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Milan Parma "I cugini" 9 2013
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L’Inter sbarca al Franchi con obiettivo San Siro

A due settimane dal derby di Milano la Fiorentina nasconde una doppia insidia

di Emanuele Tramacere   E’ tornato Milito ed è tornata la vera Inter. È bastato poco, pochissimo, per trasformare nuovamente una squadra sull’orlo del tracollo (fisico, ma soprattutto mentale) in una fuoriserie lanciata verso l’obiettivo più importante di questa stagione. Ovviamente non si parla della conquista del terzo posto e quindi dell’ammissione, diretta o tramite i preliminari, alla prossima Champions League. Il traguardo più importante, quell’incontro che vale una stagione, è fissato alle 20.45 di domenica 24 febbraio, quando alla “Scala del calcio” andrà in scena il 282° derby della madonnina. Ma prima di San Siro e molto prima dei rossoneri, l’Inter è chiamata ad affrontare l’impegnativa sfida del Franchi di Firenze. La Fiorentina di Vincenzo Montella non sta attraversando uno splendido periodo di forma, con gli alti e bassi di questo inizio di 2013 che hanno consegnato ai gigliati soltanto 4 punti sui 21 disponibili. Una sola vittoria (contro un Parma in costante involuzione) e un pareggio controverso contro il Napoli sono un bottino troppo amaro per una squadra che, ad inizio stagione, aveva mostrato al mondo calcistico italiano un calcio sfavillante e spettacolarmente solido allo stesso tempo. L’ex-aeroplanino ha scoperto a sue spese quanto David Pizarro sia fondamentale nello scacchiere tattico del suo centrocampo che, fin troppo, ha sofferto l’assenza delle geometrie e della gestione del ritmo imposta dal regista cileno. Proprio la mancanza di tranquillità all’interno della linea mediana, tuttavia, ha sgretolato la solidità del reparto arretrato dei viola. La prima rivoluzione tattica di Montella in vista della sfida contro i nerazzurri, infatti, vedrà coinvolta proprio la difesa. Non un cambiamento di modulo (come già successo in casa nerazzurra), bensì un turnover di uomini con il neoacquisto tedesco Compper pronto all’esordio dal primo minuto con la maglia gigliata. Dubbi a centrocampo con Aquilani (rientrante dalla squalifica) che resta favorito sul neoacquisto Sissoko per il terzo posto nel centrocampo completato da Pizarro e Borja Valero. Confermatissimo, invece, il reparto avanzato composto dal duo Toni-Jovetic con il Montenegrino che, tornato dal pesante infortunio al polpaccio, fatica a ritrovare la condizione ottimale. Vincenzo Montella e Andrea Stramaccioni si conoscono bene, si stimano, sono amici e, spesso e volentieri, si confrontano sulle rispettive scelte tecniche. Ad ammetterlo sono stati proprio i due allenatori nel post-partita del match d’andata che, nel risultato finale, sorrise all’allenatore nerazzurro. Saranno pochi, però, i punti di contatto con quella fortunata gara d’andata. Il trentasettenne allenatore romano non si affiderà più alla difesa a tre (nonostante il rientro di Christian Chivu), e difficilmente confermerà il tridente pesante inserendo nel 4-3-1-2 il colombiano Guarin, che torna a disposizione dopo la squalifica per diffida. Milito e Cassano completeranno il reparto avanzato concedendo un turno di riposo a Palacio, impegnato con costanza anche nella partita di Europa League contro il Cluj. Sarà, molto probabilmente, anche la prima volta nell’undici titolare per Mateo Kovacic. Il talento croato, arrivato a peso d’oro negli ultimi giorni del mercato invernale, ha riassorbito completamente la distorsione alla caviglia rimediata nella rifinitura del match contro il Chievo ed è pronto a prendere in mano le redini del centrocampo interista. Se il 24 febbraio è una data cerchiata in rosso sul calendario di tutti i tifosi nerazzurri, il posticipo di Firenze non può e non deve essere sottovalutato. Se, infatti, una vittoria potrebbe lanciare i nerazzurri da favoriti verso il derby contro i rossoneri, è altresì vero che una sconfitta porterebbe in dote un doppio risvolto negativo. Innanzitutto, avvicinarsi con una sconfitta alla settimana più mediaticamente esposta della stagione, costringerebbe la squadra a lavorare in un inutile clima di tensione; inoltre, una sconfitta contro una squadra distante in classifica soli quattro punti, permetterebbe alla temibile Fiorentina di riscrivere il proprio nome nella lista delle pretendenti per quell’agognato terzo posto. Vincere aiuta a vincere e con il mirino puntato al Giuseppe Meazza e alla stracittadina di Milano, nessun copione potrebbe essere meglio scritto di una vittoria al Franchi contro una rivale agguerrita nella corsa al terzo posto. Una sfida impegnativa, certo, ma costruita fortemente sul “fattore M”. M come Mister, Andrea Stramaccioni, ma anche M come Milito. Perché basta davvero poco, pochissimo, per trasformare una bella utilitaria in una perfetta fuoriserie.


 

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