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Inter Napoli "l'intervista a Burgnich"
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Burgnich firmerebbe per un pari

L’ex difensore di Inter e Napoli vede una sfida bloccata da singoli episodi

 

 

La linea di collegamento Milano-Napoli è, da sempre una bretella molto attiva. Le trattative, gli scambi e i passaggi di giocatori fra nerazzurri e partenopei, infatti, sono stati molto frequenti nel passato e, in alcuni casi, anche molto chiacchierati e dibattuti. Uno di questi è sicuramente il caso di Tarcisio Burgnich, uno dei più grandi stopper della storia del calcio italiano. Vi ricordate la tiritera “Sarti, Burgnich, Facchetti,…” ecco quel Burgnich, due volte campione d’Europa e del Mondo con l’Inter negli anni 64-65, a fine carriera, ha vestito, non senza polemiche anche la maglia del Napoli, con cui è andato vicinissimo alla conquista dello scudetto e con cui ha trionfato nel 1976 in Coppa Italia.

Burgnich, lei è stato un ex di entrambe le cosa si aspetta da questa partita? Quali possono essere i punti di forza e le insidie per entrambe le squadre?

Il Napoli, in questo momento, sta molto bene fisicamente e mentalmente. Sono su di giri per le vittorie ottenute e sicuramente per questo renderà la sfida difficile all’Inter. I nerazzurri, invece sono in un periodo di calo fisico, probabilmente dovuto alle partite di Coppa e dalla partita con la Juventus che ha privato l’Inter di tantissime energie. Sarà una partita molto chiusa con l’Inter che dovrà stare molto attenta in difesa per poi lanciarsi nelle ripartenze.

Un’Inter, però, che arriva a questo incontro con la spia della benzina lampeggiante. A cos’è dovuto questo calo atletico?

Nel calcio ci sono delle curve all’interno di una stagione. E’ fisiologico avere dei momenti di appannamento. Se parti forte a inizio stagione prima o poi entri in un periodo di stanchezza fisica a cui, comunque, dovrebbe far seguito una risalita. Non è questione d’inadeguatezza della rosa o di ruoli non coperti, bensì di una situazione in cui l’Inter è entrata nella fase calante della curva.

Anche il Napoli ha avuto una piccola flessione coincisa con la sconfitta contro la Juventus, ma era, forse maggiormente legato all’incertezza sul futuro di Walter Mazzarri…

E’ una situazione che può succedere nel calcio. Non so quanto sia rapportabile al mondo Napoli, tuttavia quando un giocatore sente la posizione del tecnico in bilico o vede che è in difficoltà, smette di giocare per la squadra e per l’allenatore e inizia anche inconsciamente a giocare per sé stesso. E’ un alibi che le società non dovrebbero mai dare e, proprio per questo, Mazzarri ha sbagliato a rendere pubblica la sua decisione di aspettare a fine anno.

Capitolo Sneijder. Anche lei, in passato, ha vissuto una sorta di “trasferimento” forzato proprio nell’operazione che l’ha portata dall’Inter al Napoli. Come giudica, quindi, il braccio di ferro fra l’olandese e la società?

Le situazioni sono differenti. Per quello che riguardò me, mi arrabbiai con l’Inter perché nel corso dell’estate, senza che fossi stato avvisato, il club aveva chiuso l’accordo per il mio passaggio al Napoli. Io lo venni a sapere, dopo 12 anni nelle fila dell’Inter, direttamente dal direttore sportivo dei partenopei che mi incontrò e mi disse: “Sei nostro è tutto fatto”. Il caso Sneijder è diverso: la società e il giocatore hanno parlato e troveranno l’accordo che soddisferà entrambi. Da fuori è difficile giudicare su chi abbia ragione, però la società sa bene quello che fa e, se ha ritenuto di agire in questo modo con l’olandese, sicuramente avrà le ragioni giuste per farlo.

Lei è stato uno dei più grandi difensori centrali della storia del calcio italiano. La scuola difensiva italiana, però, sembra essersi spenta negli ultimi anni con i soli Ranocchia e Bonucci a farsi portavoce della categoria…

La “dinastia” degli stopper come me, come Gentile si è probabilmente spenta con l’addio al calcio giocato di Cannavaro. Le caratteristiche di un difensore centrale completo come Thiago Silva, ad esempio, devono essere la capacità di marcatura nello stretto, in area di rigore, ma anche la rapidità nell’intervento a partire dalla metà campo fino alla linea di fondo. Né Ranocchia né Bonucci, in realtà sono ancora maturi sotto tutti questi punti di vista. Proprio per questo, probabilmente, sempre più allenatori ricorrono alla difesa a tre, perché i difensori moderni tendono ad andare in difficoltà negli spazi larghi. Un ragazzo che stava crescendo molto bene era Santacroce, ma i suoi ripetuti infortuni e un carattere non facile hanno fermato la sua crescita.

Chi vincerà l’incontro fra Inter e Napoli?

Ovviamente tutte e due le squadre cercheranno di non perdere per evitare di lasciare spazio alla Juventus quindi un pareggio potrebbe andare bene a tutte e due le squadre. Credo che sarà una partita bloccata su tutti i fronti e, quindi, saranno gli episodi a decidere l’incontro. Cavani e Milito sono i due giocatori in grado di trascinare le rispettive squadre e, probabilmente, la spunterà la compagine che riuscirà a limitare al meglio questi due giocatori.


 

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