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Milan Lazio "Nicola Vitto e il Taekwondo"
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NON SCAPPO MA COMBATTO PER TRINITAPOLI

di Severa Bisceglia    Come la perseveranza e la buona volontà di un ragazzo qualsiasi, che non teme la fatica di estenuanti allenamenti, possa essere da  esempio a quei tanti giovani a cui il destino sembra non dare mai la chance per emergere, soprattutto nello sport. Se poi la disciplina non è tra le più gettonate il rischio di restare nell’ombra è ancora più alto. Attraverso il racconto di un nostro appassionato lettore pugliese, nato e cresciuto in un paese della provincia di Barletta-Andria-Trani, Trinitapoli, vogliamo invitare i tanti ragazzi in ‘standby’ a non rinunciare al loro sogno e soprattutto, con questa pubblicazione, Stadio5 augura alla squadra di Nicola di trovare uno sponsor. Come dice Giobbe Covatta in un noto spot televisivo: “Basta poco, che ce vò?” Nicola Vitto è un ragazzo di 22 anni appassionato di uno sport  da combattimento, disciplina Olimpica, il Taekwondo, arte marziale coreana (sport nazionale nella Corea del sud) nato negli anni 50-60 e che oggi conta il maggior numero di praticanti in tutto il mondo, basato principalmente sull’uso di tecniche di calcio volte alla difesa personale ma che non sottovaluta, al tempo stesso, la filosofia e la meditazione. Il sedicenne Nicola, oggi Cintura più alta del Corean Team, con due suoi compagni di corso, inizia il taekwondo nel 2007 sotto la guida del maestro Cosimo Corea che ha creduto in quei tre ragazzi, e i risultati non si fanno attendere. Oggi a Trinitapoli sono 40 gli allievi, adulti e bambini, che praticano la disciplina. Nulla è stato facile per Nicola, figlio di un bracciante agricolo e una casalinga, che ha riscontrato la prima difficoltà già nel costo da sostenere per l’iscrizione alla palestra. Più determinato che mai raggiunge l’obiettivo e alla prima lezione si innamora perdutamente di quell’arte e della sua filosofia più che della stessa attività agonistica. Né la fatica, né le sconfitte o i sacrifici hanno fatto desistere il giovane pugliese che, inizialmente puntava alla preparazione finalizzata all’autodifesa, dopo tre mesi di duro allenamento, ovviamente ancora  cintura bianca, partecipa al suo primo torneo in competizione con un ragazzo già cintura nera e reduce da tre gare europee. Inutile sottolineare la sconfitta di Nicola per 10-4, vogliamo, invece, mettere in evidenza l’estrema determinazione di questo ragazzo che ha dato il massimo in quell’incontro come fosse la gara della vita e che, nonostante la sconfitta, è stato notato dagli addetti ai lavori che si sono complimentati e in lui hanno visto un futuro campione. Nicola continua ad  allenarsi con sacrificio ed umiltà perché vuole diventare il più forte, sul tatami si sente vivo, unico.  Viene anche convocato in nazionale e salterà gli europei, cintura verde, per una distorsione alla caviglia. Dopo una parentesi lunga 1 anno e mezzo passata come militare, dove sperava di proseguire nella sua preparazione, torna sul tatami per recuperare il tempo perduto e perché deve diventare più bravo del ragazzo che lo ha battuto per 10-4. Oggi Nicola Vitto è di nuovo in nazionale e prossimo alla cintura nera, mancano solo due esami, perché i risultati sono sul tatami (non ultimo il piazzamento, nello scorso novembre, nella città della Disfida, Barletta, in occasione della tredicesima edizione della Tae Cup tenutasi presso il Palazzetto dello sport “Mario Borgia” e che ha visto competere oltre 600 atleti, Nicola si è piazzato secondo nella sua categoria ‘Forme Over 18 blu-rossa’). Non male per chi come lui ha reso “sana”, perché lo sport è sano, la rabbia di farcela a tutti i costi. Come cintura rossa parteciperà ai prossimi Europei in Slovenia e ai Mondiali in Bulgaria che si terranno ad aprile e agosto 2013, dove darà il massimo per vincere e continuerà a pagarsi le trasferte, le gare e qualsiasi altra spesa che gli consentirà di realizzare il suo sogno: diventare un campione. Agli sponsor vogliamo semplicemente dire: “Questo ragazzo ci ha creduto e continuerà a crederci, dalla “terra di nessuno” (non è riferito alla Puglia ma alla non notorietà della disciplina) è arrivato fino a Milano sulle pagine di Stadio5 e a voi, nonostante la crisi, costerebbe ancora meno crederci, oltretutto questi investimenti sono tutti deducibili fiscalmente, interessante no! Ci rendiamo conto che il taekwondo non vive l’attenzione mediatica del calcio, della F1 o di altri sport cosiddetti maggiori. Cosa stiamo aspettando? Questi ragazzi ci rappresentano nel mondo, non basta? Questo l’indirizzo e-mail a cui fare riferimento per tutte le informazioni Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   oppure contattate direttamente la nostra redazione. Anticipatamente ringraziamo tutti gli imprenditori di buona volontà”. Questo stesso ragazzo, però, non sa che al di là dei risultati già raggiunti, solo ed unicamente per la sua determinazione oggi è già un campione. Nicola, a te dedichiamo alcune parole tratte dalla canzone “Il Campione” di Biagio Antonacci: ‘Il campione corre, vola, supera le stelle, vola e non sentiamo il rumore. Il campione non ha mai paura di non farcela e di piangere di fronte alla vittoria. Il campione sa ascoltare il suo cuore, poi vince ed è il più grande’. Forza campione, non smettere mai di crederci, forza Nicola.


 

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