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Milan Fiorentina "Lara Comi intervita G Albertini" 37
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Le interviste di Lara Comi    : Gabriele Albertini

“Occhio ai Viola, Montella è un grande conoscitore di calcio”

Al Camp Nou sarà durissima: Il Barça in casa è invincibile. Cori razzisti da punire ma lo stadio non sarà mai un teatro

Kakà può essere la medicina giusta per riportare in salute il Milan?

“Sì, Kakà è senza dubbio un fuoriclasse. Oggi, considerati i suoi 31 anni, è ancora più importante per la sua personalità, per il grande carisma e la forte passione, che per le sue attuali doti tecniche. Penso che la serietà e la dedizione con cui affronta il mestiere del calciatore siano di esempio per i giovani”.

Quanto è distante questo Milan dalla squadra che dominava in Europa? 

“È un altro Milan. Il Milan di oggi vive in pieno il cambiamento che sta attraversando tutto il calcio italiano. Mi riferisco anzitutto all’estrema difficoltà nel fare investimenti, ma anche alle problematiche legate alla realizzazione di una gestione più europea dei club. Alle società calcistiche oggi è chiesto, giustamente, di sopravvivere con mezzi propri, ma questo, inevitabilmente, cambia gli scenari”.

Che effetto le fa vedere in classifica Roma e Napoli sopra le due squadre di Milano, Milan e Inter?

“Il successo del Napoli non è una novità, sono anni che gioca al vertice della Serie A. Inoltre la società ha messo a segno acquisti importanti e la personalità di un allenatore internazionale come Rafael Benitez, rende il Napoli più consapevole dei propri mezzi. La Roma invece è la vera rivelazione di questo campionato. La squadra ha un nuovo impianto, sono stati fatti moltissimi cambiamenti rispetto agli anni precedenti. Il rischio era alto, ma i grandi risultati cui stiamo assistendo sul campo, stanno dando ragione delle scelte fatte”.

Secondo lei gli stadi devono diventare come i teatri dove la gente sta composta e non insulta?

“Non si può pretendere di paragonare uno stadio a un teatro, si tratta due realtà completamente diverse nella loro natura. La cosa certa è che bisogna essere intransigenti nel vietare e punire ogni forma di violenza e razzismo”.

D’accordo o contrario all’ingresso di capitali stranieri nelle società italiane?

“Sono d’accordo purché questo passaggio avvenga contestualmente al rinnovamento del calcio italiano e di alcune delle sue regole. Per citarne una su tutte, lo stadio deve essere di proprietà delle società calcistiche”.

Berlusconi cederà mai il Milan?

“Credo di no, la sua passione per il Milan è troppo grande. Al contrario, la sua presenza è sempre stata garanzia di investimenti, scelte tecniche e competitività della squadra a livello internazionale. Credo sarà così ancora per molti anni”.

Il Milan affronta la Fiorentina che ha strapazzato la Juve. È da temere?

“La Fiorentina ha un ottimo allenatore. Un professionista serio, con i piedi per terra e un grande conoscitore di calcio. Montella ha saputo dare entusiasmo e convinzione a un impianto di ragazzi molto giovani. Inoltre, gli acquisti di Ljajic e Rossi hanno alzato la qualità al gioco”.

Veniamo alla Champions: il Milan è in grado di fare l’impresa al Camp Nou?

“Al Camp Nou sarà durissima perchè il Barcellona in casa è ‘invincibile’. Lo scorso anno potevamo portare a casa il risultato. Quest’anno speriamo di avere più fortuna”.

C’è chi dice che il Barcellona non sia più la macchina perfetta allenata da Guardiola.

“Guardiola è stato l'apoteosi del calcio del Barcellona. L'impianto è quello ancora oggi, si può dire che il Barcellona giochi ancora ‘alla Guardiola’, ma con alcuni individualismi in più. Con Guardiola i singoli campioni erano al completo servizio della squadra che veniva prima di tutto. Oggi invece non è più così, basti pensare a figure come Messi e Neymar”.

 

Se il Milan dovesse vincere la Champions, quale gesto fuori dalle righe farebbe per festeggiare?  

“Inviterei a cena un mio amico, già compagno di classe (si chiama Roberto Bruno e fa l’avvocato), che è ed era così tifoso dell’Inter da partecipare a ‘Rischiatutto’ proprio sulla storia dell’Inter vincendo 250 mila lire. All’epoca (anni ’70), una bella cifretta per uno studente universitario!”.


 

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