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Milan Genoa "Stefano Eranio intervistato da Tramacere" 39 2013
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Eranio: ‘’Kakà dietro non mi convince”

L’ex centrocampista applaude Gasperini ma boccia il ruolo del brasiliano

Emanuele Tramacere       Stefano Eranio è stato un grande centrocampista, impiegato prevalentemente sulla fascia destra. Sugli esterni poteva mettere in mostra abilmente la propria tecnica e le proprie doti di corsa corredata da una grande abilità negli inserimenti in area. Cresciuto nelle giovanile del Genoa, Eranio ha giocato per 8 anni con il Grifone, ma è nelle cinque stagioni al Milan che il genovese ha consegnato la propria carriera alla storia.

Da doppio ex, che partita si aspetta?

Per quanto riguarda il Genoa, da quando è arrivato Gasperini le cose stanno andando meglio, il momento di difficoltà è stato lasciato alle spalle e ora si sta intraprendendo un percorso positivo. Il Milan, purtroppo è in un momento delicato, bisogna assolutamente ritrovare il bandolo della matassa perché non c’è più alcun margine di errore.

Milan in continua difficoltà, soprattutto in difesa. Solo Mexes è l’unico certo del posto da titolare. Come si può migliorare?

Recuperare i giocatori importanti, secondo me nel campionato si attacca in 11 e si difende in 11 penso che non sia solo un problema di difensori, ma di un’intera squadra. C’è bisogno di tutti, anche se devo dire che De Jong sta facendo molto bene questo tipo di lavoro ed è un giocatore che a oggi è fondamentale in questo Milan.

Kakà regista basso. Un ruolo alla Pirlo la convince?

È un giocatore che secondo me lo può fare per le caratteristiche che ha. Forse da mezz’ala destra potrebbe giocare ancora meglio, con un passo che consenta a lui di inserirsi dalla mediana. Da regista, invece, bisogna vedere se ha 90 minuti nelle gambe, se terrà la posizione. Kakà, non è un regista, deve trovare i tempi giusti e non farsi trasportare dal gioco lontano dalla sua posizione. Lo può fare perché ha classe da vendere, ma dovrà lavorarci su.

Il Genoa sembra essere tornato ai livelli che le competono. Quanti meriti ha Gasperini?

Lui lavora bene, è pignolo nelle sue decisioni, sicuramente ha portato il fatto di far giocare la squadra alla perfezione secondo uno schema ben definito. Lui Gioca a tre dietro ma sembra una difesa a cinque. E Gli esterni d’attacco sono sì offensivi, ma forniscono un aiuto alla fase difensiva. Giustamente, poi, ci vuole un po’ di fortuna per uscire definitivamente dal periodo negativo d’inizio anno.

Cosa c’è dietro il flop di Francesco Lodi?

C’è che davanti a lui ci sono giocatori di grande spessore, così come chiede Gasperini. In mezzo al campo per l’allenatore ci vuole un centrocampo di grande forza e capacità tattica. Con il passo che ha, Lodi non è il giocatore più adatto perché per lui è più difficoltoso tenere la posizione e ricoprire quel ruolo. Se avrà la voglia di non mollare, però, potrà sicuramente trovare condizione e minuti nelle gambe.

A più di un mese di distanza, cos’ha portato al suo allontanamento da Genova?

Secondo me, il fatto di aver la voglia di cambiare in prima squadra. Hanno scelto di riportare Gasperini a Genoa pur avendo vinto il derby e Liverani è stato allontanato. Allo stesso tempo hanno scelto di portare il secondo di Gasperini, che conosce bene il modo di allenare del tecnico in primavera per creare una sorta di simbiosi. Sono stato maltrattato io come Liverani, però la decisione di cambiare era già nell’aria. Far tornare l’uomo che aveva fatto grande il Genoa.

Se le chiedessi Barbara o Adriano?

Io, attualmente, ne sono fuori quindi non posso dire da che parte stare. Conoscevo molto bene Silvio Berlusconi e sono molto grato a lui per la mia permanenza nel Milan. Lo stesso discorso lo posso dire di Galliani, poiché anche con lui abbiamo costruito un Milan fortissimo e vincente. Lui è un professionista che ha sempre fatto bene il suo lavoro. Ora non conosco Barbara, però ho la garanzia che sia una persona della famiglia Berlusconi e se le hanno dato il pieno potere per agire è giusto che possa fare le sue scelte.

È un rapporto insanabile quindi?

Quando si vocifera tanto qualcosa di vero ci sarà. Non è facile liberarsi di una persona che sa fare il suo mestiere come nessun altro in Italia. Adriano può risultare più o meno simpatico, ma di sicuro è un professionista serio.


 

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