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E' SEMPRE VETTEL

Con il successo nel GP del Giappone prosegue il dominio del pilota Red Bull

Debora Cheli         Il miracolo tanto atteso non si è realizzato, anzi. Con la sicurezza di sempre Sebastian Vettel ha trionfato anche in Giappone, portando a nove le vittorie ottenute nel corso del campionato, di cui ben cinque consecutive. Qualcuno ci aveva sperato, al termine delle qualifiche, quando il tedesco ha concluso al secondo posto dietro al compagno di squadra Webber. Senza contare poi la pessima partenza, con Grosjean che al via sorprendeva i due piloti Red Bull piazzandosi in testa, e coronata dal tocco alla monoposto di Hamilton, costretto al ritiro. Il proverbiale talento e un pizzico di fortuna hanno fatto il resto: nonostante l'alettone danneggiato, il campione del mondo uscente ha potuto seguire la strategia concordata di due soste. Un trionfo per la scuderia austriaca che ha piazzato i suoi due piloti ai primi posti, ma anche per la Lotus che racimola punti preziosi grazie al terzo posto di Grosjean e al quinto di Raikkonen. Comune denominatore per le due scuderie i motori Renault. Un exploit che non è passato inosservato nel Circus e che ha lasciato l'amaro in bocca agli altri costruttori. In particolare questa settimana è apparso sul sito autosport lo sfogo di Toto Wolff, dirigente del reparto corse della Mercedes, il quale insinua il dubbio che ci siano stati cambiamenti significativi nella mappatura dei motori Renault e nello sfruttamento dei flussi d'aria a partire dal GP di Singapore. "In termini di sviluppo riguardo le ultime gare sembriamo essere rimasti indietro. Forse perché abbiamo sbagliato qualcosa nella messa a punto? O forse sia la Red Bull che la Lotus hanno cambiato strategia?».  A sostegno della sua teoria, Wolff parla di un miglioramento generale che va da 0.2 fino a 0.4 secondi nei tempi della squadra inglese. Un affaire da seguire anche in vista  del prossimo campionato. In casa Ferrari si contano i punti di distacco da Vettel, ben 90, dopo l'ultima prova del mondiale. Alonso, giunto quarto a Suzuka, da domenica scorsa figura in testa alla classifica dei piloti che hanno ottenuto più punti in carriera . In gara però ha dovuto fare i conti proprio col compagno Massa, reo di aver bellamente ignorato gli ordini di scuderia impedendo allo spagnolo di superarlo. Dopo molta fatica, l'asturiano é riuscito a lasciarselo alle spalle e il brasiliano é stato poi perdonato a mezzo stampa dal team principal Stefano Domenicali. Il futuro ex ferrarista ha molte ragioni per far parlare di sé, considerando che è ancora in cerca di un team disposto ad assumerlo. «Felipe sta cercando di essere più veloce possibile e posso capire come si sente - ha detto Domenicali - Ma la squadra lo appoggerà fino alla fine della stagione.». Resta il malumore di Alonso, nervoso per i risultati in pista, ma anche per la resa degli pneumatici. Al termine delle qualifiche del GP della Corea, il ferrarista aveva attaccato i vertici della Pirelli, incapaci di fornire gomme all'altezza della situazione. Il battibecco con i dirigenti della casa si era spento sul nascere, ma a rincarare la dose in settimana ci si è messo anche Raikkonen, che ha espresso perplessità sulle novità introdotte dal fornitore unico a stagione in corso. Il pilota della Lotus lamenta «scarsa stabilità» specialmente sulle ruote anteriori. Il «cahier des doléances» all'indirizzo della Pirelli quindi non è ancora chiuso. Resta da chiarire come mai alla Red Bull nessuno si sia mai lamentato.


 

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