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Milan Udinese "Arte" 33 2013
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Veneziani, l’artista della moda

Nella Villa Necchi Campiglio la mostra della stilista di origine tarantina

di Marby

Che eleganti gli anni ‘50. Le donne così femminili, le forme sinuose in vista, le caviglie perfette e i seni alle volte prorompenti e naturali ancora non rifatti. E poi il copricapo, che coronava il tutto, come un grazioso fiocco del pacco regalo più prezioso. I copricapo, infatti, sottolineavano l'originalità del vestito e ed erano un'insostituibile accessorio che rivelava a seconda della forma, la personalità di chi lo indossava. La mostra di Villa Necchi Campiglio a Milano (Via Mozart, 14) casa museo di proprietà del Fai (Fondo Ambiente Italiano), rievoca la storia della stilista Jole Veneziani, (nata a Taranto nel 1901), di importazione milanese e protagonista dell'alta moda italiana negli anni '50 e '60. Nella mostra sono presenti abiti d'epoca, bozzetti e documenti oltre a filmati tratti dallo storico istituto Luce, che raccontano gli esempi più interessanti di couture di quegli anni, dal cappotto al pantalone con la fusciacca al posto della cintura, alle gonne a ruota ai copricapo più curiosi. Proprio il copricapo è l'accessorio più interessante di quegli anni; James Dean lancia quello con la visiera e il cinema prende in prestito dalla moda i più bei copricapo che indosseranno le attrici più famose. Jole Veneziani ha vestito appunto le più belle, nel suo atelier diventato mondano per una certa borghesia meneghina, passano le veneri in visone: Josephine Baker, Marlene Dietrich, Maria Callas e Lucia Bosé, Ornella Vanoni e Franca Rame. Donne diverse fra loro, ma lei le accontenterà tutte perché la vera caratteristica di Jole Veneziani era quella di vestirle rispettandone la loro personalità, senza seguire troppo le tendenze del momento. Racconta Federico Bano, suo assistente per lunghi periodi, che erano tre le caratteristiche del successo Veneziani: “La scelta dei materiali, lo studio della proporzione e dell'anatomia del cliente, l'attenzione alla personalità”. Nella città per eccellenza più industriale e operosa del nord, in cui è possibile inventare la moda e conoscere persone che finanziano ancora idee e cultura, Jole Veneziani, apre un primo laboratorio di pellicce tutto suo in via Nirone ma, nel 1944, lasciati i fantasmi della guerra, in un clima di desiderio e novità, installa il suo indirizzo definitivo in via Montenapoleone 8, dove si occupa anche di couture oltre che di pellicce. Donna intelligente e intuitiva, capì presto anche il mercato americano, per il quale disegnò, nel 1951, una linea più semplice e sportiva. E non solo ebbe grande stima dagli addetti ai lavori a stelle e strisce , ma si conquistò la benevolenza del pubblico tante da ideare un modello di impermeabile proprio per la donna d’Oltreoceano, che venne replicato all'infinito e batterà il record delle vendite. Jole era ormai una stella, e la famosa rivista statunitense LIFE, le dedicherà la copertina del 14 aprile 1952. Da allora continuerà a essere operosa e creativa fino all'avvento di quella generazione che sostituirà la minigonna con vestiario più sobrio adatto alla contestazione che verrà. Jole se ne andrà dalle scene, ma di lei in mostra rimane il ricordo della moda e dei materiali più eleganti del dopoguerra


 

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