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Milan Fiorentina "L'Editoriale"
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Ignoranti d’Europa

Ucraina e Francia ci hanno superato nel ranking. Basta snobbare l’Europa League

di Beppe Vigani

Noi italiani siamo dei furbacchioni. Non abbiamo la minima idea di che cosa sia l’Europa. O meglio, lo sappiamo, ma facciamo gli scemi per non pagare dazio. Prima di questa settimana internazionale, il nostro ranking ci vedeva addirittura al sesto posto dietro a Ucraina e Francia. La nostra presunzione è a dir poco patetica: con la scusa del turnover prendiamo legnate a destra e a manca. Se Juventus e Milan devono fare i conti con un calcio di lignaggio superiore, non è certo così per Inter, Napoli, Lazio e Udinese. Nerazzurri e biancocelesti sono gli unici a mantenere in alto il tricolore, mentre partenopei e friulani hanno fatto figure poco edificanti. L’Europa League presenta squadre molto meno attrezzate di quelle italiane: Panathinaikos, Dnipro e Young Boys, infatti, non sembrano la crema del calcio internazionale. Eppure si è dimostrato l’esatto contrario. Quando si va Oltralpe le figuracce sono sempre pronte come gli zerbini. Le squadre devono essere sempre competitive, perché noi facciamo i conti sempre senza oste. In Europa League (manifestazione che ha mischiato Coppa Coppe e Coppa Uefa) conta, come in Champions League, la mentalità. Cosa che non si compra al supermercato, o si ha o non si ha. Il Milan, ad esempio la possiede, la Juventus un po’ meno. Senza mancare di rispetto ai campioni d’Italia, ma la storia è questa. La forza tecnica è importante, la mentalità fondamentale. Quindi signor Mazzarri, come direbbe il compianto Totò: “Ma mi faccia il piacere…”. Il bravo tecnico del Napoli ha sottovalutato l’impegno a Dnipropetravsk, mentre l’Udinese non pensava di uscire da Berna con le ossa rotta. Diceva Milan Kundera, scrittore del secolo scorso: “Un uomo in grado di pensare non è sconfitto anche quando lo è sul serio”. Questo deve servire da monito alle squadre italiane, che da queste figuracce deve trarre più di un insegnamento. L’Inter contro la Juventus ha fatto questo. Dopo anni di bastonate (i nerazzurri non vincevano dal 20 aprile 2005 contro i bianconeri in campionato), è riuscita a sfatare clamorosamente il tabù Juventus Stadium (non aveva vinto nessuno, fino allo scorso sabato), sciorinando una prestazione straordinaria. Aver mandato giù bocconi amari, alla fine ha fatto crescere la squadra di Stramaccioni, che con i suoi senatori è riuscito a trovare la strada giusta. Nelle sconfitte quasi mai c’è sfortuna. E’ l’ennesimo luogo comune che bisogna cancellare, se si vuole crescere, soprattutto, in Europa. Questa giornata di campionato ci dirà se il mal d’Europa peserà sulla testa dei nostri club, oppure basterà un’aspirina. Il Milan contro la Fiorentina deve confermare il trend positivo che è riuscito a raggiungere negli ultimi tre turni (due vittorie e un pareggio), dopo cinque sconfitte nei primi otto turni. L’Inter a Bergamo è chiamata alla continuità: la vittoria contro la Juventus le ha dato credibilità, che non deve essere messa in naftalina in novanta minuti sbagliati. L’Europa che conta sta a guardare: il campionato più difficile del mondo non deve essere messo alla berlina da Paesi che sono tecnicamente inferiori al nostro.


 

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