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Milan Lazio "Arte WARHOL A MILANO" 36 2013
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WARHOL A MILANO

Centosessanta opere dell'artista in mostra a Palazzo Reale

di Marby

Continua a Palazzo Reale la rassegna “arte americana”, con l'evento dedicato all'artista Andy Warhol attraverso la presentazione di 160 opere che il collezionista e imprenditore Peter Brand,

appassionato d'arte e magnate della carta stampata, aveva acquistato fin dagli esordi dell'amico-artista. I due si conobbero negli anni '60 alla mitica Factory, la fabbrica dell'arte Pop, che Warhol  aveva fondato per dare uno spazio collettivo di lavoro ai giovani artisti newyorchesi di cui ricordiamo Jean-Michel Basquiat,  Keith Haring e l'italiano Francesco Clemente. Andy Warhol è l'artista che meglio ha saputo interpretare il concetto di Pop art, cioè arte popolare non nel senso della provenienza, ma della capacità di privare un oggetto di uso quotidiano, o un personaggio mitico della loro unicità. L'opera d'arte che fino allora, era considerata non riproducibile, ma  unica e irripetibile viene svuotata di questo significato. Così anche gli oggetti più banali come lattine di coca cola, diventano opera, e personaggi come Marylin Monroe si trasformano in persona e non in miti. La forza della Pop art è quella di aver cambiato i parametri del modo di vedere l'opera e di questo argomento aveva tracciato la strada un noto artista, Marcel Duchamp che  prima di Warhol,  metteva in mostra i suoi famosi ready made, oggetti di uso quotidiano trasformati in opera d'arte, come la famosa “Fontana” (vedi foto allegata). L'influenza di Duchamp sugli artisti successivi, benché enorme e ingombrante, è molto mediata, tanto che non è facile riconoscerne gli epigoni diretti, ma Andy Warhol, ha saputo ben interpretare le azioni e i comportamenti del vecchio  maestro e della cultura rivoluzionaria del movimento Dadaista nato tra le due guerre in Svizzera. Da questa contestazione parte la sua opera per andare oltre. Le tecniche  che Warhol usa sono quelle serigrafiche e il collage, che compone con i  materiali provenienti dai giornali quotidiani, selezionandone gli argomenti  per farne una sintesi da incollare al quadro e dimostrare che la realtà che ci circonda è più forte dell'immaginazione. Anche i personaggi come Mao Tze Tung, Marylin Monroe, Jackie Kennedy sono riprodotti in serie per snaturali del loro potere mitico. Questo è il messaggio della Pop art, l'utopia di democratizzare il prodotto artistico, di renderlo più fruibile e commerciale. La grande mostra di Palazzo Reale, curata dallo stesso Peter Brant, con la collaborazione di Francesco Bonami e dedicata al fondo privato e immenso dello stesso imprenditore, oltre alle opere esposte, rappresenta anche  l'avventura editoriale che i due amici siglarono per la realizzazione della nota rivista glamour Interview, e pellicole di film che lo stesso Warhol, artista eclettico e ribelle realizzava per il numeroso pubblico che frequentava la sua Factory studio. Oggi nell'epoca della riproducibilità tecnica di tutto ciò da cui siamo circondati, ritorna il bisogno di personalizzare, rendere unico e irripetibile, un gesto ,un volto, un oggetto, ma la lezione di Warhol e degli artisti Pop rimangono il gesto più utopico e rivoluzionario nell'arte dagli anni '60 ai nostri giorni. Info: Palazzo Reale dal 24 ottobre al 9 marzo. tel. 02 54913


 

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