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Milan Udinese "Editoriale" 6 2013
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ASINI E TROMBONI

di Beppe Vigani    Il campionato sta evadendo alcune situazioni e, man mano che il tempo passa, sta dando alcuni segnali importanti. Confortanti per alcuni versi. La Juventus non è l’’armada invincible’ dello scorso anno. Il pareggio in casa col Genoa è un segnale eloquente, di come questa squadra abbia più insicurezza, rispetto all’anno passato. Manca Pirlo, la centralina che manda in tilt gli avversari. Pogba è un giovane molto interessante, ma non è il messia. Sostituire l’ex milanista richiede qualità rare. La sua assenza ha lasciato per strada punti importanti e il Napoli ne ha approfittato. Andare a vincere al Tardini di Parma è un’impresa. Nessuno lo aveva fatto fino ad ora. L’undici di Walter Mazzarri è la vera anti-Juve, non vi sono dubbi. La Lazio si è sciolta come neve al sole. Chi non è abituato a lottare, nei momenti che contano, se la fa sotto. I vincenti sono altri. Perdere in casa col Chievo è stato un segnale più che preoccupante: i biancocelesti non hanno lo spessore per contendere il titolo a chicchessia. Sull’Inter ci sarebbe da aprire il libro della vergogna. Contro il Torino aveva una grande occasione, l’ha sciupata. E’ andato via Sneijder, dietro di lui il buio. Cassano non basta, altre caratteristiche. Coutinho è sul piede di partenza, Alvarez non lo vuole nessuno. Contro i granata la squadra allenata da Stramaccioni andava a folle. Largo ai giovani, qualcuno potrebbe dire. Un’insinuazione, una speranza, un credo religioso, se qualcuno è un merlo. Gli asini volano, la stanza dei bottoni dell’Inter cerca di catturarli. La polvere dà fastidio, la domestica non la toglie, al limite la mette sotto il tappeto. Nessuno può credere che l’Inter stia dando spazio ai giovani: con Zanetti (comunque sempre onore a un professionista di siffatte qualità), , Chivu, Cambiasso (decisivi contro i granata), Gargano, Mudingayi, Palacio e Cassano in campo la società non guarda al futuro. La partenza di Sneijder è un peccato mortale, ma nessuno in Corso Vittorio Emanuele fa il j’accuse. La lesa maestà rode più di un’offesa grave. Gli stupidi pensano questo. L’olandese è partito per sette milioni e mezzo di euro, per Schelotto ne vogliono otto, Paulinho costa venti. Avanti, sotto il vestito, gente. Una lode al Milan. I rossoneri stanno crescendo, come gioco e in classifica. Ora sono lì, a tre punti dall’Inter. Lottare per un posto in Champions non è più un miraggio. Il mercato può rinforzarli e chi è nei paraggi, deve preoccuparsi. Allegri sta prendendosi delle rivincite. Ora, forse, saliranno tutti sul suo carro. E’ una storia vecchia come il mondo, ma deve far riflettere i tromboni di molti salotti televisivi e radiofonici. Perché la pazienza è amara, ma il suo frutto è dolce, ripeteva Jean Jacques Rousseau. Fiorentina e Roma devono fare pace con le crisi d’identità: giocano bene, ma spesso e volentieri perdono la bussola. Non è facile tornare in cima, quando per anni hai mangiato pane duro. Ci vuole pazienza. Il resto serve per le statistiche.


 

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