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Inter Sampdoria "Amarcord" n 39
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di Severa Bisceglia

 In questo viaggio tra gli ex di entrambe le squadre, volutamente, partiamo dal primo Pallone d’oro spagnolo (1960):  Luis Suárez Miramontes detto anche Luisito. Il centrocampista, campione d’Europa con la Nazionale spagnola nel 1964, è considerato uno dei più grandi registi del calcio europeo. Nella sua carriera, sia come calciatore che da allenatore, calpesta il campo di Genova, sponda Sampdoria (come allenatore anche con il Genoa), e San Siro. Inizia a giocare col Deportivo La Coruña, nel ’54 arriva al Barcellona dove segna 114 gol in 216 partite. Nel giugno 1961 Suárez viene acquistato dall’Inter di Helenio Herrera, che lo aveva già allenato al Barcellona, per 25 milioni di pesetas, circa 300 milioni di lire, una fortuna! Divenne presto il vero regista della squadra, un play-maker che recuperava palloni davanti alla difesa e rilanciava l’azione d’attacco con grande senso tattico. Era famoso per i suoi lanci lunghi, anche oltre i cinquanta metri, effettuati con precisione millimetrica. Con l’Inter vince tre campionati, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Termina la carriera di calciatore proprio nella Sampdoria dal 1970 al 1973. Torna all’Inter come allenatore nel 1974 senza però concretizzare nulla, infatti viene licenziato dopo un anno. L’anno successivo, anche qui solo per un anno, allena la Sampdoria. Carrellata veloce su personaggi già citati nei precedenti numeri: Walter Zenga, Antonio Cassano etc. Altro campione della grande Inter di Herrera è Gianfranco Bedin, cresciuto in nerazzurro. Fa il suo esordio in prima squadra in Coppa Italia nella stagione 1963-64, l’anno successivo è titolare in campionato, prendendo il posto di Carlo Tognin. Il suo arrivo garantisce all’Inter dinamismo a centro campo ed un notevole numero di gol vincendo due scudetti, una Coppa Campioni e una Coppa Intercontinentale. Nell’Inter si gioca fino al 1974. Gioca nella Sampdoria per quattro stagioni, tre in serie A e una in serie B. Mario Frustalupi percorre il viaggio al contrario. Arriva nelle giovanili della Sampdoria con la quale fa anche il suo esordio in Serie A nel 1963 all’età di diciotto anni. Resta con i blucerchiata per otto stagioni, nel 1970 viene acquistato dall’Inter per sostituire Luis Suarez. Vi resta per due stagioni senza trovare un posto da titolare occupato saldamente dalla bandiera Sandro Mazzola. Il portiere Ivano Bordon arriva nelle file dell’Inter nel 1969, l’anno successivo è in prima squadra e vi resta fino al 1983 totalizzando 382 presenze, di cui 281 in campionato. La partita che lo lanciò tra i grandi fu il ritorno degli ottavi di finale della Coppa dei Campioni (1971-1972), partito titolare, in sostituzione di Lido Vieri, contro il Borussia Mönchengladbach. L’andata fu vinta dai nerazzurri per 4-2, nella partita di ritorno i tedeschi ce la misero veramente tutta per andare in gol, ma il giovane Bordon parò tutto, compreso un rigore. Con l’Inter vince due scudetti e due Coppe Italia. Terminata l’avventura a Milano gioca per tre stagioni nella Sampdoria. L’onnipresente Gianluca Pagliuca per quasi 7 stagioni, dal 1999-2000 al 2006-2007, non ha saltato neanche una partita di campionato, con 592 presenze detiene il record di presenze per un portiere. Il suo esordio in Serie A lo fa con la maglia della Sampdoria e con i liguri vince una Coppa delle Coppe, uno scudetto nel 1991 (nello scontro diretto con l’Inter a San Siro parò un rigore a Lothar Matthäus), una supercoppa italiana e tre Coppe Italia. Nel 1994 passa all’Inter per un totale di 12 miliardi di lire, 8 miliardi più i cartellini di Walter Zenga e Riccardo Ferri. Restò in nerazzurro per cinque stagioni. Il difensore Riccardo Ferri nasce nel vivaio nerazzurro e fa il suo esordio in prima squadra l’11 ottobre 1981 contro il Cesena a 18 anni. Gioca nell’Inter per tredici stagioni vincendo lo scudetto dei record, una supercoppa italiana e due volte la Coppa UEFA allenato da Trapattoni. Nel 1994, sullo scambio Pagliuca,  con Walter Zenga passa alla Sampdoria dove chiude la sua carriera dopo due anni. Detiene il primato, assieme a Franco Baresi, degli autogol nel campionato di Serie A. E’ sua l’autorete che diede la vittoria al Milan nel derby del 20 dicembre 1987 perso grazie al suo autogol per 1-0. Jonathan Ludovic Biabiany, inizia la sua carriera in Francia. Nel 2004 viene ingaggiato dall’Inter e gioca per due stagioni nella primavera, compagno di squadra di Mario Balotelli, vincendo lo Scudetto Primavera nel 2007. Arriva in prima squadra, allenata da Roberto Mancini, nel ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia, in sostituzione di Luís Figo. Nell’agosto 2007 viene ceduto in prestito al Chievo. Nel 2010 torna in nerazzurro con  Philippe Coutinho e vince la Supercoppa Italiana, restando seduto in panchina per tutti i 90 minuti, contro la Roma. Il 29 settembre fa il suo esordio in campo dal primo minuto. Il primo gol arriva nella finale del Mondiale per Club contro il Mazembe vinta dai nerazzurri per 3-0. Non poteva mancare Roberto Mancini, che tanto ha dato alla Sampdoria, tutti ricorderete “i gemelli del gol” la mitica coppia d’attacco Mancini-Vialli, ed è l'unico allenatore nella storia dell'Inter ad aver vinto tre scudetti consecutivi. Nell’Under-21 gioca con Vialli, Zenga, Ferri, Giannini, Donadoni, Berti e De Napoli, le premesse ci sono tutte. Arriva alla Sampdoria, via Bologna, nell’estate 1982 e ci resta fino alla stagione 1996-1997 vincendo quattro Coppe Italia, uno scudetto, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Italiana vinta nel 1991 grazie al suo gol al 75° contro la Roma. Chiusa la carriera di calciatore si tuffa in quella di allenatore. Allena l’Inter dalla stagione 2004-2005 al 2009. Arriva subito la Coppa UEFA. Vincerà con l’Inter anche una Coppa Italia contro la Roma, due Supercoppe Italia, contro la Juventus e contro la Roma, lo scudetto, assegnato dalla giustizia sportiva, legato alla vicenda di calciopoli, e tre scudetti vinti sul campo. Lascerà l’Inter il 30 ottobre 2009 percependo una liquidazione di otto milioni di euro.


 

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