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Milan Fiorentina "Milan Club Cassano dìAdda" 37
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Milan club Cassano d’Adda

Giovanni Labanca           La storia del Milan Club Cassano ha origine 1958, quando ancora non si parlava di tifo organizzato, per vedere  un noto tifoso locale Aldo Barzaghi, ancora oggi nei cuori dei cassanesi, avere  l’idea e la lungimiranza di radunare attorno a sé i numerosi tifosi del Diavolo e  fondare il primo nucleo ufficiale di quello che aveva già la parvenza di un vero e proprio Club. Fu eletto presidente Silvio Goretti, appoggiato dal  primo direttivo, Tino Legnani, Augusto Oggionni, Peppino Panzera. La prima sede fu il Bar del Popolo. La trasferta entrata nella storia del Club, tramandata con orgoglio da padre in figlio, fu quella di Londra, stadio Wemblay, nel maggio del 1963, per vedere il Milan battere il Benfica di Eusebio per 2-1 e vincere la prima delle sette coppe dei campioni. E qui che si registrò un episodio che ha avuto davvero dell’incredibile. Dopo il gol-vittoria di Altafini, Tino Legnani, detto il Musichiere per la sua partecipazione alla fortunata trasmissione di Mario Riva ed attuale presidente “ad honorem”, beffandosi dei poliziotti londinesi, riuscì ad entrare in campo e abbracciare il cannoniere rossonero. Anche questa è storia. Quella ufficiale del Club prese il via nel 1971, con l’iscrizione all’A.I.M.C. Da allora crebbero in modo esponenziale i soci, tanto da dover scegliere una nuova sede per organizzare le attività: Bar Italia, nella centralissima piazza Garibaldi. Qui rimase fino al 1977, per passare al Bar Tre Spade fino all’85, quando fu scelta quella attuale del Bar Sport di via Di Vona al 6. In queste sedi si svolsero le feste più belle legate alle numerose vittorie del Milan. Tra gli ospiti d’onore a Cassano ricordano, in modo particolare, Nils Liedholm, Pier Paolo Virdis, Franco Baresi, Mauro Tassotti e Pierino Prati, che regalò al Club la maglietta indossata nella finale di Coppa Campioni vinta contro l’Aiax per 4 a 1 (tre i suoi gol) al Bernabeu di Madrid e tenuta come un vero e proprio “oracolo” e “tesoro” personale da Franco Giuliani, Fumiko Kavabata, Aldo Magni e Walter Rivoltella del Bar Sport. Il Club, sotto la guida del presidente Pierantonio Cavellini, è sempre presente a San Siro, dove la fa da padrone Giancarlo Capelli, Barone della Curva Sud. Non è mancato neppure nelle trasferte estere più importanti, come quella di Salonicco nel maggio del 1973 per la finale di Coppa delle Coppe vinta per 1-0 contro il Leeds e quella del 23 maggio 1990 a Vienna per la conquista della Coppa dei Campioni contro il Benfica, occasione in cui i soci si intrattennero, prima della gara, con il presidente Silvio Berlusconi. Ogni anno, il Milan Club organizza feste che fanno da grande richiamo. Tra le più simpatiche manifestazioni c’è la Festa della Disputa, una gara tra i due soci più agguerriti, Giampiero Buratti e Tino Legnani il Musichiere. Altra toccante manifestazione è quella dedicata al calciatore di origine cassanese, Andrea Bononi, detto “Ciapin”(allegro), che fu capitano del Milan dello scudetto del 50-51 e membro del direttivo per lunghi anni. Per la storia, riportiamo un episodio “determinante” nella vita di Ciapin. A sei anni stava per annegare nel fiume Adda, venne salvato da un altro ragazzo di 10 anni, Valentino Mazzola, quello che poi sarebbe stato il padre di Sandro e il grande campione del Torino. Numerose sono anche le visite a Milanello, dove i soci hanno avuto l’opportunità di intrattenersi con i propri beniamini. Insomma, a questo Milan Club, cui ben si adatta il titolo di “glorioso”, vanno riconosciuti tutti i meriti possibili e gli elogi della Società. La storia del Milan Club Cassano d’Adda, nello scorso mese di marzo, è stata scossa  dalla brutta notizia della scomparsa prematura di una cara ed appassionata socia: Betty. Tutto il Club, con le rispettive famiglie, ha condiviso il dolore della famiglia della ragazza. A San Siro, dove lei era sempre presente per seguire il suo Milan, i soci amici di Cassano, durante la partita con il Napoli, hanno esposto uno striscione in suo ricordo. Il presidente  Pierantonio Cavellini, a nome di tutti i soci, ha indirizzato un caro ricordo alla ragazza descrivendola dolce e sana creatura innamorata della vita e del suo Diavolo. Anche Stadio5 si unisce al dolore della famiglia.


 

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