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Inter-Neftçi "la partita" n 47
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Inter: un ultimo, evitabile, sforzo!

In una gara dal valore nullo, Stramaccioni potrà sperimentare e dare spazio alle seconde linee

di Emanuele Tramacere  Con la qualificazione già archiviata da tempo e il primo posto ormai divenuto irraggiungibile a causa dello 0-3 rimediato a Kazan contro il Rubin, l’Inter si appresta ad affrontare l’ultimo turno di questa estenuante Europa League in una gara che nulla ha da chiedere al campo se non un’onorevole ripresa dal torpore invernale che sta iniziando ad attanagliare Milano.

È vero, questa “strama” competizione è forse la genesi dell’orrendo periodo attraversato dai nerazzurri dopo l’egregia vittoria di Torino contro la Juventus. Le trasferte a Belgrado e a Kazan, con voli transcontinentali importanti e la costante difficoltà di allenarsi sul campo per preservare la condizione psico-fisica degli uomini migliori, hanno condizionato il rendimento dell’undici di Stramaccioni sia a Bergamo che a Parma. Non è un caso, infatti che proprio contro i ducali la squadra sia apparsa completamente priva di ogni capacità di reazione di fronte ad un Parma quadrato, ma quasi mai superiore.

Contro il Rubin, inoltre, la squadra è incappata nella classica sconfitta “tagliagambe”. Nonostante la trasferta impegnativa ed una squadra rimaneggiata infarcita di giovani, infatti, l’Inter ha mostrato in campo grinta e carattere, creando molto e meritandosi di andare in gol almeno in un paio di occasioni. Eppure è arrivata la sconfitta, con un parziale pesante che ha leso, anche se superficialmente, le certezze e i meccanismi ben oleati di una squadra già in difficoltà.

Paradossalmente, nel filotto di risultati negativi, la sconfitta contro il Rubin potrebbe essere considerata la più indolore. A qualificazione già ottenuta e con uno scarso interesse nel raggiungere il primo posto nel girone (la certezza di poter evitare le squadre provenienti dalla Champions era comunque ben lontana) quella trasferta è parsa più una sorta di seccatura da dover smaltire il più in fretta possibile

Con queste premesse che cosa ha quindi da offrire la sfida contro il Neftchi Baku in cui la posta in palio è soltanto legata allo spettacolo? Assolutamente nulla ovviamente. La partita in sé è da considerarsi un vera e propria amichevole di lusso e, proprio per questo, Stramaccioni potrà sfruttarla per rimettere in sesto al 100% tutti quei fattori che necessitano del naturale sviluppo sul campo da gioco del lavoro svolto in allenamento.

Largo quindi a giovani, “fuori rosa” e convalescenti di lunga data da poter affiancare a quei titolari che necessitano di mettere minuti nelle gambe. Stramaccioni difficilmente sconvolgerà il suo credo tattico cercando di impostare la gara con un possesso palla al risparmio (soprattutto di energie) lasciando grande spazio alle giocate individuali degli uomini di fantasia della squadra. Sarà, probabilmente, la partita di Sneijder e Coutinho due che in questa stagione stanno vivendo un percorso completamente agli antipodi.

Partito titolarissimo e al centro del progetto tattico di Stramaccioni, il folletto di Utrecht ha visto, a causa dell’infortunio alla coscia sinistra e del cambio di modulo, diminuire sempre di più la sua importanza fino alla ormai famosa richiesta di riduzione dell’ingaggio che ha portato alla rottura. Riserva di lusso dopo una convincente seconda metà di stagione all’Espanyol, il giovane Philippe ha visto crescere progressivamente le sue quotazioni grazie, soprattutto, alle eccellenti prestazioni nell’ormai ex Coppa Uefa. Anche per lui, ovviamente, l’infortunio alla caviglia e l’esplosione del tridente pesante in campionato sono stati un peso che non hanno permesso al talento brasiliano di spiccare il volo e confermarsi ad alti livelli.

Stramaccioni sa bene che da questo match i nerazzurri hanno poco da guadagnare e, sicuramente, molto da perdere. La chiave, ancora una volta sarà l’equilibrio fra i reparti. L’equilibrio, quella parola magica che diede il là alla lunga serie di risultati utili consecutivi e che ha perso la sua consistenza dopo l’exploit dello Juventus Stadium, è divenuto il filo conduttore di questa strana ma positiva annata. Un vecchio detto afferma che la superbia parte a cavallo, ma torna sempre a piedi. A Stramaccioni e alla sua Inter non serve altro: umiltà, impegno e passione per i colori nerazzurri.


 

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