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Inter Genoa "Basket" n 52
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Terremoto in casa Olimpia

Al Forum, intanto, domenica c’è la prima in classifica

 

 

Milano e Cantù piangono, Siena impazzisce dalla gioia e si qualifica alle Top Sexteen come terza del proprio girone. Le scarpette rosse, guardabili fino a un minuto dalla sirena, hanno ancora sul fil di lana contro il Vitoria, anche se l’eliminazione è figlia di altre brutte figure. C’è la mano di Simone Pianigiani, invece, nella sconfitta dei canturini contro il Fenerbahçe, guidato i panchina proprio dal coach che ha fatto la storia di Siena e che è andato a cercare fortuna in Turchia. Dopo l’All Star Game giocato a Biella domenica scorsa, in casa Olimpia è successo di tutto. Iniziamo dalle cose brutte: l’assistant coach Fabrizio Frates è stato silurato, Omar Cook e Richard Hendrix sono stati esclusi dal roster della prima squadra. La nuova positiva è il ritorno di Jr Bremer, a Milano l’anno scorso e inspiegabilmente mandato via. Tutto questo a pochi giorni dall’antivigilia di Natale, quando al Forum ci sarà il posticipo della 12ª giornata d’andata: Milano-Varese, ovvero la storia degli anni ’60 e ’70 del basket nostrano. Le cose sono cambiate, c’è meno romanticismo di allora, ma il fascino è rimasto. Dopo anni passati in naftalina, i varesini quest’anno sembrano voler fare le cose in grande. Sono in testa al campionato, davanti a Siena e Sassari, e quindi con la voglia di fare uno scherzo alle scarpette rosse, che tanto andavano di moda cinquant’anni fa. Ora c’è Armani, che ha voluto rinverdire questa tradizione: a parte qualche lacrimuccia e brivido sulla schiena rimane solo una fotografia sbiadita dell’epoca. Francesco Vitucci, allenatore di Varese, ha fatto le cose per bene. Con una squadra che non presenta un centro d’impatto, Bryan Dunston è alto solo 203 cm, ma con tanta sostanza. Il giocatore del Fordham University viaggia con il 68,5% da sotto e con 7,8 rimbalzi catturati di media. Un grande biglietto da visita, che sta facendo viaggiare Varese. Un altro elemento su cui coach Vitucci sembra aver vinto la scommessa è Mike Green. Proviene dalla Towson University, nel Maryland, è alto solo 185 cm, ma buone mani, anche se al tiro c’è di meglio (42,5% da 2, 31,2% da 3), ma si fa rispettare nelle palle vaganti e sotto i tabelloni, visto che riesce a conquistare circa 4,2 rimbalzi di media a partita. Altro soggetto che merita grande attenzione è Adrian Banks. Buon tiratore da 2 (51,2%), molto meno da 3 (27,7%). Banks, il quale ha cominciato nella Northwest Mississipi University, per poi continuare la carriera all’Arkansas State University, a campo aperto è micidiale e le sue entrate fanno danni. Un giocatore che quest’anno sta esplodendo è sicuramente Achille Polonara. L’ala di Ancona si è fatta le ossa a Teramo e in questa stagione sta mettendo tanta roba di suo. Ottima mano da 2 (51,2&) , sa far male anche dalla linea dei 3 punti (32,3%)., si fa rispettare sotto le plance (più di cinque rimbalzi a partita) e soprattutto recupera più palloni di quanto ne perde (0,9 palloni persi a partita contro 1,6 recuperati). Chiudiamo con Dusan Sakota. E un’ala forte di grandi qualità, soprattutto, al tiro. Alto 210 cm e temibile in egual misura da 2 (41,1%) e da 3 (43,2), dove la percentuale addirittura sale. Contro questi giocatori l’EA7 dovrà dimostrare di essere una squadra che, a parte le vicissitudini di inizio stagione, tutti aspettano da tempo. Iniziano le prime grandi manovre per la rimonta.


 

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