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Inter Chievo "L'Editoriale" 7 2013
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di Beppe Vigani  Trucco e parrucco, la Serie A è ripartita, dopo il mercato di riparazione. Molte squadre hanno cambiato volto, o perlomeno ci hanno provato. Sostanziali i cambiamenti che hanno mutato l’Inter. Delle big, è la squadra che si è mossa di più, se meglio lo scopriremo nelle prossime puntate. Per il momento pollice verso. La risposta ai cugini rossoneri, che hanno acquistato Balotelli, non si è fatta attendere: il problema è che per il momento è stato solo un rumore sordo, che ha fatto ridere l’altra parte del Naviglio. Contro il Siena, infatti, si è vista una squadra ubriaca, confusa, inerme, senza identità. Stasera col Chievo i nerazzurri saranno chiamati a mostrare qualche miglioramento. Massimo Moratti, dopo aver lasciato andar via Sneijder, più per un capriccio che per una strategia vera e propria di mercato (venderlo a 7,5 milioni di euro è stato l’affare dl secolo per il Galatasaray), ha messo mano al portafogli spendendo circa una ventina di milioni. Kovacic è l’unico nome di grande prospetto, mentre Kuzmanovic, Schelotto, e Carrizo non sono visti benissimo dal popolo nerazzurro. Per Laxalt è un discorso diverso, poiché l’uruguaiano arriverà a luglio. Carrizo come vice di Handanovic, interessa a pochi. A Branca va riconosciuto il merito di aver portato giocatori molto giovani: Kovacic ha 18 anni, Schelotto 23, Kuzmanovic 25 e Laxalt 20. Il centrocampo avrà bombole a ossigeno in quantità e l’abbrivio verso il finale di stagione potrebbe essere più dolce del previsto. Tutto, però, deve funzionare nel modo giusto. Kuzmanovic, che ha già provato il pane duro domenica scorsa, non dovrà pestare i piedi a Guarin (divenuta pedina inamovibile nello scacchiere di Stramaccioni), Kovacevic (che ha già ha messo le proprie piume a disposizione della squadra) avrà l’onere di ritagliarsi una posizione pesante, che era di Sneijder. Lo Schelotto visto contro la squadra di Iachini non è l’uomo da corsa che voleva Stramaccioni. Se sta bene non avrà problemi a trovare spazio, altrimenti la pistola è pronta. Pereira, d’altro canto, non può essere un concorrente temibile, visto che l’uruguaiano ex Porto è divenuto l’oggetto misterioso dei nerazzurri. Con questa campagna acquisti l’Inter ha fatto dimenticare ai sui tifosi la cessione di Sneijder e il mancato acquisto di Paulinho? Per ora no, ma se i “nuovi” ingraneranno i ragazzi della Nord saranno pronti a perdonare. Il centrocampo sembra a posto, numericamente parlando, ma l’attacco, no. Rocchi non piace, un po’ perché non ha un background interessante, un po’ perché è stagionato come Matusalemme.  La zona Champions sta sfuggendo. Ma la colpa non è solo di Stramaccioni. Così è, se vi pare…


 

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