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Milan Torino "la Partita" 22 2013
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Killer instinct

Allegri vuole cattiveria, il Toro si guarda le spalle

Andrea Anelli      Meno quattro. Siamo ormai agli sgoccioli di questa stagione e, se per qualcuno oggi pomeriggio sarà tempo di festeggiamenti, altri devono ancora sudare per raggiungere il loro obiettivo stagionale. Il Milan non può non andare in Champions League per milioni di motivi, un po’ come se ogni motivo equivalesse a un euro, per capirci. Il turno casalingo va sfruttato a pieno e con molta più cattiveria sotto porta che è mancata lo scorso turno contro il Catania, rischiando quasi di compromettere una gara giocata anche abbastanza bene, ma soprattutto un’intera stagione fatta di rincorsa affannosa senza mai poter tirare il fiato. La squadra di Allegri contro i siciliani hanno creato molto nel primo tempo concretizzando pochissimo, così come nella ripresa fino all’ingresso di Pazzini, che ha ribaltato la gara con i famosi gol ‘stupidi’. Sembrano banali ma bisogna esserci nel posto giusto al momento giusto per cambiare la storia di una partita o segnare un’intera carriera come il grande Pippo Inzaghi. A Milano questo pomeriggio si presenta un Torino che, come all’andata, è il classico animale ferito. Il derby della settimana scorsa ha lasciato scorie negative, dal morale alle squalifiche, dalla classifica ai pensieri maliziosi che possono influenzare negativamente la squadra. Ovvio che perdere due derby su due non fa bene, soprattutto se non meriti la sconfitta e i gol degli avversari arrivano quando ormai ti stai accontentando di un pareggio indolore. A fine partita sono arrivate anche le dichiarazioni sibilline di Cerci che ha accusato la Juve di avere “peso politico” così da avere favoritismi nell’arco della gara in occasione di situazioni dubbie.  Anche il discorso classifica non può non essere considerato. Il Torino è a quota 36, sole quattro lunghezze dalla zona retrocessione ma, se il Palermo è a Torino con la Juventus (alla quale basta un punto per conquistare lo scudetto) e il Siena è a Catania, il Genoa ha il turno della vita in casa con il Pescara. Alla luce di questo quadretto, Ventura non può dormire sonni tranquilli. A San Siro mancherà Glik (squalificato), ma non la voglia e la necessità di fare punti per quanto appena detto. Allegri ovviamente non è da meno in quanto a fame di punti. Da qui alla fine, sulla carta, il turno più duro è certamente contro la Roma, ma non si può sottovalutare niente e nessuno. Il tecnico rossonero, assediato ormai dalle domande sul suo futuro, si affida comunque ai suoi uomini di fiducia con pochi dubbi. In difesa il solito ballottaggio Constant-De Sciglio per la fascia sinistra mentre a centrocampo Muntari si gioca il posto con Nocerino. Montolivo  e Flamini a chiudere il terzetto sulla mediana. In avanti El Shaarawy, Balotelli e Boateng dovrebbero avere tutti e tre una maglia da titolare a discapito di Pazzini pronto a entrare e, magari, risolvere ancora una soluzione complicata.


 

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