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Allegri… il bello deve ancora iniziare

Il tecnico, bistrattato dall’inizio di questa stagione, si sta prendendo la rivincita

di Beppe Vigani  E ora tutti sul carro di Massimiliano Allegri. Dopo il tremendo inizio e la caccia al tecnico toscano, quasi fosse un untore di peste in giro per Carnate e dintorni, il Milan sta uscendo dal tunnel della mediocrità e incertezza. La sconfitta con la Fiorentina sembrava essere il ‘De Profundis’, tanto per richiamare il genio di Oscar Wilde che compose l’opera quando era in prigione. Il testo entra profondamente nell’anima dello scrittore irlandese per esternare pensieri, rimembranze, ossessioni ed evoluzioni intellettuali che caratterizzarono e accompagnarono la sua permanenza in carcere. Un’analogia che si allaccia bene alla realtà del club rossonero che, nei primi due mesi di questo campionato, ha visto l’inferno, soffrendo e contorcendosi dal dolore perché qualcosa non andava per il verso giusto. Per troppo tempo si è dato addosso ad Allegri che, in verità, è stato sulla graticola per più di un venerdì. La società gli ha indebolito la squadra: ricordiamoci anche le partenze di Van Bommel, Cassano e Seedorf, a proposito di qualità, che non possono essere trascurate. Se Nesta, Thiago Silva e Ibrahimovic (l’ordine è d’importanza) erano i tre fenomeni, gli altri tre erano comunque l’ordine, il genio e l’esperienza. Senza queste basi, Allegri ha dovuto reinventarsi un assetto che non era nelle sue corde. Lavorare in mezzo alla gramigna non è mai bello. Mettiamoci anche le involuzioni di Boateng e Nocerino e la cornice del quadro è fatta. Ma l’allenatore toscano è andato avanti per la sua strada, convinto che le cose, prima o poi, si sarebbero sistemate. E’ vero che le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità, come sosteneva Friedrich Nietzsche (Nice per chi ha studiato filosofia), ma è altrettanto vero che quello che manca bisogna chiederlo in prestito a se stesso e Allegri lo sa benissimo. Adriano Galliani mercoledì scorso ha detto una cosa da condividere: “Se non fosse partito Ibra, El Sharawy sarebbe esploso?”. Effettivamente, come dargli torto? In questo il tecnico rossonero è stato bravo. Gli ha dato fiducia e il ragazzino è esploso, andando dritto in Nazionale. Dopo la vittoria sulla Juventus, qualcuno si è lamentato ancora con Allegri. Se prima la squadra perdeva era colpa sua, ora quando vince il merito è tutta dei giocatori che hanno cuore, l’altra squadra è scarsa. Il successo conquistato con la Juventus è tanta roba, se si pensa a tutto il fiele che si è dovuto ingollare il Milan. Eppure è stato più facile del previsto. Merito di Allegri, che ha imbavagliato il centrocampo bianconero, sfruttando anche i suoi errori. Il mister è stato bravo a controllare Pirlo con raddoppi di marcatura, a ispirare Montolivo come centrocampista tuttofare, a convincere De Jong che il frangiflutti lo fa benissimo, ad accorciare gli spazi in fase di non possesso. Il resto l’hanno fatto motivazione e condizione fisica, che sta crescendo. Credo che sia giunto il momento di chiedere scusa all’uomo che fino a questo momento ha fatto il parafulmine. Complimenti alla società che ha tenuto duro e, che nel momento di maggior difficoltà, ha saputo strappare il biglietto per il secondo turno di Champions. Chapeau!


 

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