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Inter Milan "Lara Comi intervista Carlo Fidanza"
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Lara Comi        intervista Carlo Fidanza, europarlamentare

“Basta Inter a una sola punta: due attaccanti e una partita gagliarda e battiamo il Milan ”

No a dirigenti che arrivano dalla pallavolo, Oriali via dalla società rimane un mistero. Stankovic un campione che ho nel cuore

Dopo Mou i presunti maghi si sono rivelati dei flop. Rischia anche Mazzarri?

“No, Mazzarri è un tecnico di valore che sa tirare fuori il meglio dalle sue squadre. L'Inter è in fase di ricostruzione e bisogna dare fiducia al Mister, anche se mi piacerebbe che rischiasse un po' di più. Siamo l'Inter e giocare con una sola punta, costringendo Palacio a sfiancarsi su tutto il fronte di attacco, è un'anomalia che va superata trovando il giusto equilibrio a centrocampo.

WM ha il merito di aver rigenerato Alvarez e Jonathan ma deve chiarire l'equivoco tattico di Kovacic, per evitare di bruciarlo”.

Mou ha di nuovo promesso che tornerà all’Inter.

“Mou rimane nelle leggenda ma non dimentico la notte di Madrid e il mancato saluto al ‘Meazza’. Ho la fortuna di non appartenere alla categoria ‘vedove di Mou’, a mio avviso troppo ampia tra gli interisti”.

WM chiede rinforzi a gennaio. Quali giocatori servono?

“Mi pare serva un bel centrocampista, capace di rompere ma anche di costruire. Quello che avrebbe dovuto essere Paulinho e che non è ancora Taider. Se lo troviamo possiamo tornare alle due punte, sperando nel pieno recupero di Milito e Icardi (o almeno uno dei due) da affiancare a Palacio. Se così non fosse, dovremmo cercare anche una prima punta, mi piacerebbe Dzeko.

Poi dobbiamo sfoltire un po’ (Pereira, Kuzmanovic e uno tra Ranocchia e Guarin) per provare a prendere un centrale difensivo e un cursore di fascia sinistro”.

Si parla di un cambio anche alla dirigenza. Ma perché è stato fatto fuori Oriali?

“È uno dei tanti misteri dell'era Moratti, una delle famose dodici domande della Curva Nord rimaste inevase. A maggior ragione con la nuova presidenza serve un uomo di collegamento tra società e spogliatoio ma io francamente lo cercherei nel calcio, non nella pallavolo”.

Cosa deve fare l’Inter per vincere il derby?

“Una partita gagliarda in mezzo al campo e ripartenze veloci. Nelle ultime in casa, contro avversari meno insidiosi, siamo stati troppo lenti in contropiede. Senza Alvarez proverei le due punte e punterei molto sulla spinta dei laterali. Ma prima di tutto viene la testa”.

Come commenterebbe Peppino Prisco l’attuale situazione di classifica del Milan?

“Le tante giornate del Milan nella parte destra della classifica lo avrebbero divertito, così come il doppio amministratore delegato. Ma forse avrebbe fatto notare la disparità nel numero di rigori concessi, ancora zero per noi”.

E cosa direbbe di un’Inter a guida indonesiana?

“Il Prisco vicepresidente avrebbe detto solo bene di Thohir”.

Il derby più bello e il più brutto che ricorda.

“Sarebbe facile ricordare il derby del 6-0 ma rivivo con più malinconia l'eliminazione in semifinale di Champions con doppio pareggio. Ricordo i gol di Minaudo e De Agostini, il derby di Adrimano ma forse, di recente, ricordo con piacere lo 0-4 in casa Milan del 29 agosto 2009: una dimostrazione di forza straripante che fece da preludio al magico Triplete. Ma mi piace ricordare anche quel 4-3 dell'ottobre 2006 quando l'Inter di Mancini in vantaggio 4-1 resistette in 9 contro 11. In entrambi questi trionfi ci fu il sigillo di Dejan Stankovic, un grande campione che ho conosciuto anche fuori dal campo e che porterò sempre nel cuore”.

Lo stadio di San Siro è da rottamare?

“Affettivamente pensare di rinunciare a San Siro fa male, ma il calcio del futuro è fatto di stadi di proprietà con 50 mila posti sempre pieni e aree commerciali tutte intorno. Senza questa riforma difficile tornare a competere con inglesi, spagnoli e tedeschi”.

Chi sarà la carta vincente per questo derby e come finirà?

“Dire Palacio è troppo facile. Ho visto Guarin in ripresa, spero in un'altra bella prestazione. Ma pronostici non ne faccio, non voglio trasformarmi in una sorta di Enrico Letta in nerazzurro”.


 

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