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Inter Cagliari "Boninsegna l'intervista"
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Boninsegna conta su Milito

L’ex bomber di Inter e Cagliari non trascura una possibile sorpresa

di Emanuele Tramacere

 Attaccante di razza, dotato di un tiro potente e preciso, letale nei colpi di testa e, soprattutto, dotato di un’immensa fisicità. Roberto Boninsegna è stato uno dei più grandi bomber che l’Italia abbia conosciuto nel corso della sua storia. Cresciuto nelle giovanili dell’Inter si è fatto le ossa in giro per l’Italia esplodendo nella squadra sarda del Cagliari. Avete presente lo scudetto degli isolani del 1969-70? Boninsegna ne fu protagonista, suo malgrado, soltanto alla lontana. Dopo aver completato 83 presenze andando in gol in 23 occasioni, il cartellino del Bonimba (così fu soprannominato da Gianni Brera) viene inserito nella trattativa che porterà Domenghini, Gori e Poli a Cagliari al fianco di Gigi Riva. La rivincita, però, arriva soltanto un anno più tardi, nel 1970-71, quando Boninsegna si carica sulle spalle l’Inter del subentrante Giovanni Invernizzi e trascina i nerazzurri alla vittoria dell’undicesimo scudetto della loro storia. Il suo anno d’oro culmina con la convocazione per i Mondiali in Messico del 1970 in cui si rende protagonista di un gol e un assist (per il gol decisivo di Rivera) nella ormai celebre “Partita del secolo” disputatasi allo stadio Azteca di Città del Messico fra Italia e Germania dell’Ovest terminata con il sorprendente risultato di 4-3 per gli azzurri.

Lei è stato un grande di entrambe le squadre, che partita si aspetta fra queste due compagini che si sono rese protagoniste, finora, di una stagione entusiasmante?

L’Inter viene da una sconfitta, forse pesante, che potrebbe portare a un risultato inaspettato. La partita in sé è aperta a molte sfaccettature perché il Cagliari viene da una situazione di centro classifica di tranquillità, ma anche di fiducia e affronterà un’Inter abbastanza nervosa, perché l’occasione sfumata a Bergamo di rimanere a contatto con la Juventus potrebbe portare ad una reazione rabbiosa proprio in questa partita.

Stramaccioni ha dovuto e dovrà fare a meno di molti uomini soprattutto nel reparto arretrato, come crede che potrà districarsi fra scelte forzate e decisioni volute?

Premesso che secondo me ha commesso un peccato di gioventù, ma sugli sbagli si costruisce il proprio bagaglio di esperienza e Stramaccioni ha bisogno di poter sbagliare. A Bergamo ha voluto giocare a 4 dietro con due terzini, Nagatomo e Zanetti, che tanto terzini non sono. Secondo me tornerà alla difesa a tre con l’abbassamento di Cambiasso in mezzo nel caso in cui non dovesse rientrare Ranocchia.

Se Stramaccioni fosse costretto a scegliere una delle tre punte da far sedere in panchina per ridare equilibrio alla squadra chi butterebbe giù dalla torre?

In questo momento di difficoltà, in realtà, l’unico accorgimento che farei è quello di ritornare alla difesa a tre irrobustendo il centrocampo. E’ vero che l’assenza di Guarin potrebbe essere decisiva, ma Stramaccioni era riuscito a dare solidità a tutta la squadra e ritornando a giocare con il 3-4-3 non sarebbe necessaria la rinuncia ad uno dei tre attaccanti.

Questo Cagliari viene da 4 vittorie e 1 pareggio nelle ultime 6 partite in cui si è arreso alla sola Fiorentina. Dove può arrivare la coppia Pulga-Lopez e cosa manca per fare il salto definitivo?

Il Cagliari è, attualmente una squadra da centro classifica. La squadra ha fatto un’ottima serie di risultati consecutivi e ha perso contro la Fiorentina che è forse la squadra che sta mostrando il miglior calcio in Italia in questo momento. Secondo me manca ancora qualcosa all’interno della rosa per poter pensare all’obiettivo zona Europa, ma resta una squadra temibile contro cui è davvero difficile esprimere un bel calcio.

Lei è stato un osservatore nerazzurro fino allo scorso giugno, se le chiedessi un talento dal futuro assicurato che ha suggerito ai nerazzurri, ma che non è approdato alla corte di Stramaccioni?

L’anno scorso avevamo proposto e segnalato Marco Verratti prima che esplodesse nel Pescara di Zeman. L’avevo visionato insieme ad Insigne più volte, ma alla fine i soldi del Paris Saint Germain hanno avuto la meglio sulla volontà della squadra.

Se dovesse scegliere un giocatore che deciderà l’incontro fra Inter e Cagliari?

Sarò banale, ma io dico Diego Milito. Oltre al fatto di non aver segnato, o meglio, di non aver fornito una buona prova contro l’Atalanta, Milito resta il terminale offensivo di una squadra che produce tanto in fase realizzativa. Gran parte delle azioni dell’Inter passano attraverso le giocate di Milito e mi aspetto da lui la partita del riscatto. Probabilmente ha bisogno di un sostituto da prendere sul mercato, ma questo ragionamento andrà posticipato alla sessione di mercato invernale o, probabilmente, addirittura al termine di questa stagione.


 

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