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INTER: RIVOLUZIONE!

Il sogno europeo interista si scontra con l’incubo retrocessione rosanero

Emanuele Tramacere     “Che cos'è il terzo stato? Tutto. Che cosa è stato finora nell'ordinamento politico? Nulla. Che cosa chiede? Chiede di essere qualcosa” L'abate Emmanuel Joseph Sieyè nel 1789 ci aveva visto giusto. Quelle parole, scritte in un semplice libretto, avevano preannunciato un grande cambiamento che sconvolse in pochi anni l’intera Francia e, se vogliamo, il mondo intero: la rivoluzione francese. Una rivoluzione partita dal basso, da coloro che, fino a quei convulsi momenti, avevano contato poco se non nulla nello scenario politico classico dell’epoca. Che cosa sono il pubblico di San Siro, gli appassionati nerazzurri e anche i giovani nerazzurri usciti dal vivaio insieme a coloro che finora hanno visto il campo in poche se non rare occasioni? Chiedono di essere qualcosa. I tifosi, con la loro pacifica e soprattutto pacata contestazione, stanno chiedendo di fare chiarezza per un futuro diverso dalla stagione che finora hanno dovuto sopportare e supportare. Le cosiddette “riserve”, con Rocchi, Alvarez e Jonathan eletti a rappresentanti (modello “Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo) di un movimento che parte dal basso, chiedono e si giocano la possibilità di conferma per la prossima stagione a suon di minuti giocati sul rettangolo verde. L’Inter, si capisce, è quindi un cantiere a cielo aperto sebbene la stagione ancora in corso possa aprire canovacci e scenari tutt’altro che semplici da esplorare. In queste ultime 5 gare il presidente Massimo Moratti, imperatore di un regno in costante subbuglio, dovrà valutare al meglio e trarre le dovute conclusioni sull’operato dei suoi più stretti collaboratori e, soprattutto su quali teste far saltare archiviata la stagione che aveva assunto ad inizio anno i galloni del “cambiamento”, ma che si è ritrovata, per molteplici cause a dover indossare, per l’ennesima volta il distintivo della “transizione”. Europa League o no? In tanti si chiedono se valga davvero la pena iniziare la stagione 2013/14 con il fardello della seconda competizione europea per club sulle spalle. A conti fatti, con una finale di Coppa Italia tutta a forti tinte romane, è altissima la probabilità di vedere da vicino lo stesso percorso estivo della passata stagione con il doppio turno preliminare fissato ad inizio agosto e, condizionante dal punto di vista della preparazione e della campagna acquisti. Per questi e altri motivi, quindi, in tanti fra addetti ai lavori e personaggi di spicco stanno orientando La propria posizione verso il no: non conviene! A dirlo è principalmente il calendario che da qui a fine campionato coinvolgerà l’Inter con 5 gare tutt’altro che scontate da affrontare con una rosa allo strenuo delle forze. La prima di queste sfide è l’insidiosissima trasferta di Palermo in cui i nerazzurri si troveranno un Renzo Barbera agguerritissimo e un Palermo bisognoso di punti sul proprio cammino. Andrea Stramaccioni, tuttavia, crede ancora nell’utilità di questa competizione e proprio contro i rosanero darà seguito sul campo alle sue premesse battagliere. Con ancora 12 infortunati presenti nell’infermeria di Appiano la formazione appare ancora una volta scontata con Rocchi, Alvarez e il contestato Schelotto in avanti, Kovacic, Kuzmanovic e Zanetti a centrocampo e l’unico margine di manovra per il centro della difesa dove Ranocchia, Samuel e Juan Jesus potrebbero alternarsi con Silvestre ed il rientrante Chivu. Sembrava destinato all’oblio della serie B il Palermo di Zamparini, ma, con il ritorno di un agguerrito Giuseppe Sannino e soprattutto di un ritrovato Ilicic (e grazie al Chievo vittorioso a Siena) la squadra siciliana può cullare ancora una volta il sogno di restare in serie A. Il carattere dell’allenatore si rispecchia su tutta la squadra che, con una solidità ed una cattiveria mai vista in stagione sta mostrando a tratti anche un ottimo calcio. L’ex allenatore di Varese e Siena ritrova anche Fabrizio Miccoli e, soprattutto in attacco, potrà dare largo sfogo alla fantasia con il tridente pesante Miccoli-Ilicic-Hernandez che scalpita alla ricerca del gol da infilare nella porta di Samir Handanovic. Due strade che si incrociano quelle di Inter e Palermo, ma che sembrano viaggiare su due binari decisamente contrapposto. Una ultra veloce ma con doppia direzione, l’autostrada palermitana, l’altra disastrata e ricca di tornati, la statale nerazzurra verso il monto Europa. Due percorsi opposti che corrono lentamente verso l’ennesimo sconvolgimento. Qualunque sia l’obiettivo raggiunto, l’estate 2013 vedrà grandi cambiamenti sul mercato e non solo in entrambe le piazze. Sarà ancora rivoluzione, ma quanto conterà il tanto bistrattato Terzo Stato?


 

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