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Inter Verona "Lara Comi intervista Antonio Panzeri"
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“Mandorlini è bravo ma col Verona non c’è storia”

Thohir deve prendere a esempio la passione di Moratti e mettere mano al portafogli: all’Inter servono un terzino sinistro e un’ala destra

  Dopo 18 anni e finita l'era Moratti e comincia l'avventura Thohir. Ma non era meglio affidarsi agli imprenditori cinesi ?
“Come si può ben immaginare, il problema non è la nazionalità degli imprenditori ma la loro solidità finanziaria e la loro prospettiva di stabilità e crescita del Club. La trattativa è stata lunga e complessa e Massimo Moratti ha detto di ‘aver posto l'Inter in mani credibili’. Ci auguriamo che sia cosi”.

Moratti ha detto che ha considerato l’Inter  non come un’azienda ma una passione. È finito il tempo dei sentimenti?
“Non credo che quel tempo sia finito. L'attaccamento alla maglia avviene e avverrà sempre sulla base di forti sentimenti ed emozioni, e Thohir si accorgerà presto di tutto questo. Capirà che l'Azienda FC Internazionale vivrà ed avrà un futuro solo se l'ingrediente essenziale della passione verrà esaltato”.

A gennaio, con la riapertura del mercato, Thohir dovrà  metter mano al portafogli e con quali obiettivi?

Sicuramente servono alcuni ritocchi alla rosa, e penso sopratutto a difesa e centrocampo. Abbiamo bisogno di coprire adeguatamente la fascia sinistra con un giocatore in grado di difendere e di proporsi in attacco. A centrocampo avremmo bisogno di quello che una volta si sarebbe detto un ‘numero 7’, e oggi si chiama cursore di fascia destra. Queste due operazioni saranno essenziali per esaltare le caratteristiche dei nostri attaccanti”.

Milito può reggere una stagione?

“È indubbio che il desiderio sia quello che regga la stagione, ma ho l'impressione che l'età e gli infortuni rendano questo desiderio difficile da esaudire”.

 L'Inter avrà un nuovo stadio?
“Difficile dare una risposta. Con la cordata cinese la cosa sembrava fattibile, ma ora siamo in un'altra fase; comunque l'esigenza di un nuovo stadio è evidente, anche per far decollare l'idea di uno sviluppo moderno del progetto Inter”.

Qual è il suo ricordo più bello dei 18 anni dell’avventura Moratti e il più brutto?

“Il più bello è il Triplete, una cosa che rende l'Inter ancora più unica: unica squadra italiana ad averlo realizzato (che anno ragazzi!). Il più brutto è del 26 aprile 1998: il rigore negato a Ronaldo a Torino per il fallo di Iuliano. Lì il mondo del calcio, e non solo quello, capì che c'era qualcosa che non andava nell'ambiente, cose che poi emersero con le condanne di ‘calciopoli’”. 

La sconfitta interna con la Roma ha ridimensionato le ambizioni nerazzurre?
Non penso che la sconfitta con la Roma e il pareggio di Torino abbiano ridimensionato le ambizioni nerazzurre. È chiaro che con Mazzarri è iniziata una stagione di ricostruzione, che mi sembra stia procedendo adeguatamente. Bisogna insistere perche è l'unica strada per toglierci molte soddisfazioni, a iniziare dall'obiettivo di conquistare un posto in Champions”. 

Veniamo al match col Verona, squadra rivelazione del campionato allenata da un ex nerazzurro.
“Mandorlini sta lavorando molto bene a Verona, squadra solida con acquisti fatti per reggere bene la massima serie. Ma ciò detto ed esauriti i complimenti, questa partita in casa non può avere storia: queste partite si vincono e basta, se si hanno ambizioni importanti come le nostre”. 

Che opinione ha delle polemiche sulle chiusure delle curve per cori razziali?
“C'è un problema di cultura sportiva da affrontare molto seriamente: dovremmo tutti capire che il calcio rimane un gioco e non una guerra, uno sport che dovrebbe esaltare i sentimenti giusti e corretti della passione. L'ironia e lo sfottò all'avversario fanno parte delle regole del gioco e se fatti senza degenerare rivelano anche un lato simpatico e divertente. Ma i cori razzisti no, non sono accettabili, devono essere banditi e puniti e non devono trovare cittadinanza negli stadi. C'è bisogno che anche le società non accettino supinamente gli eventi, ma intervengano con una certa determinazione. Ne guadagnerebbe il calcio, lo spettacolo, e si darebbe un buon segnale sopratutto ai giovani”.


 

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