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Inter, stringi i denti

Problemi d’infortuni tra i nerazzurri che sperano di recuperare Coutinho

di Emanuele Tramacere

 Finalmente la sosta. Stranamente il teorema che vuole “maledetta” la sosta per le nazionali - per le polemiche che si porta dietro, per l’allontanamento dalla rosa di numerosi calciatori e, soprattutto, per la possibilità di perdere pedine importanti all’esterno dell’ambiente casalingo - potrebbe rivelarsi, in questa occasione, come un’ancora di salvezza difficilmente ipotizzabile non più tardi di due settimane fa. Chi avrebbe immaginato, nel day-after la strepitosa vittoria allo Juventus Stadium contro i bianconeri, di trovare, a solo sette giorni di distanza, un’Inter a pezzi nel fisico e, soprattutto con le batterie scariche a livello mentale? Persi Ranocchia (in dubbio anche con il Cagliari) e Samuel per infortunio, infatti, Stramaccioni ha dovuto mischiare le carte a disposizione nel suo mazzo trovando, però poche soluzioni a disposizione. Il montante arrivato dall’Atleti Azzurri d’Italia ha fatto barcollare alcune certezze dell’allenatore Romano che è parso, nell’immediato post-partita, stranamente nervoso e l’infortunio di Guarin, arrivato nella mattinata di lunedì, ha completato un quadro tutt’altro che roseo. In questo clima da allarme rosso, quindi, ben venga la sosta per le nazionali appena passata. L’Inter ha concesso alle rappresentative nazionali soltanto otto uomini, di cui i soli Palacio, Alvarez e Nagatomo impegnati in trasferte extra-europee. Poter lavorare sul campo e forzare i tempi di recupero degli infortunati “in bilico” è stata una prelibatezza difficilmente gustabile in un calcio moderno che vive su ritmi frenetici divisi fra coppe europee e coppe e campionati nazionali. Le buone notizie arrivano sicuramente da tre talenti che, nel corso di questa prima parte di stagione, hanno vissuto finora parabole completamente differenti. Andrea Ranocchia è prossimo al rientro e fino all’ultimo, probabilmente, non si avrà la certezza della sua assenza dal terreno di gioco. Il rientro del forte difensore assisano consentirebbe a Stramaccioni di riproporre con maggiore serenità la difesa a tre senza dover correre il rischio di privare la linea mediana del suo perno imprescindibile, Esteban Cambiasso. Proprio in quella posizione potrebbe trovare spazio, anche se solo nei minuti finali, il rientrante dal lungo infortunio al ginocchio McDonald Mariga. Per il gigante kenyota difficilmente ci sarà spazio, se non a risultato acquisito, ma il recupero di un’ulteriore pedina in una mediana falcidiata dagli infortuni fa ben sperare in ottica futura. Chi ha subito un brutto stop proprio nel momento di maggior freschezza della propria stella è Philippe Coutinho che dopo gli stenti d’inizio stagione aveva trovato la giusta condizione e convinzione nei propri mezzi. L'infortunio alla caviglia rimediato in Europa League è ormai alle spalle e il suo rientro fornisce a Stramaccioni una valida alternativa al tridente pesante. Gli avversari, al di là di quanto intuibile dalla cabala e dalle statistiche, sono tutt’altro che sottovalutabili. Il Cagliari del duo Pulga-Lopez, infatti, ha conquistato ben 4 vittorie e 1 pareggio nelle ultime sei giornate arrendendosi alla sola, altrettanto sorprendente Fiorentina. Il punto di forza di questa squadra è dato dalla incredibile solidità difensiva abbinata ad una straordinaria capacità di lanciarsi in verticale una volta recuperato il pallone. Il “sempreverde” Daniele Conti è pronto in mediana a guidare una squadra vogliosa di ribaltare il pronostico della vigilia e sostituire con il 2012 quel 1995 che segna l’ultima vittoria in campionato dei sardi in terra milanese. Le tante certezze della coppia di allenatori cagliaritana fanno quindi da contraltare all’unica certezza o, quantomeno, necessità di Andrea Stramaccioni: i tre punteros non riposeranno neanche in questa occasione. Il tecnico romano ha scelto spesso di affidarsi al trio Milito – Cassano – Palacio per dare un’iniezione di fiducia enorme ai restanti reparti della squadra. La decisione si è rivelata positiva e, escludendo la gara contro l’Atalanta, ha anche portato punti importanti per la classifica nerazzurra. Il vero problema, in questo particolare momento di ristrettezza, potrebbe essere, tuttavia, proprio il “dover” scegliere il tridente, contrapposto al “voler” adottarlo. Stramaccioni dovrà superarsi per ridare stabilità a una squadra che sull’equilibrio ha fondato i suoi successi. La scelta è obbligata: che la difesa sia a tre o a quattro sarà comunque, ancora una volta, il tempo giusto per il tridente pesante.


 

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