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Milan Torino "Cesare Maldini -l'intervista-"
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“Il Milan avrà la sua Champions”

Sono le parole di Cesare Maldini che difende il lavoro di Allegri

Emanuele Tramacere      58 milioni di lire? Per un difensore? Ma siamo pazzi? Oh, guardate che questo è un fenomeno e renderà grande il Milan. Lui era un giovane triestino nato e cresciuto in Friuli. Ben presto si dà al calcio e proprio con la Triestina non solo fa il suo esordio, ma ben ne diventa leader e capitano tanto da attirare su di sé le attenzioni di un allenatore ungherese, Béla Guttmann (che di talenti ne aveva già visti tanti e inciderà il proprio nome nella storia ben più di una sola volta) che proprio a quel ragazzo si affidò per guidare la difesa di un Milan destinato a brillare nel corso delle stagioni avvenire. Sono gli anni ‘60 quelli in cui Maldini si carica sulle spalle, da libero, la difesa rossonera; sono anni in cui Milano diventa grande anche nella sponda nerazzurra e fra sfide di lusso e grandi derby Maldini conquista sul campo quattro scudetti e una Coppa dei Campioni da protagonista. Dodici anni di Milan non si dimenticheranno mai, ma l’ultimo anno della sua carriera sceglie di dedicarlo ai colori granata di Torino. Un fenomeno in campo quanto fuori, Maldini non si ferma una volta appesi gli scarpini al chiodo. Il calcio è il suo destino e carpendo i segreti di Nereo Rocco inizia da secondo nel Milan la sua brillante carriera da allenatore. Uno così in un club è addirittura sprecato e nel seguire i suoi 6 figli (tra cui il grande Paolo, futura bandiera rossonera) si dedica proprio ai giovani portando l’Under 21 azzurra ad una serie di successi irripetibili con 3 ori europei consecutivi dal 1992 al 1996. Si stampa sulla traversa di Di Biagio nel mondiale del 1998 e, dopo una positiva esperienza con il Paraguay ai mondiali 2002, decide che il suo tempo sul rettangolo verde può considerarsi finito.

Lei è un grande ex di entrambe le squadre, che partita si aspetta?

Beh, io al Torino ho chiuso la carriera, ma ho il Milan nel cuore. Sarà una partita non semplice, però il Milan sta giocando bene ha ritrovato il risultato e deve difendere la sua posizione di classifica. Il Torino nelle ultime due settimane non sta rendendo al meglio e potrebbe riscontrare qualche problema anche a San Siro.

Il Milan non può fermare la propria corsa verso la Champions. Quante chance dà alla squadra di Massimiliano Allegri?

Avere la Fiorentina alle calcagna genera una sana competizione. Io credo che il Milan abbia comunque molte possibilità di arrivare davanti nonostante sia apprezzabile il lavoro di Montella che fa giocare molto bene la sua squadra.

Il Torino, con gli ultimi risultati negativi, si è fatto risucchiare nella zona calda della classifica. Ventura ha anche lanciato un monito alla sua squadra gridando: “non siamo ancora salvi!”

Devono stare molto attenti perché nelle ultime giornate hanno compromesso un po’ il loro cammino. Probabilmente Ventura non è riuscito a tenere alto il livello in allenamento. Quando un allenatore arriva a dire questo è perché sente la squadra fuori condizione, mentalmente ma anche fisicamente. Non sarà facile, ma credo che ce la possano fare perché già nel derby hanno mostrato segni di ripresa.

Da allenatore ad allenatore: Allegri sembra ormai sempre più lontano dalla panchina rossonera. Come valuta la sua stagione?

Positivissima. Io non sono d’accordo sul continuo attacco al lavoro di Allegri. Io li vedo spesso e reputo molto positivo sia il gioco dei rossoneri, sia il rapporto che l’allenatore ha con la squadra. Tra l’altro so anche che i giocatori lo considerano un ottimo allenatore e vanno molto d’accordo con lui.

Chi non sembra andare d’accordo è Berlusconi però, e alla fine decide lui…

Infatti, io ho detto i giocatori. Lui non lo è e io non posso sapere il rapporto che c’è fra Allegri e Berlusconi, ribadisco che se devo valutare il lavoro di Allegri per me e per i giocatori è molto positivo.

Balotelli – El Shaarawy sembrano sulla carta poter essere incontenibili, ma i risultati dimostrano l’esatto contrario. Tatticamente quale soluzione si potrebbe trovare?

Ma El Shaarawy era un po’ in calo anche prima dell’arrivo di Balotelli. Io credo, invece, che entrambi stiano facendo bene. Sono due ottimi giocatori, diversi è vero, ma quando si presenta l’occasione, entrambi si fanno trovare pronti. A El Shaarawy forse sta mancando un po’ il gol, ma non so se è per gioventù o per qualche problema fisico, ma di sicuro non è per Balotelli, perché i due insieme a me piacciono molto.

Chi sarà l’uomo decisivo?

Io non faccio un singolo nome, però potrebbe essere una partita tesa e allora chi si alzerà dalla panchina con forze fresche potrebbe davvero far svoltare l’incontro.


 

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