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Inter al Massi…mino!

Nerazzurri obbligati a vincere per impedire il sorpasso al Catania destinato alla storia

di Emanuele Tramacere    Niente da fare. Alla fine di una settimana tutt’altro che tranquilla, la situazione post-derby in casa interista non è cambiata di una virgola. Anzi, se osserviamo con più attenzione, è addirittura peggiorata con nuove e preoccupanti notizie derivanti dal reparto a croce rossa su sfondo bianco, dal mancato tesseramento del vice-vice-Milito e dalla preoccupante e convulsa corsa all’agognato terzo posto che ha visto l’ennesima piccola fuga della capogruppo compagine laziale. In questo particolare quadro s’inserisce l’incredibile sfida contro il Catania che, è incredibile a dirsi, può valere il sorpasso da parte degli etnei sulla squadra nerazzurra. Ovviamente la definizione di scontro diretto per la zona Uefa questo incontro se l’è conquistato più per meriti propri che per demeriti della truppa guidata (seppur con alti e bassi) da Stramaccioni. Rolando Maran, alla sua prima stagione da allenatore in Serie A, sta compiendo un vero e proprio miracolo che, a 12 giornate dalla conclusione, rischia di consegnare alla storia un Catania da record. Il 4-3-3 è un modulo consolidato in terra siciliana, ma la grinta e la sagacia tattica del tecnico trentino hanno saputo rivitalizzare e rinvigorire una squadra che, rispetto alla scorsa stagione, non è cambiata di una virgola. Il pregio più grande di questo Catania è certamente la continuità. Maran è riuscito a costruire una squadra imperniata su una perfetta spina dorsale basata sulla leadership difensiva di Nicola Legrottaglie, sulle geometrie in cabina di regia di Francesco Lodi e sulle giocate funamboliche sugli esterni del duo argentino Barrientos-Gomez. Se la forza del Catania è quindi la costanza di rendimento del suo undici titolare, proprio questo fattore potrebbe rappresentare un’importante svolta nella sfida interna contro i nerazzurri. Con Legrottaglie e Bellusci squalificati, Almiron alle prese con una distorsione al ginocchio e Barrientos ancora lontano dalla miglior condizione atletica, dopo l’infortunio al bicipite femorale, Maran potrebbe trovarsi costretto a cambiare gran parte della sua “ossatura perfetta”. Se la titolarità di Biagianti non sembra essere messa in discussione così come quella di Castro, che continuerà la sua opera di sostituzione del talentuoso esterno argentino, la vera incognita della formazione rossoblù sarà l’inserimento difensivo al fianco di Spolli del “nuovo Thiago Silva” Alexis Rolin. Sul fronte ospite non se la passa sicuramente meglio un mai tranquillo Andrea Stramaccioni. Sono ben 8 gli indisponibili in casa nerazzurra che costringeranno l’allenatore agli straordinari in ottica campionato ed Europa League. La squalifica di Ranocchia si somma alla sua parziale disponibilità atletica, aprendo una grossa falla al centro della linea difensiva che, con l’assenza di Samuel e Silvestre, verrà colmata dalla ritrovata titolarità di Cristian Chivu. Yuto Nagatomo ha timbrato nelle ultime ore il cartellino del letto numero 8 dell’infermeria nerazzurra. Il ginocchio del terzino nipponico ha subito una doppia lesione dell’area del menisco e concederà al rientrante Alvaro Pereira di riprendere i galloni da titolare lungo l’out di sinistra. Pochi, ma indispensabili dubbi coinvolgeranno il trentasettenne allenatore romano nella scelta dei 4 titolari della mediana. La sfida di Europa League contro il Tottenham è alle porte e l’impossibilità di schierare Kuzmanovic in coppa garantirà al centrocampista serbo un posto nella formazione iniziale. Un discorso opposto sarà riservato a Ricardo Alvarez che, quasi certamente, concederà un turno di riposo agli avanti nerazzurri nella partita di coppa e, proprio per questo, dovrebbe partire dalla panchina nella sfida del Massimino. Merita certamente una maggiore attenzione l’annoso problema del reparto avanzato nerazzurro. Sì perché perso Milito fino alla fine della stagione (proprio poco dopo la chiusura di un mercato invernale che ha consegnato nelle mani di Stramaccioni un Rocchi in condizioni impietose e un Livaja in compartecipazione in terra bergamasca) la settimana in quel di Appiano Gentile è stata vissuta costantemente sul filo melodrammatico dell’acquisto prima garantito, poi testato ed infine rifiutato del gigante norvegese John Carew. Il tecnico di Roma ha assaporato da vicino la possibilità di avere nel proprio roster una vera prima punta in grado di garantire caratteristiche tecniche completamente diverse da quelle dei titolarissimi Cassano e Palacio, salvo poi dover arrendersi all’evidenza di una forma fisica non compatibile con le esigenze della squadra. La palla torna quindi nuovamente fra i suoi piedi con una difficile gestione del turnover ed una diffida (quella di Palacio) che preoccupa soprattutto in ottica campionato. Per proseguire la corsa al terzo posto, il treno diretto dell’Inter non può permettersi, tuttavia, ulteriori soste non programmate. Se il pareggio conquistato con sofferenza nel derby dei grandi delusi può essere considerato un punto conquistato, lo stesso discorso non potrà essere accostato a un quanto mai probabile segno 1X nella sfida di domani. Basta titoloni, basta risultati e acquisti annunciati e poi sfumati. Da adesso alla fine di questo estenuante tour de force la truppa nerazzurra non potrà più permettersi un colpo sparato a salve. La rincorsa dei nerazzurri deve quindi iniziare da Catania e dal suo caldissimo stadio. L’Inter, insomma, dovrà certamente iniziare ad andare al Massi…mino!


 

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