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Inter Juventus "Devis Mangia -l'intervista-
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Mangia tifa per Conte e Stramaccioni

I giovani devono giocare perché meritano. Inter-Juve è una partita che ha sempre qualcosa da dire!

di Emanuele Tramacere    Con il calcio, giocato, non ha avuto grande fortuna. Da portiere ha difeso le porte di un paio di squadre di provincia o poco più. Una grande passione accantonata, poi gli studi, e quel legame a doppio filo con il pallone che mai lo aveva davvero abbandonato. Devis Mangia è partito dal basso quando ancora era sotto quota 30 anni. La vera sorpresa, e il primo passo verso i palcoscenici più importanti, però, arriva nel 2011, quando una squadra straordinaria (per la prima volta nella sua storia) approda alle finali del campionato primavera di Serie A, sfiorando addirittura l’impresa di vincerlo. Quella squadra era il Varese e sulla panchina dei biancorossi c’era un tecnico milanese che con i giovani ci sa davvero fare: Devis Mangia. Da Varese a Palermo, Mangia si accasa nella panchina della Primavera rosanero, ma l’esonero di Pioli lo sbalza direttamente in prima squadra, trovando così l’esordio a soli 37 anni su una scottante panchina di Serie A. Con Zamparini, nulla è mai come sembra, ma Mangia non si scoraggia e coglie al balzo la proposta che la FIGC gli offre, dopo le dimissioni da commissario tecnico dell’Under 21 di Ciro Ferrara. Si qualifica mostrando un bel calcio agli Europei di categoria che si terranno in Israele, e, a Europeo concluso deciderà del suo futuro aspirando, magari alla panchina della squadra per cui ha sempre fatto il tifo fin da bambino: l’Inter.

A proposito di Inter, sabato ci sarà la sfida con la Juventus, che partita si aspetta?

Inter–Juve è sempre una partita di altissimo livello fra due squadre da tutti considerate fra le due più grandi di tutto il calcio italiano. Quello che mi auguro è che sia una bella partita, spettacolare, e divertente da guardare per tutti gli spettatori.

Forse è il derby d’Italia con meno pathos degli ultimi anni, con l’Inter e la Juventus molto staccate, con obiettivi estremamente differenti…

Sicuramente la partita successiva agli impegni delle nazionali ha sempre un avvicinamento più soft do molte altre proprio perché l’attenzione è rivolta più agli impegni delle nazionali che al campionato. E’ chiaro che in questo momento storico la Juventus ha un vantaggio tale che non si può discutere di partita scudetto, ma resta fondamentale, forse più per l’Inter che ha bisogno di punti, ma anche per la Juventus che non vorrà far prendere morale alle squadre che inseguono.

Conte e Stramaccioni, due allenatori che probabilmente, a fine anno potrebbero avere una valigia da preparare, anche se per motivi totalmente differenti…

Non credo che la Juventus voglia lasciar partire uno degli artefici principali di questo nuovo e vincente corso, quindi credo che in ogni caso Antonio Conte resterà sulla panchina bianconera. Anche per Stramaccioni, in realtà, mi sembra prematuro, perché l’Inter è partita con un progetto nuovo e credo lo si voglia portare avanti.

Al suo predecessore Claudio Ranieri, però, proprio la sconfitta a San Siro contro la Juventus costò il posto e permise a Stramaccioni di intraprendere questo sogno.

Non penso che una singola partita possa incidere così tanto sul futuro di Andrea. Il lavoro di un allenatore va valutato nel lungo periodo. L’Inter farà i conti a fine stagione, a campionato concluso, poiché ancora oggi è in corsa su due fronti, potendo ancora centrare l’obiettivo Coppa Italia.

Parlando di Under 21 cito: Bardi, Donati, Bianchetti, Caldirola, Biraghi e Longo da una parte, Marrone, Gabbiadini e Immobile dall’altra. Vederli tutti insieme in prima squadra sembra un’eresia, chi è già pronto per il salto di qualità?

Sono tutti ragazzi che se giocano in Nazionale è perché hanno qualità importanti e soprattutto ottime prospettive. Per la loro crescita, poi, i loro club hanno già dei progetti ben definiti. Decideranno loro conoscendoli bene, chi tornerà alla base, chi farà ulteriore esperienza in prestito.

Quanto spera di vederli impegnati con una maggiore continuità? Perché prendendo un’ipotetica formazione tipo, in pochi degli 11 titolari trovano spazio con costanza all’interno della propria squadra. È il solito problema del calcio italiano?

Se confrontiamo il dato dei minuti giocati dai nostri ragazzi allargando a Serie B e Lega Pro e facendo il confronto con i ragazzi delle altre nazionali per presenze nella massima serie il dato è nettamente superiore al nostro. Io resto dell’idea che un giocatore deve meritarsi il posto da titolare e non deve essere schierato in campo solo perché “giovane”.

Agli europei a Giugno la sua Italia parte come la principale antagonista della Spagna. Che torneo si aspetta dai suoi?

Io non reputo l’Italia l’antagonista di una o dell’altra. Ci sono squadre che, a torto o a ragione sono definite favorite come Spagna, Germania, Inghilterra e Olanda. Noi andremo in Israele per vivere un sogno, senza la pressione di dover fare risultato, perché sono situazioni che non portano a nulla di positivo. Sentivamo l’obbligo morale di arrivare alla fase finale per riscattare gli ultimi risultati negativi delle precedenti gestioni. Ma da lì all’obbligo di vincere ce ne passa.

Con Prandelli vi siete già accordati sui 3/4 giocatori in bilico fra Under 21 e nazionale maggiore?

Con il mister ci sentiamo spesso, abbiamo degli accordi ben definiti e, a tempo debito prenderemo le decisioni finali.

A Europeo concluso che futuro la aspetta?

Bella domanda! Ci vorrebbe una sfera di cristallo in questo momento storico

Rigiro la domanda: quanto le manca il campo giorno per giorno?

Ora come ora sono totalmente concentrato sull’Europeo. Poi è chiaro, il campo mi manca e nel mio futuro ci sarà sicuramente una squadra di club perché allenare giorno dopo giorno è la cosa che mi piace di più.

E se la panchina di Stramaccioni si liberasse?

(ride di gusto ndr) Rispondo con una risata. Vediamo come andrà, per ora guardo solo all’Europeo.


 

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