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Inter Atalanta "la Partita" 17 2013
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Orobici appagati a San Siro

Pochi stimoli per l’Atalanta quasi salva contro un’Inter all’ennesima ultima chiamata

Emanuele Tramacere         Giunti nel 2013 ci siamo ormai tutti abituati a console ipertecnologiche, smartphone, tablet e apparecchiature elettroniche che con il solo tocco di un dito possono aprire mondi infiniti. Proprio per questo in pochi ricorderanno ormai quelle strane macchine da sala giochi, le cosiddette scatole arcade in cui per proseguire un’avventura lunga ben più di un semplice livello serviva un quantità infinita di gettoni che per i più piccoli valevano oro. La stagione dell’Inter è stranamente paragonabile a uno di quei pomeriggi passati fra gettoni di ferro e bicchieri di spuma. Stramaccioni a inizio anno ha inserito il suo primo gettone, guidando la squadra con qualche difficoltà fra preliminari di Europa League e un inizio di stagione stentato. Poi il primo stop contro il Siena e la prima richiesta di tre nuovi gettoni per proseguire la propria avventura. Tre come il numero di difensori che dalla sfida contro il Chievo in poi hanno consentito a Stramaccioni di ampliare il suo bottino in vista dei livelli successivi. La vittoria di Torino rappresentava il salto dal primo al secondo livello del gioco, ma l’approccio ai “fantasmi” del post Juventus Stadium non è stato dei migliori e, fra clamorosi passi falsi e colpi sferrati a vuoto, l’allenatore romano è riuscito a bruciarsi tutti i crediti maturati nel periodo magico della sua avventura. E allora? Via altri gettoni, sprecati con Roma, Fiorentina, Siena e, ultimamente ancora una volta contro la Juventus. Il sacchettino del trentasettenne allenatore si è lentamente svuotato e a recuperare due gettoni che valgono oro ci ha pensato Rodrigo Palacio, sempre lui, con la sua magica e fondamentale doppietta del Ferraris di Genova. Il bis di Palacio in terra doriana riapre clamorosamente i sogni e le velleità interiste su una conclusione di stagione che, al momento rimane comunque alquanto scontata. 7 punti di distacco dal Milan e 9 dal Napoli sono forse troppi con 8 giornate rimaste da giocare, eppure proprio il calendario sorride clamorosamente verso i cupi cancelli di Appiano Gentile. I prossimi turni di Napoli e Milan (soprattutto) sono, infatti, molto più proibitivi degli avversari alla portata che attendono l’Inter ed ecco, quindi che con lo scontro diretto fra Milan e Fiorentina in programma e con un Napoli impegnato con la non tranquilla compagine rossoblù di Genova, vincere a San Siro contro l’Atalanta potrebbe valere ben più di quei semplici tre punti messi in palio a fine partita. La Dea può considerarsi ormai salva e Colantuono lo sa. Nonostante ciò il carattere combattivo dell’allenatore caricherà a mille i giocatori bergamaschi vogliosi di mettersi in mostra in vista di un mercato estivo che vede numerosi pezzi pregiati nerazzurri già pronti a lasciare Bergamo. Squalificati Lucchini e Consigli l’ex allenatore di Torino e Palermo sarà costretto a ridisegnare la linea difensiva dando spazio al giovane Polito fra i pali e al rientrante Canini al centro dei confermatissimi 4 di difesa. Nessun dubbio per la mediana con Carmona, Cigarini e Biondini confermatissimi, ma tante, forse troppe, scelte a disposizione per il reparto avanzato. Non al meglio Maxi Moralez, scalpitano per sole tre maglie il talento di Bonaventura e Brienza, la gioventù rampante di De Luca e Livaja e la concretezza sottoporta del “Tanque” German Denis. Dall’abbondanza nerazzurra dei bergamaschi alle complicate scelte dei nerazzurri di Milano con Andrea Stramaccioni costretto, ancora una volta, a far fronte ad un complicato intreccio di uomini ed indisponibilità. Stankovic, Samuel e Chivu hanno lavorato a parte ma, soprattutto per il reparto arretrato, l’allenatore romano potrebbe rischiare il recupero del muro argentino. Gargano avrà il suo forzato turno di riposo grazie alla squalifica per diffida e allora spazio a Kuzmanovic e al rientrante Cambiasso ai fianchi del confermatissimo e sempre più concreto Mateo Kovacic. Guarin non è parso in grande condizione nella sfida contro la Sampdoria, ma il ballottaggio con Ricky Alvarez dovrebbe comunque premiarlo. Discorso chiuso, infine per l’attacco dove oltre al “Re Mida” Palacio sarà ancora una volta Cassano a completare il reparto avanzato. Quella contro la Dea sarà la prima di 5 fondamentali sfide che separeranno l’Inter dallo scontro diretto per la Champions League in terra napoletana. Il sacchetto dei gettoni di Andrea Stramaccioni sta pian piano esaurendosi. Contro l’Atalanta ai nerazzurri non è concessa alcuna possibilità di errore. Vietato sbagliare, quindi, altrimenti con la freccia avvelenata della Dea, sullo schermo del tecnico romano potrebbero apparire le parole più odiate da tutti gli appassionati delle scatole arcade: “INSERT COIN”.


 

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