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Inter Tottenham "Editoriale" 14 2013
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di Beppe Vigani    La campagna di primavera di Andrea Stramaccioni sta iniziando. Due sconfitte pesantissime lo hanno spinto all’angolo dei grandi colpevoli di questa stagione, deludente, ma non ancora compromessa. Vi sono delle colpe, i dubbi sono pochi, ma additare l’allenatore romano come il grande untore è ridicolo. Non capiamo la formazione messa in campo contro il Tottenham, né quella anti-Bologna, ma la vittoria contro il Catania e il pareggio nel derby portano la sua firma. Troppo poco, ma numeri alla mano quanti giocatori sono degni di indossare la maglia nerazzurra? I conti della serva dicono che a parte la vecchia e decrepita guardia (Zanetti, 39 anni, Samuel e Stankovic 34, Milito 33, Cambiasso e Chivu 32) i soli ad esserne all’altezza sono Cassano, Guarin, Handanovic e Palacio, per il resto è tutto da vedere. Ranocchia e Juan Jesus promettono bene, ma l’assenza di Samuel non se la possono ancora permettere. Il vero flop è cominciato questa estate, quando arrivarono Silvestre, Gargano, Mudingayi, Pereyra, Cassano e Palacio: ovvero due giocatori all’altezza, nulla di più. La cessione di Pazzini, ad agosto, e di Livaja, a gennaio, sono la cima dell’iceberg. La vittoria contro la Juventus appare lontana secoli eppure è accaduta qualche mese fa. Proprio nel mercato di riparazione Branca (o chi per esso) ha portato alla Pinetina Schelotto, Kovacic, Kuzmanovic, Rocchi, ovvero un solo giocatore di prospettiva. A parziale giustificazione di queste ultime debacle dei nerazzurri, sono le assenze di Samuel e Milito e una serie d’infortuni che ne hanno minato la rosa, ma una società intelligente non può essere messa a nudo di fronte a queste difficoltà. L’Europa League è una competizione che svuota il serbatoio delle energie, più della Champions, e la sconfitta al White Hart Lane ha esacerbato ancor di più i problemi dell’Inter che, però, non può gettare la spugna così presto. La qualificazione ai quarti di Europa League è, ormai, compromessa, ma la corsa al terzo posto in campionato deve proseguire. Sono solo quattro i punti di distacco dal Milan e vi sono ancora trenta punti in palio. Cambiasso su Bale, Cassano unica punta a Londra, Pereyra trequartista devono far riflettere.  A posteriori sono stati errori sesquipedali. Ma una stagione non può finire qui. A patto che il centravanti dell’Inter non lo debba fare sempre Ranocchia.


 

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