Banner
Banner

Seguici su

 

facebook_32 twitter_32 myspace_32

Chat-stadio5-Online

  • Nessun utente on line

Partners

Banner
Milan Palermo "i cugini" 15 2013
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

 

Chi si ferma è perduto!

Dalla buona prestazione europea alle insidie di Marassi, l’Inter è costretta a confermarsi

di Emanuele Tramacere  Tutto secondo copione? Non proprio, perché quella sceneggiatura malevolmente non scritta, soltanto ipotizzata, certamente scontata è stata stracciata in toto da una squadra carica di un’energia insperabile fino alla vigilia. Inter-Tottenham è la storia di un’impresa sfiorata, figlia di una regola becera e non degna di un palcoscenico Europeo. Una regola che testimonia la sostanziale parità fra due formazione, ma che la sbilancia unilateralmente mettendo ufficialmente il timbro dell’archivio sull’intera Europa League che, questa volta sì, proprio come da copione ritorna in secondo piano dove, in realtà, è sempre stata. La coperta è corta, cortissima come il fiato dei presenti a San Siro sul sinistro scoccato al 93’ da Cambiasso. Corta come il fiato di una squadra costretta, nonostante l’impresa compiuta, a 120 minuti di lotta, sacrificio e sofferenza. Eppure l’Inter vista in Europa League da queste qualità deve ripartire per dire la sua in ogni competizione, senza paure o timori riverenziali verso squadre più quotate dal punto di vista fisico e soprattutto mentale. Una squadra in grado di reagire alle polemiche esterne, capace di dimostrare sul campo una tenacia edun attaccamento alla maglia degni dei colori che indossano. La domanda che sorge quindi spontanea ora è: qual è la vera Inter? È davvero indispensabile questo cocktail di emozioni e stimoli per costruire una prestazione di livello internazionale anche in campionato? Soprattutto, quanto è contato Andrea Stramaccioni nella sfida contro il Tottenham? Il tecnico romano, nonostante le rassicurazioni pre e post Europa League continua a vivere questi giorni costantemente sul filo del rasoio. La tranquillità d’inizio anno è ormai niente di più che un lontano ricordo. Un pensiero distante, forse troppo, almeno quanto l’impressionante striscia vincente d’inizio stagione che ne aveva esaltato l’intelligenza tattica abbinata ad una buona gestione del gruppo. Tutto questo oggi è sparito, o se non altro, non viene più né celebrato né preso in considerazione. Ciò che conta sono i papabili sostituiti di fine stagione. Dall’intramontabile sogno di Walter Zenga all’incredibile possibilità di Walter Mazzarri, passando per Blanc, Mihajlovic e perfino il ritorno a Milano del grande Josè Mouinho. Il clima ad Appiano Gentile è migliorato, ha compattato il gruppo, ma resta pronto a scoppiare alla minima esitazione. I risultati, si sa, in Italia contano molto di più delle imprese sfiorate e delle belle prestazioni e in questo contesto la trasferta di Genova contro la Sampdoria non poteva arrivare in un periodo peggiore. Una sfida insidiosa, totalmente priva di quell’aria d’impresa che tanti stimoli può far scattare nella mente dei tifosi e dei calciatori. Al Marassi si parte da 0-0 e l'Inter avrà ancora una volta tutto soltanto da perdere. La formazione vista in campo a San Siro ha bisogno di fiducia e continuità e allora poche saranno le sostituzioni di Stramaccioni alla vigilia del match nonostante i 120 minuti nelle gambe di molti. Alvaro Pereira tornerà a sgroppare lungo l’out di sinistra riportando Zanetti sulla corsia di destra. Squalificato Juan Jesus, Andrea Ranocchia (con tanto di maschera protettiva sul volto per l’infortunio al setto nasale rimediato contro il Bologna) tornerà a vestire la casacca da titolare al centro della difesa (con licenza di offendere, ma solo partendo dalle retrovie). Sarà probabile anche la staffetta fra Cassano e Palacio, con Ricky Alvarez e Tommaso Rocchi pronti a dare respiro alle due punte titolari rimaste a disposizione dell’allenatore. Tutto facile? Ovviamente no, perché dall’altra parte c’è una Sampdoria non ancora salva al 100% e che ha saputo collezionare ben 23 dei suoi 35 punti all’interno delle mura domestiche. Quattro vittorie casalinghe consecutive, il talento di Mauro Icardi supportato dalla fisicità di Pedro Obiang e dall’ex dal dente avvelenato Andrea Poli, stanno illuminando la stagione di una squadra giovane ma compatta, in grado di mettere in grande difficoltà chiunque si affacci nella bolga del Marassi. Pochi dubbi per Delio Rossi che, con una settimana di riposo sulle spalle avrà a disposizione l’intera rosa. Recupera in extremis proprio Mauro Icardi, non al meglio, che resterà in ballottaggio con il rientrante Maxi Lopez, con Sansone e con Eder fino all’ultima rifinitura. Confermatissima la linea a cinque di centrocampo con De Silvestri e Estigarribia che agiranno lungo gli esterni e Obiang, Krsticic e Poli a comporre la diga centrale con licenza di offendere.Il terzo posto è l’obiettivo più importante della stagione aveva confermato Stramaccioni alla vigilia del doppio incontro europeo. L’Inter ha dimostrato che tutto è ancora possibile all’interno del pazzo mondo nerazzurro. Vietato invertire la rotta dopo l’ottima e convincente prova europea. Perché come direbbe Totò: “Non mi fermo né al primo, né al secondo, né al terzo ostacolo, perché... come dice quell'antico detto della provincia di Chiavari? Ah sì, chi si ferma è perduto” e l’Inter non può più assolutamente inserire la retromarcia.


 

Video

6

Per guardare tutti i video vai alla pagina Video

NEWS STADIO 5

Stadio5 online Stadio5 online         Da oggi potrete leggere Stadio5 anche onl... Read more
La strana coppia di STADIO5 “La Strana Coppia di Stadio5” Una trasmissione che in modo ironico e dissa... Read more


Pubblicita1

Banner

Pubblicita2

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

PARTITA IVA: 11622330154 Valid XHTML and CSS.