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Milan Fiorentina "Amarcord"
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di Severa Bisceglia

 Il mitico ‘divin codino’, uno dei migliori attaccanti della storia del calcio mondiale, primo italiano e 16° nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata da World Soccer, Roberto Baggio. Il Pallone d’oro (1993), non ha mai vinto la classifica dei marcatori, pur avendo all’attivo 205 gol, ma resta comunque il sesto marcatore di sempre preceduto solo da Piola, Nordahl, Meazza, Altafini e Totti. E’ l’unico calciatore italiano ad aver segnato in tre diverse edizioni dei Campionati del Mondo (1990 terzo posto, 1994 vicecampione del Mondo e 1998). Il destino del ‘codino’ è segnato sin dalla nascita. Suo padre Fiorindo, calciatore dilettante, aveva due idoli Roberto Boninsegna e Roberto Bettega, ecco fatto. Il sesto degli otto figli si chiamerà proprio Roberto, poteva mai pensare di fare altro nella vita il futuro numero 10 di fama mondiale? Il fantasista Roberto Baggio inizia, come molti, nella squadra del suo paese, ma viene subito notato e, all’età di 13 anni, firma il suo primo contratto col Lanerossi Vicenza che giocava in Serie C1 e mostra tutta la sua abilità, 110 gol in 120 presenze, sono numeri da “Numero Uno”. Arriva alla Fiorentina, finalmente il calcio che conta, con un ingaggio per 2,7 miliardi di lire. A due giorni dalla firma del contratto si infortuna e rientra sui campi da gioco è nel febbraio 1986. Tanto bravo quanto sfortunato, una carriera di successi si, ma anche di infortuni. Resta a Firenze fino al 18  maggio 1990. La separazione dai viola è stata molto sofferta. Il giovane Baggio, divenuto uomo simbolo dei gigliati, fu acquistato dalla Juventus per la cifra record di 25 miliardi di lire, la tifoseria è scesa in piazza a protestare contro la dirigenza viola creando non pochi disordini e diversi feriti. Anche lo stesso Baggio soffriva la separazione, l’allora procuratore ha narrato un episodio al riguardo: “Quando Baggio passò alla Juventus, in conferenza stampa, davanti ai giornalisti gli misero al collo la sciarpa bianconera e lui la gettò via. Fu un gesto imbarazzante. Era come se avessero strappato un figlio alla madre”. Nell’estate del 1995 viene ceduto al Milan, allenato da Fabio Capello, per 18,5 miliardi di lire e vince subito lo scudetto, secondo consecutivo per lui. Amarildo Tavares da Silveira, brasiliano di ruolo attaccante, arriva al Milan nel 1963 e si ferma quattro stagioni vincendo solo la Coppa Italia 66-67. Passa poi alla Fiorentina con cui vince lo scudetto nella stagione 1968-1969. L’attaccante svedese Kurt Roland Hamrin arriva alla Fiorentina nel settembre del 1958 e vi resta fino alla stagione 66-67. Con i viola vinse una Coppa Italia e una Coppa delle Coppe. Nel 1967 passa al Milan dove, con il centrocampista Giovanni Trapattoni e Giovanni Lodetti, vince finalmente lo scudetto e l’anno successivo vince anche la Coppa dei Campioni. Il centravanti Stefano Borgonuovo, invece, fa la spola tra Milano e Firenze. “Io, se potessi, scenderei in campo adesso, su un prato o all’oratorio. Perché io amo il calcio” questo è Stefano Borgonovo, nato calcisticamente nel Como, dove gioca ancora per due stagioni dopo essere stato acquistato dal Milan per 4 miliardi di lire. Poi passa, in prestito, alla Fiorentina di Roberto Baggio con il quale forma una perfetta coppia d’attacco, 15 gol per il ‘divin codino’ e 14 gol per ‘B2’, questo il soprannome per Borgonovo in maglia viola. Nel 1989 il Milan, proprietario del cartellino, lo vuole a Milano ma lui preferirebbe restare a Firenze e supplica Galliani di lasciarlo ancora una stagione in viola. Nulla di fatto, il Milan ha un nuovo goleador. Segna subito un gol nella prima partita di campionato e una tripletta al Galatasaray. Dopo due mesi subisce un grave infortunio al ginocchio, ma fa in tempo a rientrare per dare il suo personale contributo alla conquista della Coppa dei Campioni. Al termine della stagione torna alla Fiorentina per 8 miliardi di lire. Dal 2008 Stefano Borgonovo sta giocando la partita più importante della sua vita contro la sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Daniele Massaro, cresciuto nel Monza, gioca nella Fiorentina dal 1981 al 1986 segnando 11 gol in 140 presenze. Nel 1986 viene acquistato dal Milan e vince subito lo scudetto, l’anno successivo, per incompatibilità di carattere con l’allenatore Arrigo Sacchi, viene ceduto in prestito alla Roma. Torna in rossonero, Sacchi non lo schiererà mai titolare, nella stagione 1989-1990 e vince subito, anche grazie alle sue 10 reti, la Coppa dei Campioni. La musica, anche per il Milan, cambia con l’arrivo in panchina di Fabio Capello. Massaro in rossonero colleziona trofei: 4 scudetti (gli ultimi tre consecutivi), 3 Supercoppa italiana, 2 Coppa dei Campioni/Champions League, 3 Supercoppa UEFA, 2 Coppa Intercontinentale e, per non farsi mancare nulla, diventa anche Campione del mondo in Spagna ’82.


 

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