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Inter Udinese "F1" 25 2013
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PNEUMATICI DI NUOVO SOTTO ACCUSA

Archiviato il GP di Spagna si fa il bilancio sulle gomme.

Debora Cheli      Doveva essere il trionfo del padrone di casa e così è stato. Alonso ha stampato un sorriso grande come la penisola iberica ai suoi compatrioti, malgrado una vigilia di gara tutt’altro che serena. Nel mezzo liti con i paparazzi, rei di averlo fotografato in compagnia della nuova fidanzata, critiche più o meno velate al team, senza contare il risultato deludente delle qualifiche, il tutto condito da una tensione agonistica e da una voglia di vincere che l’asturiano ormai faticava a nascondere. Lo si è visto fin dalla partenza, quando Fernando prima ha sorpreso Raikkonen, andando poi a superare Vettel, Hamilton e Rosberg per prendersi la prima posizione e non lasciarla più. E finalmente non ha festeggiato da solo sul podio, perché al terzo posto c’era Felipe Massa. Partito nono dopo la penalizzazione in griglia, il brasiliano ha saputo rimontare le posizioni perdute dimostrando di essere tornato dal purgatorio. Ottima la prova della F138, capace di dare mezzo secondo a giro alle avversarie, e più che soddisfacente la gestione dei pneumatici. Abbonato al secondo gradino del podio da ormai tre gare consecutive, Kimi prosegue il suo cammino senza sbavature. Merito della sua guida, ma anche di una Lotus al di sopra delle aspettative e capace di risultare veloce senza maciullare le gomme. Insieme alla Ferrari, è la scuderia da battere in questo senso. La delusione è stata forte invece in casa Mercedes, dopo la pole di Rosberg vanificata nel giro di qualche curva e le tribolazioni alle quali la monoposto tedesca si è trovata davanti nel corso della gara. Solo una sesta posizione per il più veloce delle qualifiche, ma meglio la sua prestazione rispetto a quella di Hamilton, partito secondo e arrivato solo dodicesimo, costretto a rinunciare alla velocità per salvaguardare le mescole. Una debâcle. Meglio è andata alla Red Bull grazie al quarto posto di Vettel, il quale mantiene la leadeship del mondiale, non senza sentire il fiato sul collo di «Iceman», secondo a quattro punti di distanza. E’ ancora presto probabilmente per valutare se gli aggiornamenti proposti dai vari team a Barcellona abbiano portato un effettivo miglioramento delle prestazioni. Un quadro più chiaro si avrà dopo il GP di Monaco, in programma il prossimo week-end. Una cosa è certa, il punto dolente di questa stagione sta nelle gomme. Anche la nuova mescola dura brevettata dalla Pirelli, che ha debuttato lo scorso fine settimana, non resiste all’usura, anzi. Ancora una volta le scuderie hanno dovuto ricorrere ad almeno tre soste (il record è della Lotus), mentre ci sono stati altri episodi di foratura (Vergne in gara, Di Resta nelle libere). Di che inquietare il fornitore unico, ora più che mai nell’occhio del ciclone. Per ora i risultati in pista sembrano premiare i piloti più tecnici, considerando inoltre che in lotta per il titolo sono in tre. Se è lo spettacolo che i dirigenti della FIA e della Pirelli volevano ottenere, per il momento hanno di che essere soddisfatti.


 

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