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Inter Lazio "la Partita" 23 2013
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Strama: la via crucis continua!

L’Inter continua a perdere pezzi e affronterà una Lazio famelica di punti europei

Emanuele Tramacere    L’ennesima sfida lungo l’asse Roma-Milano  della storia, tra mille voci di mercato, top player e comprimari, obiettivi concreti o soltanto ipotetici, Inter e Lazio si affrontano a San Siro per capire chi e che cosa rimane di due percorsi iniziati su binari paralleli ma che, per i più disparati motivi, hanno portato prima i nerazzurri e poi i biancocelesti a modificare la propria tabella di marcia. La stagione di queste due formazioni, infatti, è nata sotto la cocente stella dell’Europa che conta un po’ meno della Champions League, con preliminari lunghi e tante energie lasciate nei campi della periferia europea e con il relativo dispendio energetico notevole in vista del campionato. La lotta per la qualificazione alla futura Coppa Campioni ha visto la resa fin troppo scontata di entrambe e l’obiettivo minimo stagione si è trasformato con il passare dei giorni da qualificazione Champions a qualificazione europea, qualunque essa fosse. All’Inter, in realtà, gioverebbe non poco passare un anno di transizione completa, lontano dagli impegni infrasettimanali, che permetterebbe ad Andrea Stramaccioni (se sarà confermato a fine stagione) di lavorare sul campo in ottica futura per costruire un’Inter vincente nell’immediato futuro seguendo l’esempio della prima Juventus targata Antonio Conte. In tanti spingono verso questa direzione e proprio per questo si è arrivati a ipotizzare un clima surreale che potesse “spingere” i nerazzurri verso un risultato classificabile sotto l’effige del noto striscione “OH NOOO” esposto in passato all’Olimpico di Roma, proprio in un Inter-Lazio di campionato. Tutto questo perché la Lazio di Vladimir Petkovic, dopo la batosta rifilata al Bologna, è ancora in piena corsa per quell’obiettivo minimo appena descritto, quella qualificazione europea, accessibile da due grandi porte quali la qualificazione in campionato o la vittoria (ai danni della Roma) nella finale di coppa Italia. Il particolare momento delle due squadre passa, inoltre, tutto nel catalizzatore di gioco messo in campo dai due allenatori. Sì, perché se Petkovic può disporre del fresco “pentador” Miroslav Klose, Stramaccioni si deve affidare al finto nove Fredy Guarin. Il gap sarebbe incolmabile già solo considerando questo impari e tremendo scontro, ma la distanza s’ingigantisce ancor più a favore della Lazio se si considerasse l’intera infermeria di entrambe le squadre. Petkovic continua a fare a meno del suo capitano Stefano Mauri (che non rientrerà fino al termine della stagione per la lesione dei legamenti della caviglia sinistra) e anche del duo Brocchi-Ederson in grado di dare respiro e minuti freschi ai centrocampisti laziali. Tutto confermato, quindi, con Konko e Radu sugli esterni ed Hernanes e Candreva alle spalle di Klose. Il record di Klose contro il Bologna rimarrà negli annali del calcio e, proprio il bomber tedesco sarà la vera spina nel fianco di una difesa che ha già castigato più volte nelle ultime due stagioni. Andrea Stramaccioni ha avuto, per la prima volta dopo settimane di defezioni continue, delle buone notizie dal reparto medico e dall’infermeria. Guarin e Cambiasso (già in campo contro il Napoli) stanno ritrovando la condizione migliore; Ranocchia e Chivu hanno recuperato dagli acciacchi con cui erano usciti dal San Paolo domenica sera, ma soprattutto Antonio Cassano e Tommaso Rocchio sono tornati a disposizione dell’allenatore romano. Qualche idea tattica in più, quindi, ma anche tante conferme, soprattutto a centrocampo dove Kuzmanovic e Kovacic saranno confermati accanto al senatore argentino Cambiasso. Il piccolo centrocampista Serbo, che lunedì ha compiuto i suoi 19 anni è la vera scintilla in grado di accendere la luce sulla prossima stagione nerazzurra. Da lui, e da Handanovic (con lui o con i 30 milioni valevoli per la sua cessione), l’Inter deve iniziare a ricostruire in vista del proprio futuro. La terzultima tappa della via crucis nerazzurra verso la fine di questa travagliata stagione si appresta a far vivere l’ennesima brutta serata, almeno sulla carta ai propri eterni ed encomiabili tifosi. E se dovesse arrivare l’ennesima (preventivata) sconfitta? Nessuna paura, perché lasciarsi alle spalle una competizione faticosa e dispendiosa come l’Europa League non può essere niente altro che favorevole per una stagione che si prospetta di grande rivoluzione.


 

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