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Milan Juventus "Attualità"
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 di Severa Bisceglia

Manca poco alla fine dell’anno, è tempo di bilanci. Manca poco anche al Natale,  e proviamo a chiedere un bilancio a chi tenta disperatamente di far vivere il Natale per tutti i 365 giorni dell’anno agli utenti a cui dà sostegno con i tanti operatori che lui stesso coordina.  Carlo Marnini responsabile del punto Lega Nord Gratosoglio a Milano, e soccorritore  volontario da 30 anni in prima linea al fianco di coloro che vivono uno stato di bisogno tutto l’anno.

Signor Marnini, oggi più che mai si pone il problema della solidarietà.

“Il volontariato è ormai un tassello importantissimo dell’attuale società. Soddisfa in buona parte la copertura di quei settori sociali che non hanno più un’adeguata e sufficiente attenzione da parte dello Stato.  Negli ultimi 20 anni ha avuto una crescita esponenziale,( Milano e la Lombardia hanno il record di Associazioni di Volontariato )  tanto rilevante che risorse economiche  sono state dirottate proprio verso associazioni e fondazioni destinate al volontariato che molto spesso riescono a fare le cose meglio e a minor costo rispetto a quanto lo stesso Stato farebbe”.

Quali sono le realtà più a rischio e quindi bisognose del vostro sostegno?

“Ambiente, disabilità, pronto intervento, protezione civile, assistenza carceraria, dipendenza, tutela dei diritti e del territorio, indigenza, anziani, portatori di handicap e tanti altri ancora sono i settori che necessitano del nostro intervento. Quotidianamente i volontari operano in questi ed altri settori, senza alcun compenso, con abnegazione e spirito di sacrificio fino a diventare i veri  termometri dello stato di salute del territorio e della gente”.

La nostra città è in salute? Quali sono le aree più bisognose?

“L’esperienza trentennale sul campo, maturata principalmente nel settore del pronto intervento, mi ha portato a verificare di persona come le esigenze di tutela siano più diffuse nelle periferie, dove solitudine e degrado sociale si fanno più sentire in ogni momento dell’anno. Dalle periferie sale una voce che urla la voglia di riscatto, unitamente alla richiesta di assistenza si ode il desiderio di risollevarsi, cosa che oggi appare più difficile a causa della crisi e per opera di chi, chiamato a risolverla, di fatto non la comprende, anzi la acutizza con provvedimenti scellerati”.

Le periferie, oltre alle tante aspettative disattese, vi mettono nella condizione di gestire anche, a volte, culture completamente diverse tra loro. Ricevete sostegno dalle istituzioni?

“La solidarietà è parte integrante del DNA di chi sente forte il desiderio di dedicarsi agli altri, ma anche la solidarietà va ragionata e gestita. Per anni infatti le politiche sociali di assistenza a pioggia, basate su una demagogia di parte, hanno generato una situazione che è divenuta di puro privilegio per troppi, trascurando completamente le esigenze di chi, per carattere o per cultura, è meno propenso a porre l’accento sui propri problemi. Parlo di chi vive e lavora al Nord da anni, indipendentemente dal fatto che al Nord ci sia o meno nato, ma che al Nord, a Milano, abbia messo le sue radici, contribuendo attivamente allo sviluppo e al benessere generale. Molti, tanti residenti, in giro per le periferie della città, oggi lamentano di sentirsi abbandonati  all’amministrazione e prevaricati da chi, con stratagemmi resi agevoli da norme discriminanti, ha maggiori tutele rispetto a loro che da sempre vivono nei luoghi in cui abitano. Un cittadino, un lavoratore Lombardo, che per anni ha pagato per mantenere i servizi erogati dall’amministrazione, oggi, in molti casi, si sente vilipeso e trascurato (quasi un cittadino di serie b) perché in troppe occasioni percepisce e verifica su stesso quanto la solidarietà, spesso a favore solo di chi urla senza titolo, sia invece assente nei confronti di chi ha veramente bisogno e che ha sempre pagato le tasse ma non può o non riesce a urlare”.

Siamo al solito problema dei tanti stranieri, anche irregolari, nel nostro Paese?

“L’ingiustizia in molti casi  è percepita dallo stesso operatore,  che si sente incoerente col suo stesso spirito, che vorrebbe aiuterebbe subito chi ha più bisogno trascurando i più furbi, quasi mai residenti storici Lombardi, che cercano ed ottengono a danno della collettività.  Bisogna saper comprendere lo sconforto di chi attende una casa da anni nella sua città senza ottenerla, di chi paga per mandare i figli a scuola, di chi paga interamente i testi scolastici pur avendo poco (se non la propria onorevole dignità) o di chi paga sempre il ticket per i farmaci. Bisogna ascoltare il malessere di chi si sente prevaricato nella propria città da persone (di numero potenzialmente illimitato) che, provenienti da chissà dove (15.000 richieste solo a Milano di asilo politico), riescono sempre e comunque, in nome della solidarietà, ad ottenere aiuto prima, SEMPRE PRIMA. La solidarietà così gestita, a danno di chi vive nel luogo da sempre o da innumerevoli anni contribuendo con il proprio lavoro ad incrementare i servizi, sta diventando una vera e propria ingiustizia sociale, e le periferie lo stanno urlando”.

Perché proprio la Lega Nord e cosa l’ha convita di questo movimento?

“ In lega ho trovato tanta umanità e voglia di affermare i principi in cui ho sempre creduto: solidarietà. rispetto, condivisione dei problemi reali del territorio, attenzione alle problematiche  della gente partendo dai più bisognosi e non dai più furbi. E soprattutto credo nel FEDERALISMO proposto dalla Lega, trovo sia l’unica alternativa agli sprechi di cui siamo vittime, grazie alla garanzia che lo stesso ci può dare ridistribuendo le risorse generate prima di tutto sul territorio al fine di raggiungere  una vera equità sociale  prevenendo sperperi e ingiustizie grazie anche al maggiore controllo diretto dei cittadini sull'operato di chi li amministra. IL federalismo sarebbe la risposta giusta anche alle esigenze dell’associazionismo e del mondo del volontariato”.

Un messaggio conclusivo ai tanti cittadini o alle stesse istituzioni

“Tutti vogliamo Giustizia ed Eguaglianza Sociale, tutti miriamo a uno stato di Rispettabilità Sociale, ma va GARANTITA Giustizia, Eguaglianza e Rispettabilità Sociale a chi ha dato e operato per il suo territorio, rimettendo finalmente in condizione il cittadino di sentirsi libero in casa sua”.


 

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