Inter, manca solo la firma del calciatore che si era già sottoposto alle visite mediche. Sei giorni dopo, anche il Milan ne dichiara l’acquisto fatto da Adriano Galliani in un bliz notturno. Solo la firma e la volontà del giocatore di indossare la maglia dell’Inter risolve questo intrigato triangolo. Gioca in nerazzurro nel campionato 2007-2008 e 2009-2010. Nella stagione successiva passa al Catania. Franco Cordova, invece, percorre il viaggio al contrario. Tira i primi calci nei campi partenopei e il salto di qualità lo fa nel Catania. Dopo due stagioni in Sicilia arriva nell’Inter tritatutto di Helenio Herrera dove però gioca una sola partita e l’anno successivo passa al Brescia. Aquilino Bonfanti, cresciuto nel Milan, conta sette presenze nell’Inter (1967-1968) e dopo Verona passa al Catania, annata in cui vince la classifica cannonieri e porta in Serie A la squadra siciliana. Oggi il testimone passa a Matías Silvestre, acquistato dal Catania il 28 gennaio 2008 dove conta numerose presenze e segna il suo primo gol due anni dopo. Nella formazione siciliana diviene subito un punto di riferimento e nel 2011, dopo la partenza di Mascara, eredita la fascia di capitano. Al termine della stagione il cartellino è acquistato dal Palermo per 7,3 milioni di euro. Dopo una stagione giocata con i rosanero, il 6 luglio 2012 passa all’Inter con la formula del prestito oneroso biennale di due milioni di euro con diritto di riscatto fissato a sei milioni. Esordisce in maglia nerazzurra con il numero 6 nell'andata del terzo turno preliminare di Europa League vinta per 3-0 in trasferta contro i croati dell'Hajduk Spalato.


 

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