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Inter Palermo "l'intervista Fontana"
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‘Occhio al Palermo’ parola di Fontana

L’ex portiere spiega i pericoli che potrebbe creare la squadra rosanero

di Emanuele Tramacere  Nato e cresciuto calcisticamente nella squadra della sua terra, il Cesena, Alberto “Jimmy” Fontana è stato, forse, uno dei portieri più sottovalutati del panorama calcistico italiano. Figlio della scelta di “coprire le spalle” a Francesco Toldo, nella Milano nerazzurra dal 2001 al 2005, Jimmy ha saputo ritagliarsi, comunque grandi momenti di ribalta. Nel derby del 2004 ad esempio, per scelta tecnica parte sorprendentemente dal primo minuto riuscendo, grazie ad una serie di interventi prodigiosi, a mantenere il risultato sullo 0-0. La possibilità di vestire con costanza la maglia da titolare se la ritaglia in due fortunate stagioni in cui, con il Chievo (che poi finì in Champions) e con il Palermo, Fontana dimostra ancora una volta il suo immenso bagaglio tecnico.

Inter e Palermo si approcciano ad una partita “chiave” per il proseguo del campionato con due andamenti completamente opposti. L’inter è in un periodo non brillante, mentre il Palermo, con la vittoria nel derby si sta risollevando…

Sono stupito di come l’Inter, dopo aver vinto in maniera egregia contro la Juventus si sia lasciata andare. In casa i nerazzurri non possono più sbagliare e dal punto di vista prettamente mentale, credo che basti un approccio pari a quello del Palermo per avere la meglio. Il Palermo, però, è in un momento di grande entusiasmo. Perdere il derby avrebbe innescato una serie di meccanismi che avrebbero probabilmente affossato una squadra bisognosa di risultati. Ottenuto il risultato per eccellenza la squadra si è compattata e ha ritrovato fiducia.

Gasperini fatica a far trovare una continuità di rendimento al Palermo con ottimi risultati in casa e pessimi fuori..

Giocare a Palermo aiuta tantissimo soprattutto una squadra che ha cambiato molto e che non ha ancora assimilato il gioco dell’allenatore. La formazione di quest’anno non è amalgamata al meglio e giocare nello stadio in cui i tuoi tifosi ti sostengono aiuta a compattare il gruppo.

Un pareggio e due sconfitte nelle ultime tre gare di campionato per l’Inter. 4 punti in 5 gare considerando anche l’Europa League. Possiamo parlare di piccola crisi?

L’Europa League la metterei da parte, perché per questa Inter ritengo molto più importanti la qualificazione in Champions League e lo scudetto. Più che crisi, comunque, penso che inconsciamente la vittoria contro la Juve abbia portato i nerazzurri a ritenere più facili determinate partite con le più piccole. Da ora in avanti non è più concesso sbagliare e Stramaccioni dovrà riuscire a scrollare di dosso dalla squadra questa convinzione.

Un ricordo positivo e uno negativo della sua esperienza in nerazzurro?

Sinceramente della mia esperienza nerazzurra ho solo ricordi positivi. Non smetterò mai di ringraziare Marco Branca e Giacinto Facchetti per i momenti che mi hanno fatto passare a Milano. Sono sempre stati dei signori nell’atteggiamento, una qualità rara nel mondo del calcio che ho sempre apprezzato.

Ma i clan sono sempre esistiti?

Non prendiamoci in giro. In un gruppo composto da 30 persone è normale che per affinità si creino dei legami differenti. E’ impensabile che tutti quanti siano amici al di fuori del campo perché la vita di un ventenne single è diversa da quella di uno di 35 sposato e con figli. Ciò che è importante è che all’interno del campo da gioco tutti si comportino da professionisti e siano disponibili a sacrificarsi per il proprio compagno.

Sembra particolarmente bravo nel dare consigli sui portieri emergenti. Le faccio 4 nomi: Perin, Bardi, Leali e Goicoechea…

Innanzitutto bisogna dimenticarsi dei vari Buffon, Peruzzi, Toldo… Quelli erano fenomeni in grado di incidere sulle rispettive squadre già a 17 anni. Questi sono ragazzi molti interessanti. Bardi mi piace parecchio e penso che stia crescendo molto bene. Per Perin credo che serva più tempo e qualche altro anno in provincia per poter fare il salto decisivo. Se però dovessi scegliere due portieri già pronti per una piazza importante i nomi che mi vengono in mente sono quelli di Consigli e Mirante. Hanno già acquisito l’esperienza necessaria per farsi carico della difesa di qualunque grande squadra e mi stupisco che nessuno abbia mai pensato a loro.


 

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