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Milan Malaga "L'intervista"
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FILIPPO GALLI: BASTA POCO PER TORNARE IN ALTO (Emanuele Tremacere)

MANCAVANO CERTEZZE SU CUI LAVORARE. CON IL 4-2-3-1 LE HANNO TROVATE

di Emanuele Tramacere

Colonna portante di un Milan vincente, baluardo difensivo di un Milan concreto, diretto e letale, Filippo Galli è stato un grande protagonista di un Milan dominatore in Italia, in Europa e nel Mondo. Il suo palmares, del resto, parla più di mille parole. 5 scudetti, 4 Supercoppe italiane, 3 Champions League, 3 Supercoppe europee e 2 Coppe intercontinentali per un bottino complessivo di 17 trofei conquistati in prima linea e alle spalle di una retroguardia granitica lontana parente dei titolari a disposizione di Allegri in questa stagione. Proprio il paragone con quella gloriosa difesa, in cui oltre a Galli figuravano Baresi, Maldini, Tassotti e Costacurta, fa rabbrividire i tifosi rossoneri che, nonostante la vittoriosa partita contro il Chievo, registrano l’ennesimo gol subito su calcio piazzato dalla retroguardia amica.

Galli, lei è stato un abilissimo difensore, a cosa sono dovuti i continui svarioni della difesa rossonera soprattutto nei calci da fermo?

Io non credo che, soprattutto nella partita contro il Chievo, l’errore sia imputabile alla difesa. E’ vero, il Milan soffre nelle situazioni su calcio da fermo, ma con dei piccoli accorgimenti, un po’ più d’attenzione, l’aiuto degli attaccanti soprattutto sul primo palo, la copertura della palla e altri piccoli dettagli, il Milan potrà rimediare anche a queste sbavature.

Allegri sembra aver trovato il bandolo della matassa con il 4-2-3-1…

Dare sicurezza alla squadra, soprattutto in questi momenti di difficoltà è fondamentale. Si è fatto un passo avanti con l’unico modulo che valorizza la rosa a disposizione dell’allenatore. Il Milan visto contro il Chievo ha sfruttato bene tutto il campo, allargando la manovra e concedendo agli attaccanti la libertà necessaria per far male alle difese avversarie.

Eppure la decisione sembra essere arrivata più con una spintarella dall’alto piuttosto che alle idee dell’allenatore. Vede Allegri saldo in panchina fino alla fine?

Allegri ha fatto bene il primo anno vincendo lo scudetto, la scorsa stagione ha perso il campionato nelle ultime 12 gare, però quest’anno anche a lui si chiede il salto di qualità. E’ normale che, dopo aver cambiato le fondamenta della squadra, bisogna cambiare molto e ci vuole tempo, ma Allegri deve dimostrare di meritarsi il ruolo che ricopre. Galliani è molto esperto ormai e se il diktat del modulo è arrivato dall’alto sono certo che sia stato fatto con la giusta convinzione anche nel lavoro dell’allenatore.

Venendo al Malaga, la sfida di questa sera sarà decisiva per il cammino in Champions di entrambe le squadre…

E’ vero, il Milan dovrà affrontare la partita con la necessità di vincere. La classifica parla chiaro e Allegri dovrà imporre ai suoi la voglia di portare a casa i tre punti. Certo la vittoria di sabato concede all’intero ambiente una fiducia e una serenità insperata e questo potrebbe essere positivo per i giocatori e, soprattutto, per lo stesso Allegri che può lavorare sulla testa dei propri uomini senza eccessive pressioni.

Chi sarà l’uomo decisivo?

Sarebbe facile dire El Sharaawy perché sta convincendo il mondo intero a suon di gol. Io spero che il gol di Pazzini abbia fatto bene al ragazzo che ha bisogno di ritrovare la serenità giusta e la fiducia nei propri mezzi per tornare ai livelli cui lui e noi siamo abituati.


 

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