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Milan Siena "L'Editoriale"
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BOB MARLEY DICEVA DI CREDERCI

di Beppe Vigani

 Il calcio ha dormito per un paio di settimane, ma è successo di tutto. Nessuno è stato a guardare, i danni si vedranno più avanti. Il Milan ha sistemato Pato al Corinthians. Quindici milioni di euro. Una bella cifra per un giocatore che è diventato un lontano parente dello Swarovski. L’anno scorso, di questi tempi, alzi la mano chi pensa che io abbia l’Alzheimer, il Psg ne aveva offerti venticinque, liquido che sarebbe servito per prendere Tevez. La storia racconta che il Cavaliere telefonò a Galliani e fece saltare l’affare. Morale: il Milan perse lo scudetto, Pato rimase, continuando a far saltare i propri muscoli e i nervi dei tifosi. Quando il cuore è il danno per un club. Ne sa qualcosa anche Massimo Moratti, che per una vita ingrassò Alvaro Recoba, talento da ricchi, ma tenuta da beone d’osteria. Non basta più il genio, l’illuminazione, se non hai la professionalità di un artigiano e la testa da salutista. Poi uno può essere antipatico (Ibrahimovic) o simpatico (Messi), ma di sicuro rende dieci volte tanto. Maradona e Ronaldo hanno fatto tanto, se pensiamo al di fuori del rettangolo di gioco. Potremmo continuare con George Best (attaccante irlandese del Manchester United; vinse il Pallone d’Oro nel 1968), Jimmy Greaves, nonostante sia stato il più prolifico cannoniere inglese di tutti i tempi con 357 reti segnate (124 con la maglia del Chelsea, 220 con quella del Tottenham e 13 con quella del West Ham) in 516 partite, non vinse mai un campionato inglese, Andy Van der Meyde, eccessi di alcol e droga dopo l’avventura all’Inter. Ve ne sono a camionate anche negli altri sport. Soprattutto negli Usa. Non basterebbe un semplice articolo per citarne la metà. Le società non sempre sono lungimiranti. Nelle feste natalizie siamo un po’ tutti più buoni (e depressi), ma le società stanno cominciando a fare i conti con le proprie casse. Juve, Inter, Milan e Napoli cercheranno di rinforzarsi, perché la Champions è un bell’affare per tutti. I bianconeri vorrebbero fare la voce grossa già quest’anno in Europa, poiché il campionato sembra una cosa già archiviata. La stagione è lunga, ma a meno di clamorosi rovesciamenti la squadra allenata da Antonio Conte per gli avversari è una lepre imprendibile. C’è da accontentarsi delle briciole, che non sono poca cosa. Da Oltralpe, il Psg ha speso addirittura 45 milioni per Lucas, attaccante ventenne proveniente dal San Paolo. Una follia, contro la quale il calcio italiano non può ribellarsi. Allora mani al melone e chi ha più fantasia faccia passi importanti verso il settore giovanile o puntando su giovani sconosciuti, lontano dai palcoscenici internazionali. Mi piacerebbe pensare che in Italia possa arrivare un Aristoteles qualsiasi (ve lo ricordate il centravanti brasiliano della Longobarda del film ‘L’allenatore nel pallone’?). Siete sicuri che in giro non vi sia nessuno all’altezza del nostro campionato? Bisogna credere nei progetti, in quello che si fa. Immobile, Verratti, Insigne, El Shaarawy, Florenzi fino a un paio di anni fa nessuno sapeva chi fossero. Qualcuno ci ha creduto. Merito di qualche tecnico (Zeman su tutti), che lavora per la squadra e non per se stesso. Mi piace chiudere con un pensiero di Bob Marley: “Se esprimi un desiderio
è perché vedi cadere una stella;
se vedi cadere una stella
è perché stai guardando il cielo
e se guardi il cielo è perché credi ancora in qualcosa ...”. Lui la chiave l’aveva scoperta!


 

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