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Inter Bologna "Davide Fontolan-l'intervista-"
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Ad Appiano  è da cambiare anche il cancello: sa troppo!

Davide Fontolan  punta sui nerazzurri, ma attacca la dirigenza sulla vicenda Cassano

di Emanuele Tramacere    Il mondo del calcio gli ha dato molto, fama soldi e notorietà, ma lui non ha mai voluto scendere a compromessi nella sua vita di calciatore e, forse per questo, ha chiuso la sua carriera sbattendo la porta ed andandosene con clamore da un mondo che aveva sognato e che non sentiva più suo. Davide Fontolan ha sempre scelto la via del calcio, fin da ragazzo quando nelle giovanili del Legnano è arrivato a toccare il calcio che conta. I quattro anni in maglia lilla lo lanciano verso il mondo del grande calcio, prima il Parma, poi l’Udinese ed il Genoa. Gran corsa, gran destro, tutte qualità che fanno propendere lo staff dirigenziale interista che Fontolan sia l’erede naturale di Aldo Serena, ormai prossimo a lasciare la maglia nerazzurra. Arriva da attaccante, ma le necessità di formazione lo portano presto a decentrarsi ed approdare prima da centrocampista e poi terzino sulla fascia destra che, con professionalità e dedizione, farà sua al 100%. I 6 anni in nerazzurro sono il periodo più alto della sua carriera, con la conquista di due Coppe Uefa che arricchiscono la sua bacheca e il suo palmares. Abbandonata la casacca del biscione approda a Bologna dove si reinventa ancora una volta alla corte di Renzo Ulivieri. Chiuderà la sua carriera a Cagliari senza trovare gloria e fortuna ma, al contrario, solo forti delusioni che lo hanno portato, a 35 anni, lontano dai campi da gioco e da un mondo in cui ormai non credeva più.

Da grande ex di entrambe le squadre che partita si aspetta di vedere domenica a San Siro?

Mi aspetto sicuramente una vittoria dell’Inter, ma non sarà una partita facile perché il Bologna è in un ottimo momento. La settimana nerazzurra è stata sicuramente più stressante di quella degli emiliani perché l’impegno in Europa League, la trasferta a Londra con i relativi problemi logistici e la fatica atletica dei calciatori saranno sicuramente dei fattori.

Quanto inciderà quindi la partita di Europa League sull’andamento dell’incontro?

Inciderà tantissimo perché al di là del risultato eliminerà tantissime energie fisiche, con Stramaccioni che non potrà fare molto turnover soprattutto davanti, ma il fattore più importante è sicuramente quello mentale perché ritrovare la concentrazione per il campionato non è mai facile.

Il caso Cassano sembra essersi risolto, che idea si è fatta della vicenda? La talpa esiste davvero?

Certamente sì! E il fatto che la talpa esista è la cosa più grave. Cassano è quello che è, lo sappiamo e non possiamo chiedergli di cambiare perché sarebbe come chiedere ad Hannibal Lecter di smettere di mangiare. Il fatto è che di vicende come queste, all’interno di uno spogliatoio, ne succedono spesso e volentieri. E’ gravissimo, al contrario, che la notizia sia uscita da Appiano Gentile. L’Inter, purtroppo ce l’ha nel DNA, da sempre questo genere di screzi riescono a superare il cancello della Pinetina. Bisognerebbe cambiare tutto, anche lo stesso cancello che probabilmente sa troppe cose.

Tornando alla partita il Bologna viaggia verso una tranquilla salvezza. Dove si trovano gli stimoli in un campionato che non riserverà grosse sorprese?

A dire il vero, quando sei una realtà piuttosto piccola e ti trovi in una situazione di classifica come quella del Bologna, proprio nelle sfide contro le grandi squadre nascono gli stimoli più importanti. Sappiamo bene come tanti giocatori non abbiano come sogno nella vita giocare in una realtà medio-piccola, e mettersi in luce in uno scontro diretto con una big può valere molto anche per il proseguo della loro carriera.

A proposito di talenti Alessandro Diamanti, Panagiotis Kone e Renè Khrin sono i giocatori in ballo fra le due società in ottica mercato…

Fra tutti, Diamanti è un giocatore che mi piace tantissimo. Sta facendo un buon campionato, ma soprattutto mi ha colpito la sua personalità durante l’ultimo Europeo. Secondo me è stato decisivo dimostrando una gran voglia e una tecnica invidiabile. Quest’anno il Bologna non era partito alla grande, ma lui ha saputo prendersi la squadra sulle spalle e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Sarà l’uomo da fermare domenica e da acquistare in sede di mercato.

Diamanti per il Bologna, ma per l’Inter chi potrà essere l’uomo decisivo?

Dico Antonio Cassano. Scelgo lui perché solo così, finalmente, potremo mettere la parola fine alle strane vicende che lo stanno circondando. Non dimentichiamo che la questione del rinnovo contrattuale potrebbe essere un problema, perché quando un calciatore sa già che potrebbe arrivare presto a cambiare aria smette subito di giocare al 100% e se si dovesse arrivare con Cassano ad una situazione del genere sarebbe l’ennesimo errore da appuntare sul petto della società.


 

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