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Inter Napoli "Amarcord" n 48
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di Severa Bisceglia

  Un tuffo nel passato delle due squadre ancora ricco di nomi che hanno indossato entrambe le maglie, iniziamo con il citare su tutti gli allenatori di entrambe le squadre: Rino Marchesi, Luigi Simoni, Mario Corso (ha allenato le giovanili del Napoli) e Marcello Lippi. Ancora un campione del mondo, oggi dirigente sportivo, Fabio Cannavaro. Il mitico difensore e pallone d’oro detiene il record di presenze (136) in Nazionale e il record di presenze da capitano, sempre della Nazionale (79). Inizia a dare i primi calci al pallone nelle giovanili del Napoli, l’esordio in Serie A, a 19 anni, contro la Juventus. Per risanare le casse il Napoli lo cede al Parma dove, in sette stagioni, vinse due Coppa Italia, una Supercoppa italiana e una Coppa UEFA. Nel 2002 passa all’Inter per 23 milioni di euro. Le due stagioni passate a Milano, però, sarà il periodo più buio della sua carriera. Altro ex di “razza”, l’irruente centrocampista Salvatore Bagni. Arriva all’Inter nella stagione 1981-1982, dopo anni eccezionali passati al Perugina, sostituendo, sostanzialmente, Gabriele Oriali. In nerazzurro vincerà solo una Coppa Italia. Nel 1984 viene ceduto al Napoli di Maradona e vi resta per quattro anni. Con i partenopei vincerà ancora la Coppa Italia e uno scudetto sotto la guida di Ottavio Bianchi, altro ex., che fa il suo esordio da calciatore in Serie A con il Brescia. Nel 1966 fu ingaggiato dal Napoli, dove resta per 5 anni. Una volta appese le scarpette al chiodo intraprende la carriera di allenatore. Debutta in Serie A (1983.1994) allenando l’Avellino. Nel 1985 guida il Napoli di Maradona, con cui vince lo scudetto. Dopo un anno passato ad allenare la Roma torna sulla panchina del Napoli. La stagione 94-95 allena l’Inter, ma la sconfitta rimediata, dopo vari fallimenti, contro il Napoli convince Moratti a sollevarlo dall’incarico. Altro ex, soprannominato “il Fornaretto” perché nasce in una famiglia di fornai a Frascati, il centravanti Amedeo Amadei. Fu uno dei più grandi bomber della Roma e il più giovane calciatore ad andare in gol nella massima divisione, poco più che quindicenne, record che Amadei detiene tutt’ora. Dopo la pausa dei campionati dovuta alla seconda guerra mondiale, il giocatore fu venduto all’Inter nonostante le proposte allettanti di Juventus e Torino. Anche a Milano si fece valere. Terminò la sua carriera al Napoli dove giocò le ultime cinque stagioni. Il francese Laurent Robert Blanc inizia a giocare nel Montpellier, con il quale ha militato dal 1983 al 1991. Nel 1991 si trasferisce in Italia, al Napoli di Claudio Ranieri, ma si ferma un solo anno e torna in Francia. Nelle stagioni 1999-2001 torna a giocare in Italia, all’Inter allenata da Marcello Lippi. In nerazzurro segnerà sei gol in 67 presenze. Il centrocampista Antonio Blasevich  cresce nella Triestina ed approda all’Inter nella stagione 1928-1929, in nerazzurro disputa tre stagioni a ottimi livelli, segna 41 gol in 96 presenze contribuendo alla conquista del terzo scudetto interista, è stato anche il primo calciatore interista ad aver segnato in una Coppa europea. Con i nerazzurri vincerà anche il Trofeo Lombardi e Macchi battendo il  Milan per 4-2. Anche Blasevich concluse la sua carriera nel Napoli. Il portiere Ottavio Bugatti  arriva al Napoli, l’allora presidente Achille Lauro pagò 55 milioni per averlo, nella stagione 1953-1954 e vi rimase per otto anni. Con la maglia del Napoli, nel 1956, vinse il Premio Combi quale miglior portiere della Serie A. Nel 1961 passa all’Internazionale, come portiere di riserva, e vi resta fino a fine carriera. Con i nerazzurri scese in campo 25 volte in campionato, 6 volte in competizioni europee e 2 in Coppa Italia, vincendo 2 scudetti, 2 Coppa dei Campioni e 2 Coppa Intercontinentale. Tornerà a Napoli, a fine carriera, ad allenare nelle giovanili. E’ stata breve, e a reti inviolate, l’avventura italiana del brasiliano Caio Ribeiro Decoussau  acquistato dall’Inter, all’età di vent’anni per 7 miliardi di lire, nella stagione 1995-1996 e l’anno successivo viene ceduto al Napoli, dove si ferma ancora 1 anno solo. Dopo l’esperienza italiana torna in Brasile e una volta smesso con il calcio si è dato alla carriera di modello. L’irrequieto attaccante Benito Carbone non è riuscito a giocare mai più di un anno nella stessa squadra, arriva all’Inter, dopo un anno passato al Napoli, nell’estate 1995 per 6 miliardi di lire, ma a Milano rende pochissimo, 2 gol in 31 partite. L’anno successivo finisce in panchina e poi ceduto agli inglesi dello  Sheffield Wednesday per 7 miliardi di lire. Curioso il pensiero di Vujadin Boskov: “Benny Carbone con sue finte disorienta avversari ma anche compagni”.


 

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