Banner
Banner

Seguici su

 

facebook_32 twitter_32 myspace_32

Chat-stadio5-Online

  • Nessun utente on line

Partners

Banner
Milan Udinese "I Cugini" 6 2013
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

 

Il mercato senese

I nuovi arrivi distraggono l’attenzione dei tifosi, ma occhio a sottovalutare una squadra che già fu letale

di Emanuele Tramacere  Triplice fischio e porte chiuse (finalmente!) all’ATA Hotel Executive di Milano che sancisce ufficialmente la fine del mercato di riparazione invernale. Un mercato che ha rivoluzionato, in larga parte, la fisionomia della maggior parte delle squadre di Serie A, di qualunque livello. Valori rimescolati, dunque, ma l’ennesimo alone di incertezza non poteva non riguardare la squadra che, da sempre, è sotto l’estrema lente di ingrandimento dei media e, di conseguenza, della maggioranza dei tifosi: l’Inter. Difficile capire le scelte societarie della dirigenza di corso Vittorio Emanuele, ancora di più supportare il silenzio o l’avvallo di Andrea Stramaccioni a quelle manovre così criticabili da un poco attento occhio esterno. Ancor peggio è sopportare, per i tifosi nerazzurri, l’arrivo a Milano sponda rossonera dell’ex figliol prodigo Mario Balotelli considerando, soprattutto quella tanto pubblicizzata clausola “anti-Milan” che gli uomini mercato nerazzurri ci avevano sbandierato sotto il naso. E poi Lodi, Valdes, Icardi, Jung, ma soprattutto Paulinho… il volante brasiliano inseguito in lungo in largo in tutto il campionato Paulista con un telenovela a puntate pari soltanto a quella che ha portato Sneijder nella ridente Istanbul sponda Galatasaray. Con la stessa soluzione: all’Inter non c’è nessuno dei due. Qualcuno, infine, il biscione ha deciso di sposarlo. Si tratta di Zdravko Kuzmanovic, Ezequiel Schelotto, Diego Laxalt e, soprattutto Mateo Kovacic. Il talento croato è stato designato da tutti come l’erede in nerazzurro di Sneijder e la speranza è che, a differenza del suo predecessore, Coutinho, il fenomeno di Zagabria possa veramente riuscire ad ambientarsi per regalare all’Inter quella marcia in più. Ma le perplessità sul mercato interista quindi da dove arrivano? Beh principalmente si riferiscono alla palesata mancanza di progettualità. Se da un lato il Milan potrà contare nei prossimi 5 anni di un attacco formato da Balotelli, El Shaarawy e Niang, dall’altra la sensazione è che, nonostante gli arrivi, l’Inter stia ancora puntando tutto sugli eterni Cambiasso, Zanetti, Milito e Cassano. Questo il tifoso non lo può digerire a cuor leggero e, ancor di più, non può tollerare le bugie raccontate in un anno intero sul sacrificio (necessario?) di Sneijder e sull’arrivo promesso e poi sfumato di Paulinho. In tutto questo infuocato clima ci sarà Siena-Inter e ci saranno, soprattutto le scelte tattiche del trentasettenne allenatore interista che, mai come nell’ultimo periodo è sembrato spento e in difficoltà nella gestione di un gruppo costantemente falcidiato dagli infortuni e privo del giusto mordente per arrivare alla conquista sul campo dei tre punti. La partita contro il Siena all’andata a San Siro, inoltre, è stato il primo grande fallimento della gestione interista perché, se contro la Roma alla seconda di campionato le attenuanti di un gruppo ancora non amalgamato potevano essere concesse all’allenatore romano, la sconfitta contro i senesi grida ancora vendetta nei salotti del tifo nerazzurro. Un Siena che nell’ultimo mese ha rivoluzionato la propria rosa, con la partenza dei suoi uomini cardine, con il cambio del proprio allenatore e con l’arrivo di numerosi giocatori che, per il campionato italiano sono degli autentici punti interrogativi. Emeghara, Agra e Calello difficilmente saranno della partite e, nel 3-4-1-2 di Beppe Iachini che perde il perno centrale Neto in difesa, sarà l’asse Vergassola-Rosina-Reginaldo a creare i maggiori problemi per la squadra interista. Difficile, come in casa bianconera, vedere fin da subito l’esordio dei nuovi acquisti anche nelle fila dei nerazzurri. Per Kovacic ci vorrà tempo, così come per Kuzmanovic che, però, sembra essere il principale candidato a subentrare a partita in corso. Discorso diverso per Ezequiel Schelotto. L’esterno ex Atalanta ricopre un ruolo finora scoperto nella rosa interista. Stramaccioni non vede più capitan Zanetti in grado di ricoprire il ruolo di esterno e, con il bistrattato Johnatan e l’adattato Nagatomo, è probabile l’inserimento nell’undici titolare del “levriero” italo-argentino. La notizia negativa, ancora una volta nelle ultime settimane arriva, però dall’infermeria: Diego Milito non è ancora al meglio e difficilmente potrà partire in campo dal primo minuto. Cassano e Palacio, supportati da Guarin dovranno quindi caricarsi ancora una volta il peso dell’attacco sulle spalle. Il dubbio Chivu in difesa, infine, lascia aperta la possibilità di un cambio di modulo. Con il rumeno a disposizione, infatti, l’allenatore romano confermerà il consolidato 3-4-1-2, ma se il difensore con il caschetto non recupererà dal fastidio al piede sinistro, il passaggio ad una difesa a 4 con l’abbassamento di Pereira sulla linea difensiva è assolutamente inevitabile. Tante indecisioni quindi, e due sole certezze (Andrea Stramaccioni sulla panchina nerazzurra e l’obbligo di raggiungere la qualificazione alla prossima Champions League) alla vigilia della stressante trasferta di Siena. I dubbi su società e dirigenza, soprattutto guardando i movimenti delle società rivali, rimangono e si rafforzano di giorno in giorno. Perché, ad esempio, perseverare nel racconto di favole dall’esito impossibile? Perché fornire al proprio allenatore il materiale tecnico da lui richiesto solo a poche ore dalla chiusura del mercato? Perché il progetto giovani “strillato” ad inizio stagione sembra già tramontato e, addirittura adottato alla grande nell’altra sponda di Milano? Tanti, troppi, gli interrogativi a cui l’allenatore romano dovrà porre rimedio. Tanta, troppa, la tensione che si respira attorno ad una squadra che necessita come il pane di una sana tranquillità. Tante, troppe, le sensazioni che, sul campo, dovranno essere cancellate dalla testa dei tifosi. Rimane quindi un’unica, ultima e importantissima domanda: Ce la farà Stramaccioni ad emulare Mourinho ergendosi prepotentemente a capo popolo, trascinatore di squadra, tifosi ed entusiasmo? A lui il paragone con lo Special One non va proprio giù, ma le vesti del portoghese dovranno per forza calzargli a pennello. Staremo a vedere…


 

Video

6

Per guardare tutti i video vai alla pagina Video

NEWS STADIO 5

Stadio5 online Stadio5 online         Da oggi potrete leggere Stadio5 anche onl... Read more
La strana coppia di STADIO5 “La Strana Coppia di Stadio5” Una trasmissione che in modo ironico e dissa... Read more


Pubblicita1

Banner

Pubblicita2

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

PARTITA IVA: 11622330154 Valid XHTML and CSS.