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Milan Atalanta "Emiliano Mondonico -intervista-" 1 2014
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Emiliano Mondonico: “L’Atalanta non scherza”

L’ex tecnico degli orobici non vede assolutamente un match scontato

Emanuele Tramacere        Nella sua carriera da calciatore ha vestito la maglia di Cremonese, Monza, Torino e Atalanta. Da ala tutta finte e guizzi, però non è riuscito ad esplodere nei top team del campionato italiano. Emiliano Mondonico, al contrario, da allenatore ha avuto ben più fortuna che da calciatore girando le panchine di mezza serie A e B, salvo poi doversi fermare per quel male che ti prende quando meno te lo aspetti. Il calcio non l’ha mai abbandonato, ricoprendo il ruolo di ospite fisso in numerosi programmi e show televisivi su tutte le principali reti nazionali, ma “il Mondo” ormai è ben più di un semplice allenatore, è un’icona di stile riconosciuta ed apprezzata da tutti gli addetti ai lavori.

Mondonico che partita si aspetta a San Siro fra Milan e Atalanta?

Mi aspetto una partita che dirà tantissimo. Soprattutto per il Milan dobbiamo vedere come si ripresenterà dopo la sosta e capire quanto potrà essersi ritrovata. L’Atalanta ha il suo modo di stare in campo, lo conosciamo bene e sicuramente andrà a San Siro a vendere cara la pelle. Allegri ha detto che non ha le massime aspettative da questa ripresa, bensì aspettative normali: ecco sono curioso di capire la normalità di questo Milan.

Un Milan che arriva da un derby perso e pochi giorni di lavoro sulle spalle, cosa può fare Allegri per risollevare questa squadra?

In questo momento la posizione di Allegri è quella più difficile. Lui deve rimanere ad allenare questa squadra ricoprendo la figura dell’usato sicuro perché tutti sanno che a fine anno andrà via ed è estremamente difficile. Lo spogliatoio avrà bisogno di costanza nei risultati positivi perché non sempre in situazione come queste ti segue senza aprire bocca. Alla prima difficoltà se Allegri non saprà prendere in mano la situazione la squadra potrebbe tranquillamente ribellarsi senza che lui, alla fine, possa fare granché.

Rami-Honda, difficilmente sarà la partita di entrambi, ma quanto possono aggiungere a questa squadra?

Sono giocatori che vengono da campionati diversi da quello italiano. Vediamoli sul campo prima di giudicarli. Se bastassero due innesti come loro per migliorare il Milan allora capiremmo che la base è più solida di quello che si possa pensare. Più realisticamente se faranno rimbalzare il rendimento del Milan verso l’alto allora avremo trovato due giocatori degni di vestire la maglia rossonera.

L’Atalanta dopo un inizio di stagione positiva è sembrata in difficoltà nell’ultimo periodo quanto può essere servita la sosta a Colantuono e dove può aver lavorato sulla squadra?

L’Atalanta ha una grandissima difficoltà che è quella di fare punti in trasferta. Quest’anno ne ha vinta solo una. Ha anche collezionato tre vittorie di seguito in casa, ma il problema è proprio sulla trasferta. Perché i punti di vantaggio sulla zona retrocessione ci sono, ma sono punti che potrebbero essere aumentati con un maggior rendimento lontano da Bergamo. Colantuono è un maestro in questo genere di obiettivi. Ho fiducia in lui e credo che l’Atalanta, con qualche innesto, possa uscire tranquillamente dalle zone più pericolose della classifica.

Cosa manca all’Atalanta per ritrovare la concretezza della passata stagione?

Deve trovare dei giocatori da Atalanta. Mi spiego: non è sempre facile trovare dei top player da Inter, Milan e Juventus e, allo stesso modo, non è sempre facile trovare giocatori adatti a competere per obiettivi diversi come quelli dei nerazzurri. Finora ci sono stati diversi infortunati che hanno frenato la risalita. È chiaro che sembra facile, ma non sempre chi ha brillato in una grande squadra può adattarsi a giocare in squadra come l’Atalanta.

Si parla molto di mercato: se dovessero andare in porto le trattative per Nainggolan al Milan e Matos all’Atalanta sarebbero la panacea di tutti i mali?

Nainggolan è chiaro che è un giocatore di primissimo piano e potrà dare al Milan quel qualcosa in più che oggi manca. Matos si è abituato, finora, a giocare il calcio di Montella che ha molto fraseggio e possesso palla. Inserito in un’altra squadra che gioca in altra maniera, può anche non essere il giocatore giusto. Ribadisco, l’Atalanta deve puntare a giocatori pronti subito e che sappiano integrarsi in un gioco ben organizzato da Colantuono.


 

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