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Milan Lazio "L'intervista a Massimo Oddo"
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Oddo: “Milan e Lazio si equivalgono”

Montolivo indispensabile. Contro El Shaarawy serve grande intelligenza tattica

di Emanuele Tramacere    Nel calcio che conta è arrivato forse tanto, ma la gavetta collezionata in tanti campi della massima serie, ma anche di campionati minori, ha ampliato e rafforzato il suo bagaglio di esperienze e di competenze che da mestierante della fascia destra l’hanno trasformato in uno dei fluidificanti più dirompenti degli ultimi 10 anni. Massimo Oddo, classe ’76 nato a Pescara ha saputo fare tesoro delle esperienze con Monza, Fiorenzuola, Prato, Lecco, Napoli e soprattutto Verona per guadagnarsi un posto fisso all’interno della Lazio diventando anche capitano nell’ultimo anno della sua carriera biancoceleste. Con gli aquilotti vince una coppa Italia (nel 2004) racimolando ben 172 presenze condite da 17 gol. Proprio il suo anno magico, il 2006, ha regalato al terzino umbro la gioia più grande della sua carriera: Marcello Lippi lo convoca nella fortunata spedizione azzurra in terra tedesca e anche lui, con la presenza collezionata contro l’Ucraina nei quarti di finale, ha contribuito alla conquista della quarta Coppa del Mondo italiana. Le prestazioni di Oddo non passano inosservate in via Turati con Adriano Galliani, suo grande estimatore, che gli affida il compito di sostituire il partente Cafu. In rossonero colleziona 80 presenze condite da 2 marcature ed una breve parentesi in prestito al Bayern Monaco in cui, tuttavia, non trova grandi soddisfazioni.

Da ex di entrambe le squadre, che partita si aspetta data l’elevata posta in palio?

Sarà una partita con due squadre forti ed ambiziose. L’obiettivo è lo stesso per entrambe, ovvero la qualificazione in Champions League, e proprio per questo io posso aspettarmi qualunque tipo di risultato. Sono partite bloccate dal punto di vista del pronostico perché sono due squadre davvero preparate.

Lazio che però sembra essere la vera bestia nera del Milan di Massimiliano Allegri con 2 sconfitte e 3 pareggi collezionati in campionato…

Io non credo alle statistiche. Il calcio è spesso fatto di casualità e fra tutte le partite giocate fra Milan e Lazio il pareggio è da sempre stato un risultato ipotizzabile perché sono due squadre che sulla carta si equivalgono. Il destino, però può sempre cambiare e di partita in partita potrebbe saltar fuori un risultato diverso. Potrebbe essere la volta buona del Milan, chi lo sa?

Allegri che oltre a Mexes infortunato non avrà al 100% né Balotelli né Montolivo. Chi è diventato indispensabile in questo schema tattico rossonero?

Considerando Balotelli un attaccante straordinario in grado di fare la differenza, la sostituibilità di Balotelli mi sembra maggiore rispetto a quella di Montolivo che è diventato il vero faro di questa squadra. Dai suoi piedi passano tutte le manovre del Milan e sta crescendo di partita in partita facendo addirittura dimenticare Pirlo a coloro che sono rimasti delusi dalla sua partenza a cuor leggero dell’anno scorso.

La lazio ha perso Konko per infortunio e con Cavanda ancora fuori rosa cosa può fare Petkovic sulla fascia che fu la sua per fronteggiare El Shaarawy?

Bisogna vedere come Petkovic ha visto la squadra in allenamento. Sicuramente sia con Pereirinha che con Lulic le soluzioni tattiche saranno di ripiego con giocatori non di ruolo. Ciò che sarà più importante, però, sarà la saggezza tattica di colui che dovrà affrontare il faraone. Nel derby Nagatomo, che è velocissimo è andato in difficoltà nel seguire i movimenti dell’attaccante rossonero, quindi credo che Petkovic sceglierà il giocatore dotato di più sagacia ed applicazione dal punto di vista tattico.

Allegri o Petkovic? Chi sta facendo meglio?

Sicuramente entrambi stanno facendo molto bene. Non saprei giudicare chi sta facendo meglio, sicuramente dopo l’inizio stentato di Allegri bisogna fare un plauso al mister per aver saputo reagire e superare il momento difficile. Dall’altra parte, però c’è un allenatore che è riuscito ad essere costante nei risultati e propositivo dal punto di vista del gioco. Direi che è un grosso pareggio anche qui!

Come vede il suo futuro fra politica (con l’AIC), panchina e dirigenza?

Chi lo può dire (ride ndr). Sicuramente sto studiando e ho appena conseguito il master per diventare direttore sportivo, quindi a breve mi troverò a dover scegliere. Non dico di essere già pronto, anzi, ovviamente ho bisogno di fare esperienza, ma ci sono tanti modi per farla, non necessariamente partendo da una piccola realtà (che comunque non mi dispiacerebbe), ma anche in una grande società, magari in un settore giovanile, oppure alle spalle di un professionista ben più navigato. Bisognerà vedere chi avrà il coraggio di scommettere su di me e sul mio futuro!

Lotta Champions, chi la spunterà alla fine?

E’ la domanda a cui nessuno, secondo me, potrà rispondere. Io non solo non ho la certezza che una fra Inter, Milan, Lazio e Fiorentina possa spuntarla, ma addirittura considererei non ancora al sicuro anche il Napoli perché con tanti scontri diretti ancora da giocare bastano due partite sbagliate consecutive per ritrovarti dal secondo posto al sesto. Sarà una lotta continua fino alla fine del campionato con 5/6 squadra davvero agguerrite ed attrezzate per la conquista del posto in Champions League


 

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