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Bruce Springstee "Il Boss fa paura" 26 2013
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Il Boss fa paura

Nonostante Springsteen ami la Madonnina, molti cittadini pensano a come fermarlo

Beppe Vigani       Milano, come un amuleto. Bruce Springsteen torna all’ombra della Madonnina, dopo l’anno scorso, ma soprattutto dopo quel 28 giugno 2003, in cui si esibì in uno dei cinque concerti più belli della sua lunghissima carriera. Nel capoluogo lombardo, l’autore di Born the run (una delle pietre miliari della storia del rock) si è sempre esaltato, come ha dichiarato più volte. La popstar torna al Meazza anche quest’anno. E’ molto affezionato alla nostra città, poiché ha suonato anche nel 2007 (Forum), 2008 e appunto nel 2012. Il cantante di Long Branch viene sempre a suonare nel Belpaese perché “da voi c’è qualcosa di magico”, dice ripetutamente. Nonostante il concerto del 2008, quando Springsteen ebbe un “problema” con le autorità della città meneghina. Per via dei bis “Twist and shout” e “American land”, il cantante sforò l’orario consentito di “ben” ventidue minuti (le 23.30 era il tempo limite in cui avrebbe dovuto terminare il concerto). A ricevere l’avviso di garanzia, fu il promoter dell’artista, nonché il titolare della Barley Arts, Claudio Trotta, che rischiò tre mesi di arresto oppure un’oblazione con l’accusa di disturbo della quiete pubblica e mancata osservanza dei provvedimenti dell’autorità. Sotto accusa come Trotta furono anche i promoter dei concerti all’Arena  Civica di Lenny Kravitz e dei Subsonica. “Chi sbaglia deve pagare”, dichiarò l’allora assessore ai Giovani, Giovanni Terzi, “ma è assurdo che il promoter di Springsteen vada in carcere perché l’artista ha concesso due bis, mentre c’è gente in libertà vigilata che ha ammazzato i genitori. Chiedo che si trasformi questo tipo di reato in amministrativo e non penale. C’è il rischio che i promoter abbandonino Milano: chi vorrebbe rischiare la galera per un concerto?”. E Claudio Trotta commentò: “L’atto dei magistrati è ineccepibile ed è giusto che io debba pagare una multa, ma è assurdo che sia un reato penale. Posso solo dire che quella notte ho visto ottanta mila persone uscire dallo stadio emozionate e commosse”. Un problema che avrebbe potuto far perdere per sempre una delle leggende del rock degli ultimi vent’anni. Da anni a Milano esiste il dilemma-concerti, con proteste, petizioni e persino esposti in comune e alle forze dell’ordine. Eppure il Boss c’è sempre. La sua carica è talmente superiore che può sopportare tranquillamente un centinaio di famiglie che amano una città in ciabatte e accappatoio piuttosto che viva, rigogliosa e rockettara. Purtroppo quello che offre il convento sono lo Stadio e il Forum, per il resto locali che sembrano cantine e spazi adatti più per giocare a dadi. Schopenauer diceva: "La vita è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia, passando per un intervallo fugace e per di più illusorio del piacere e della gioia". Toglieteci anche questo. Bentornato Boss!


 

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