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Inter Udinese "Franco Causio .intervista-"
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"Ancora molto da dire"

Lo afferma Causio che punta sull’orgoglio nerazzurro contro un’Udinese in cerca d’Europa

Emanuele Tramacere     Che sia Barone (per l’eleganza in campo e fuori) o che sia Brazil (per il modo tutto brasiliano che aveva di interpretare il suo ruolo, Franco Causio resta negli annali del calcio italiano come una delle più grandi ali che i rettangoli verdi dello stivale abbiano mai visto. Proprio la sua duttilità tattica e la particolarità con cui cavalcava l’intera fascia faceva di lui (così lo descrisse Enzo Bearzot c.t. campione del mondo) una mezzala completa e letale. Esordì a Lecce e girò presto il paese trovando l’esordio in Serie A molto presto a Palermo. Il suo periodo d’oro, è innegabile, fu quello di Torino sponda bianconera in cui, sotto la sapiente guida di Armando Picchi trovò la conferma che il suo posto era in campo a Torino. Il campo, nonostante la prematura scomparsa del suo fidato allenatore, non lo lascerà più e conquisterà ben 6 scudetti, 1 coppa Italia e 1 delle 3 coppe Uefa della bacheca juventina. Con i bianconeri prima conquista la nazionale, ma poi la perde ed è a Udine, città che farà sua per il proseguo della sua vita, che riesce a riprendersi l’azzurro arrivando a conquistare in terra Spagnola il grande Mondiale vinto dagli azzurri di Bearzot. La chiusura di carriera per un talento come il suo non è mai facile. La Juventus lo rivuole dopo i tre anni in terra friulana, ma la parola data all’Inter lo convince a trasferirsi a Milano. Un anno e tanta titolarità senza però centrare lo scudetto. Una dissolvenza di chiusura sulla carriera di un fantastico interprete della fascia.

Anche se viene ricordato più per la sua avventura alla Juventus, lei è un ex di entrambe le squadre. Che partita si aspetta?

Una partita che ha ancora tanto da dire a dispetto di chi dice il contrario. L’Udinese è ancora in corsa per l’Europa League ed è costretta a vincere perché negli scontri diretti con la Lazio è in difetto. Al contrario l’Inter non ha molto in palio se non la voglia di chiudere la stagione a San Siro con una bella prestazione e per una squadra come quella nerazzurra non è assolutamente da sottovalutare.

Per la prima volta negli ultimi anni l’Inter non andrà in Europa, come si può interpretare questo segnale?

In realtà la stagione interista non è facilmente interpretabile. Fino al girone d’andata era in ottima condizione, era arrivata a 2 punti dalla Juventus, poi il crollo e gli infortuni che l’hanno condannata. Quando ti mancano elementi così importanti la squadra perde sicurezza, non c’è certezza negli interpreti e anche nel gioco. Non so dire se con la squadra al completo potesse essere diverso, poiché è stata un’annata così travagliata che è impossibile da giudicare.

L’Udinese, invece è alla ricerca della conferma europea dopo un’annata nata male, ma che Guidolin ha saputo raddrizzare alla grande…

Guidolin non lo scopriamo oggi. Con l’Udinese è sempre riuscito ad ottenere buoni risultati mostrando anche un bel gioco. I numeri sono ovviamente dalla sua parte, ma c’è ancora quest’ultima partita che conta tantissimo e che potrebbe aggiungere molto sull’impresa di Guidolin consentendo all’Udinese di centrare l’obiettivo Europeo.

Capitolo allenatori, si parla proprio di Guidolin come possibile sostituto di Stramaccioni sulla panchina nerazzurra. Fosse in Moratti come si comporterebbe con l’allenatore romano?

Io lo confermerei e gli darei fiducia proprio per il discorso sull’ingiudicabilità di questa stagione. Il lavoro di Stramaccioni non è decifrabile al 100% perché non possiamo capire quanto di buono ha fatto e quante siano le sue colpe. Gli verrà data la possibilità di dimostrare quanto vale anche nella prossima stagione.

Chi sarebbe l’allenatore perfetto per questa Inter che sta nascendo?

Se dovessero cambiare Stramaccioni, credo che serva un allenatore con già tanta esperienza alle spalle nel campionato italiano. Credo che Guidolin, ma soprattutto Mazzarri possano essere due nomi in grado di far svoltare l’Inter, ma ripeto che secondo me Stramaccioni rimarrà a Milano.

Benitez trionfando in Europa League con il Chelsea ha ribadito come a quella squadra servissero almeno quattro rinforzi. Aveva ragione lui?

I risultati stanno sicuramente dando ragione a lui. Però guardando il gioco di Chelsea quest’anno e Inter nel periodo in cui Benitez era seduto sulla panchina nerazzurra mi vien da pensare che non fosse propriamente un “bel gioco”. Poi è chiaro lui ha vinto l’Europa League e il pensiero di Benitez è completamente rispecchiato nei risultati ottenuti dall’Inter nell’ultimo periodo.

Anche in società ci sono poltrone che tremano. Leonardo sembra essere il candidato principe, ma mentre la curva chiede più interismo, Suarez denuncia la “cacciata” degli eroi della grande Inter. L’ennesima, troppa, confusione?

Sinceramente non lo capisco, né riesco a dare una ragione a queste scelte societarie. Probabilmente non essendo all’interno della gestione interista non so dettagli o particolari che hanno portato all’allontanamento di gente come Suarez che ha reso grande l’Inter nel passato. Sono sicuro però di una semplice cosa: Moratti è l’Inter in tutto e per tutto e se una decisione è stata presa è passata sicuramente dal pensiero del suo presidente.


 

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