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Inter Juventus "la Partita" 16 2013
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Il “normalissimo” derby d’Italia

La Juventus, in cerca di rivincita, sfida l’Inter a caccia di conferme

di Emanuele Tramacere      Inter-Juventus è da sempre ben più di una semplice sfida. Grandi incroci di tensioni, passioni, storie recenti e passate. Racconti di amori mai sbocciati, di un rapporto spesso e volentieri teso, quasi scontroso, sicuramente mai banale. Il derby d’Italia numero 160 della storia del campionato italiano potrebbe disegnare, nella loro totalità, tutte queste appassionanti ed entusiasmanti premesse. Potrebbe, appunto, perché questa stravagante partita sarà semplicemente un normalissimo Inter-Juventus. Sì, perché Inter-Juventus avrebbe potuto essere prima di tutto una sfida scudetto. Ne è la riprova proprio la straordinaria partita dei ragazzi di Andrea Stramaccioni all’interno dello Juventus Stadium nella gara d’andata. In quella partita e con quella vittoria l’Inter era tornata a sognare l’alloro perduto nel 2011 e, con i 3 punti conquistati a Torino, la classifica segnava -1 di distacco che apriva scenari fino ad allora inimmaginabili. Poi il crollo, e la storia di un inverno faticoso costellato di alti e bassi. Ora i punti di distacco sono 18 (con l’Inter che dovrà recuperare la sfida contro la Sampdoria) e gli obiettivi di entrambe le formazioni sono tremendamente distanti. A proposito di Sampdoria, la sfida contro i blucerchiati, prima posticipata, poi rinviata e ora solo rimandata al turno infrasettimanale successivo al derby d’Italia, avrebbe potuto fornire numerosi spunti di riflessione soprattutto per l’ambiente interista. Di fatto, non esiste una conferma in campionato del cambio di ritmo (e quindi di una vera e propria uscita dalla crisi) mostrato nell’incredibile impresa vissuta contro il Tottenham nel giovedì di Europa League. Non si è parlato tanto di Inter, e questo è notoriamente un bene, tuttavia non ci sono neanche le certezze necessarie a far pendere la lancetta della riconferma verso il segno 1 al Giuseppe Meazza. Non si è parlato delle gioie e dei dolori di Appiano Gentile per merito, o per colpa della lunga pausa dovuta agli impegni mondiali delle formazioni nazionali. Nessun incontro ha riservato la spiacevole sorpresa d’infortuni non preventivati alla vigilia, eppure proprio gli impegni delle nazionali hanno privato Antonio Conte e Andrea Stramaccioni di giocatori importanti sul campo di allenamento in vista della preparazione alla partita. E’ così che il minutaggio dei giocatori, che hanno risposto alla chiamata dei loro selezionatori (chi più chi meno), peserà inevitabilmente sull’impiego o meno dal primo minuto e, soprattutto sulla continuità di rendimento all’interno dei novanta minuti. Avrebbe, infine, potuto essere anche la partita di numerosi scontri diretti uomo contro uomo. L’infermeria interista sta cercando lentamente di svuotarsi e, già da questa sfida, potremmo rivedere in campo giocatori del calibro di Walter Samuel e Dejan Stankovic, oltre ai recuperi di Silvestre, Alvarez e Alvaro Pereira (quest’ultimo squalificato in Europa League) che potranno ampliare le scelte del tecnico romano. Discorso opposto per l’allenatore salentino che, tolti i lungodegenti Caceres, Pepe e Bendtner dovrà recuperare soltanto l’acciaccato Chiellini. Proprio il difensore toscano, in ogni caso, sarà il protagonista del più grande “scontro” mancato: quello con il mattatore della gara d’andata Diego Milito. Il difensore italiano e l’attaccante argentino hanno, da sempre, riservato uno spettacolo a parte, una sfida dura e intensa degna di una partita all’interno della partita e che, per l’infortunio rimediato dal Principe interista sarà l’ennesima emozione sfumata di un incontro potenzialmente a tinte vivaci. Inter-Juventus avrebbe potuto essere tutto questo, e invece sarà, per la Juventus, la sfida che precede l’appuntamento più importante dell’anno ovvero l’andata dei quarti di finale di Champions a Monaco di Baviera contro il Bayern. Sì perché Antonio Conte dovrà fare i calcoli proprio con la trasferta europea e, dati i 9 punti di distacco in campionato dal Napoli inseguitore, potrebbe addirittura farsi tentare da un moderato turnover. Detto del dubbio Chiellini, i principali ballottaggi nell’11 bianconero saranno riservati alle fasce laterali dove Lichtsteiner e Asamoah potrebbero lasciare il passo ad un brillante Padoin e uno scalpitante Peluso. Pochi dubbi in mediana con il trio delle meraviglie Pirlo-Marchisio-Vidal, saldamente al comando delle operazioni. Vucinic è il terminale offensivo che più incarna lo stile di gioco richiesto dall’allenatore bianconero, la maglia da titolare per lui rimane sempre a disposizione, mentre il più grande dubbio di formazione riguardo proprio il suo partner offensivo: l’estro di Giovinco favorito sul duo Matri-Quagliarella.mPochi dubbi, in realtà, anche per Stramaccioni. L’ormai nota carenza di terminali offensivi farà propendere il tecnico romano per il confermato duo Cassano-Palacio. Alle loro spalle agirà un Guarin apparso provato nelle ultime apparizioni e volato in nazionale senza trovare spazio fra i titolari della Colombia di Pekerman. Se l’attacco non offre spunti di grande turnover, un discorso differente può essere affrontato per il reparto nevralgico del campo. Kovacic, Cambiasso e Gargano hanno trovato una coesione di rendimento imprescindibile a questi livelli, ma è ipotizzabile che, dati gli impegni internazionali del baby talento croato e del motorino uruguagio, il tecnico trentasettenne possa optare per un piccolo giro di valzer (ricordando l’impegno del 3 contro la Sampdoria). Stankovic e Kuzmanovic scalpitano, così come il baby Benassi e gli esterni offensivi Schelotto e Alvarez pronti a dare un’alternativa soprattutto tattica. A proposito di “avrebbe potuto essere” nel reparto arretrato, se si fosse giocata la sfida contro la Samp, sarebbe rientrato Juan Jesus, squalificato e che sarà costretto a saltare la sfida contro i bianconeri. Samuel e Ranocchia sono al 100% recuperati e toccherà a loro tenere alta la guardia nel reparto arretrato. Avrebbe potuto essere questo, e molto altro ancora. Certamente sarà l’ennesima sfida fra due squadre che si temono almeno quanto si rispettano. Sarà una partita vera, dove in palio ci sono ben più che i semplici tre punti. L’onore nerazzurro, la vendetta bianconera. Il ricordo di ferite ancora sanguinanti e di strappi mai ricuciti. Poteva essere molto di più, invece sarà ancora soltanto, un normalissimo derby d’Italia.


 

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