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Inter Pescara "la partita"
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E’ sempre emergenza in casa nerazzurra

Tanti primavera fra i convocati di Stramaccioni, ma Bergodi prosegue nella cura del Delfino

Il giro di boa di questa serie A 2012/2013 è ufficialmente arrivato. Il tempo di tirare le prime somme, con la sosta invernale che ha dato indicazioni importanti a tutti i tecnici, è ufficialmente passato con l’arrivo del “befana-day”, ma l’esito delle prime osservazioni è stato ribaltato, per gran parte dei top team del campionato, dallo scottante esito negativo. Chi è uscito rinforzato e rinvigorito, nel morale e nelle energie è sicuramente il Pescara di Bergodi che, forte della rocambolesca, ma soddisfacente, vittoria contro la Fiorentina, arriva a San Siro carica di aspettative. Il tecnico subentrato a Stroppa alla quattordicesima giornata sta compiendo un piccolo miracolo nell’accesa piazza abruzzese. Oltre a far dimenticare la strepitosa annata targata Zeman, infatti Bergodi è riuscito ad ottenere ben 9 punti in sei giornate affrontando però squadre del calibro di Milan, Napoli, Roma, Fiorentina, Genoa e Catania. Bergodi ha ridato fiducia e compattezza ad una squadra priva di identità e, ritrovando Cascione a centrocampo ed affidandosi con costanza ai folletti offensivi Bjarnason e Weiss, può contare su numerose frecce ad disposizione nella propria faretra. Pochi gli assenti in casa dei Delfini con lo squalificato Togni che farà compagnia agli indisponibili Zanon, Vukusic e al giovane Quintero, già obiettivo di mercato nerazzurro e impegnato nella qualificazione al mondiale under 20 con la sua Colombia. l mercato impazza soprattutto in casa nerazzurra, con la settimana che ci stiamo lasciando alle spalle che ha aperto numerosi tavoli di trattativa per il mercato che, a detta di tutto lo staff interista, sarà fatto da piccoli ritocchi. Subito archiviato quindi l’esordio di Tommaso Rocchi e spazio ai vari Sorrentino, Andreolli e Schelotto che porterebbero forze fresche nell’immediato per la falcidiata rosa nerazzurra. Contro il Pescara, infatti, Stramaccioni potrebbe recuperare Cristian Chivu ma, complice la squalifica contemporanea di Juan Jesus e di Ranocchia potrebbe ritrovarsi costretto ad abbandonare il 3-5-2 in favore di un più coperto 4-3-1-2 riportando Esteban Cambiasso nel suo ruolo naturale di centrocampista. Nessuna notizia positiva dall’infermeria, quindi, con Milito, Alvarez e Coutinho che proveranno fino all’ultimo a stringere i denti, per aiutare una squadra che già domenica scorsa ad Udine poteva contare su 6 ex primavera seduti in panchina accanto a Stramaccioni. Ritornando al mercato, proprio Milito, Alvarez e Coutinho, sono i giocatori su cui l’Inter dovrà costruire il proprio futuro. Tutti e tre gli attaccanti, infatti hanno un notevole mercato e, dalle loro cessioni, l’Inter potrà ricavare il tesoretto necessario a completare il processo di rinnovamento iniziato nella scorsa stagione. I nomi di Edin Dzeko, Leandro Damiao e il mai sopito sogno chiamato Frank Lampard sono strettamente collegati alla partenza di almeno due di questi giocatori. Spazio alle suggestioni fin da subito quindi? Ovviamente no. Il mercato invernale nerazzurro sarà fatto esclusivamente di operazioni intelligenti che porteranno la squadra a concludere il primo anno di Andrea Stramaccioni. Nel momento della scelta del tecnico romano la società ha deciso di fornire pieni poteri all’allenatore, supportandolo nelle sue scelte all’interno dello spogliatoio (come per la partenza di Gianpaolo Pazzini) e sul mercato (con l’arrivo di Antonio Cassano). Dati alla mano la prima parte di questa stagione porta in dote gli stessi punti conquistati nella travagliata gestione del duo Gasperini – Ranieri. Ciò che differenzia l’Inter di Stramaccioni, però, è la migliore condizione in classifica derivata, se non dal bel gioco, dai positivi risultati ottenuti contro le dirette rivali nella corsa alla zona Champions League. Al tecnico romano è mancato, tuttavia, l’istinto del killer contro squadre che non ti concedono grandi spazi e che, puntualmente, hanno punito l’Inter con repentini contropiedi. La qualificazione alla prossima Champions League è l’obiettivo minimo che Stramaccioni non può fallire per scrollarsi di dosso il confronto con le passate gestioni. Per farlo l’Inter dovrà cannibalizzare tutte le prede che capiteranno tra le spire del suo biscione. Iniziando dal Pescara…


 

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