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Inter Juventus "Intervista al Prof. Ascani"
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INTERVISTA ESCLUSIVA SULL’“INTEGRITA’ DELLO SPORT” AL PROF. FRANCO ASCANI MEMBRO DELLA COMMISSIONE CULTURA ED EDUCAZIONE OLIMPICA DEL COMITATO INTERNAZIONALE OLIMPICO.

 Quali sono, a suo parere, i Programmi di “sviluppo attraverso lo sport”

“E’ molto importante riaffermare i grandi valori dello sport, richiedere uno sviluppo concettuale dei programmi culturali, organizzare periodicamente eventi internazionali associati allo sport e alla cultura e incoraggiare i media a pubblicizzarli. Nella mia veste di Membro della Commissione Cultura ed Educazione del Comitato Internazionale Olimpico, ritengo sia fondamentale proseguire sulla strada tracciata dal CIO stesso che prevede di utilizzare lo sport come “strumento per un cambiamento sociale”. I programmi di educazione ai valori olimpici dello  sport, alla lealtà, al rispetto ed a stili di vita salutari sono il primo e più importante meccanismo di intervento a nostra disposizione per “ispirare le nuove generazioni” e formare i futuri atleti e dirigenti dello sport che siano prima di tutto degli ottimi cittadini”. Lo sport gioca un ruolo nell’educazione dell’individuo e ha un’influenza nello sviluppo della coscienza collettiva di tolleranza e comprensione tra le diverse culture. La cultura sportiva gioca un ruolo importante nello sviluppo di nuove forme di comunicazione. La cultura è fondamentale per l’Olimpismo che possiede una forza morale, un valore educativo e una percezione estetica”. (Nella foto il Prof. Franco Ascani Membro della Commissione Cultura Ed Educazione Olimpica del CIO con il Presidente del CIO Jacques Rogge).

 

D’altro canto l’integrità dello sport rischia di essere minata. Quali azioni intraprendere?

“L’Italia è all’avanguardia nell’azione di rafforzamento dell'attività di contrasto del fenomeno della corruzione nelle competizioni sportive, quale argine per le infiltrazioni criminali nelle scommesse irregolari e il gioco d'azzardo illegale. È stato siglato un memorandum d'intesa tra Interpol e Dipartimento della pubblica sicurezza che prevede la condivisione delle reciproche esperienze e conoscenze specialistiche, l’organizzazione di corsi di formazione, seminari e conferenze rivolti ad operatori di polizia ed esponenti del mondo sportivo. Gli ideatori di tali iniziative percepiscono il rischio-corruzione come fortemente radicato anche ai livelli dello sport non professionistico pertanto ritengono fondamentale lavorare sulla prevenzione utilizzando anche i media come strumento di denuncia ma soprattutto di diffusione di messaggi positivi”.

Lei, quale Direttore del Master in “Sport Management, Marketing and  Society” del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Milano–Bicocca, quale “terapia” consiglia?

“La sociologia sportiva dovrebbe incentivare la formazione di soggetti altamente qualificati e specializzati che possano essere inseriti all’interno delle Società e Federazioni Sportive. Dovrebbe operare da un lato come supporto educativo-formativo-psicologico agli atleti e dall’altro come stimolo per dinamiche decisionali all’interno dei gruppi sportivi avvalendosi di metodiche motivazionali forti e reali e, nello stesso tempo, creando gli anticorpi psicologici per difendere dalle “sirene” (doping, soldi, successo, ecc.) che ad ogni istante possono colpire il carattere dell’atleta soprattutto se la fatica e la stanchezza dell’allenamento salgono al livello della psiche”.

Quali antidoti alla corruzione?

“Un programma di educazione per atleti dovrebbe trattare argomenti come: il rispetto dell’atleta come persona, il rispetto dell’avversario, di se stessi e della propria salute, il rifiuto del doping e di ogni forma di corruzione dello spirito sportivo, la solidarietà e l’inclusione sociale, l’etica, il fair-play e lo spirito di partecipazione. È innegabile che lo studio dei valori umani, delle azioni, dei fini e dell’agire secondo norme morali stia sempre più interessando il variegato mondo dello sport, da quello professionistico e di performance agonistica elevata, tanto esaltato e spettacolarizzato dai media, a quello amatoriale e ricreativo che sembra penetrare con una forza devastante nel contesto sociale odierno. Sicuramente dei programmi educativi su misura potrebbero essere di supporto alla formazione culturale ed etica degli atleti, soprattutto per renderli consci dei rischi che corrono nel farsi coinvolgere dal fenomeno della corruzione.         Alla base di tutto deve esserci una solida educazione da parte delle famiglie degli atleti, della Scuola, dell’Università oltre ad un valido supporto da parte delle rispettive Società e Federazioni Sportive troppo spesso finalizzate al risultato agonistico. Esistono discipline sportive e contesti socio-economici differenti che presentano caratteristiche più o meno avvicinabili da situazioni di frode e criminalità. La corruzione parte da una logica esclusivamente personale che discende da numerosi fattori che concorrono a formare la personalità dell’individuo. Il sistema di una società in evoluzione, condizionata dall’immagine e dalla multimedialità, contribuisce alle devianze specie se gli stakeholders lanciano segnali lusinghieri. Ritengo che, in ultima istanza, sia sempre il libero arbitrio di ciascuna persona a prendere le decisioni ma è inevitabile che, negli sport di squadra, l’atleta sia sottoposto anche alle pressioni del gruppo e delle sue dinamiche in una logica di “perversa” emulazione”.

In quale contesto colloca l’atleta?

“La mente dell’atleta rischia di essere offuscata da scorciatoie per arrivare a successi e denaro. In un gruppo il leader difficilmente cade nella trappola dell’emulazione. Il rischio del contagio colpisce maggiormente i gregari. L’alibi “lo fanno tutti” è il primo sintomo di una situazione negativa. Ritengo che gli atleti siano corruttibili al pari di qualsiasi altro essere umano che si trovi a lavorare in un settore dove circola molto denaro e molti interessi. L’ambiente ristretto in cui l’atleta svolge la sua attività sportiva spesso rischia di indebolire le sue “difese organiche” nei confronti di una Società troppo coinvolgente ed in rapidissima evoluzione. La professione di atleta è a rischio corruzione al pari di tutte le altre professioni”.


 

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