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Inter Napoli "la partita" n 48
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C’è il gradino azzurro nella scalata interista.

Continua il percorso di guerra dell’Inter, ma della sfida contro il Napoli può gioire solo la Juventus

 

Archiviata senza troppi patemi d’animo l’amichevole internazionale, andata in scena al ‘Giuseppe Meazza’ contro il Neftci Baku, e consegnata agli annali la classifica finale del girone H di Europa League, l’Inter può finalmente tornare a concentrarsi al 100% sull’obiettivo principale di questa stagione: la corsa ad un posto nella classifica della serie A, valido per la qualificazione alla Champions League 2013/14. Non aver proposto lo “scudetto” come obiettivo stagionale per gli uomini di Stramaccioni, in realtà, non è per niente un ridimensionamento dei nerazzurri, bensì è una semplice accortezza, poiché nulla vieta all’Inter di qualificarsi alla prossima Champions League attraverso il primo e più importante dei tre posti a disposizione dei club italiani. L’ambizione e la spregiudicatezza sono sempre state caratteristiche che hanno premiato, nel corso della storia, la società di corso Vittorio Emanuele. Eppure, anche guardando il calendario che accompagnerà i nerazzurri da qui alla fine del girone d’andata (Napoli e Genoa in casa, Lazio e Udinese in trasferta), esprimere cautela è sempre più un obbligo, poiché la scalata verso il vertice della classifica ricorda sempre più un sentiero serpeggiante o, verosimilmente, una ripida e tortuosa scala a chiocciola da affrontare lentamente, gradino dopo gradino. In questo particolare contesto, quindi, il Napoli rappresenta il primo e ripidissimo stadio del percorso ad ostacoli che attende l’Inter. I partenopei erano accreditati fin da quest’estate del ruolo di anti-Juventus. Nel corso delle 15 giornate trascorse finora, tuttavia, l’incertezza sul rinnovo di contratto di Walter Mazzarri e le difficoltà nel trovare un vice-Cavani all’interno della propria rosa, hanno portato il Napoli ad una piccola flessione coincisa, tra l’altro, con lo stop subito allo Juventus Stadium dalla formazione bianconera. In quella rete d’intrecci Stramaccioni creò i presupposti per un primo sorpasso e relativo avvicinamento alla squadra allenata da Antonio Conte. Con la chiusura dei rubinetti della benzina e con i primi infortuni stagionali, concentrati soprattutto nella zona nevralgica del campo, l’Inter è stata costretta a sollevare il piede dall’acceleratore consentendo ai Mazzarri-boys il controsorpasso sulla banda nerazzurra. Il tecnico toscano ha elaborato un ampio turn-over nella sfida di Europa League consentendo alla maggioranza dei suoi uomini di rifiatare in vista del match odierno. Nessun problema, quindi per Mazzarri che schiererà il suo Napoli nel classico 3-4-1-2. Recuperano tutti, da Campagnaro a Maggio fino al grande ex dell’incontro. L’ex, Goran Pandev, scaricato forse troppo presto nell’immediato post-triplete dall’Inter e desideroso di riscatto, non è ancora al 100%, ma dovrebbe scendere in campo affiancando il miglior Cavani di questa stagione. La spensieratezza con cui potrà schierare il proprio undici il Napoli, non è, invece di casa ad Appiano Gentile. Tanti, infatti, i problemi che attanagliano le scelte di Andrea Stramaccioni che recupera Antonio Cassano, ma perde a causa della squalifica per diffida il titolarissimo Walter Samuel. Diverse, quindi le soluzioni tattiche a disposizione dell’allenatore romano. Il 3-4-1-2 speculare rispetto agli azzurri sembra essere, comunque la soluzione più efficace. Stramaccioni studia molto bene i punti deboli palesati nel corso del campionato dalle squadre che sta per affrontare e, nella sua partita meno brillante (la già citata sconfitta contro la Juventus) il Napoli pagò oltremisura la specularità della formazione bianconera in grado di bloccare tutti gli sbocchi offensivi cercati dalla squadra napoletana. Come sempre sarà il centrocampo a dettare legge con Cambiasso, Zanetti e Gargano certi di una maglia da titolare. La chiave tattica, tuttavia, sarà ancora una volta l’equilibrio fra i reparti che, al di là degli uomini che vestiranno la maglietta nerazzurra, dovranno concedere il minor numero di contropiedi possibili alle micidiali bocche da fuoco del Napoli. Pressing e ripartenze, ma soprattutto tanta attenzione ai minimi particolari, gli stessi che sono stati fatali agli azzurri a Torino, gli stessi che hanno concesso ai nerazzurri di uscire da Torino con tre punti guadagnati. La Juventus è ancora alla ricerca della propria rivale scudetto e dal Giuseppe Meazza di Milano la risposta sarà netta a prescindere dal risultato finale. Sarà nuovamente l’Inter, il Napoli o nessuna delle due? Nel gioco della torre l’unica vera vincitrice potrebbe essere soltanto la Vecchia Signora.


 

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