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Milan Verona "Rugby" 3 2014
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Gli azzuri in Galles per la Sei Nazioni

 

Toni Morandi

 

Domenica si l’Italia del rugby si ritrova a Roma per l’ultima fase di preparazione del torneo delle Sei Nazioni 2014. Jacques Brunel deve ritrovare il tocco magico, per ché le vittorie dello scorso anno contro la Francia e l’Irlanda, sembrano lontane dieci anni, colpa probabilmente di un mondo che brucia tutto velocemente e gli hard disk della memoria, non saa  per quale mistero, vengono riformattati rapidamente. Partendo dal Sei Nazioni dello scorso anno, ci sarebbe da essere ottimisti: il miglior torneo di sempre (esordio nel 2000) e oltre alle due vittorie, va aggiunta una prestazione nel tempio inglese di Twickenham, da far prendere a calci la porta degli spogliatoi per l’incazzatura di una sconfitta per 18 a 11. C’è di più, la vittoria sulla Francia e la sconfitta con l’Inghilterra, ha riportato in un alveo della normalità sportiva, la storia dell’Italrugby. Ha tolto quel sapore di cibo stantio alle cosiddette sconfitte onorevoli. Ora le sconfitte della Nazionale di rugby sono delle semplici sconfitte, come quelle di qualsiasi squadre, di qualsiasi sport e anche le vittorie non sono più storiche, ma sono semplici (sempre belle) vittorie, come quelle di una qualsiasi squadra, di qualsiasi sport. Sembra un dettaglio, ma invece è un passaggio culturale fondamentale, nella crescita di mentalità di una squadra, o ancora di più di un movimento sportivo. Questo non significa che da oggi si inizierà a vincere, ma almeno non si è più i perdenti a cui dare una pacca sulla spalla. Il torneo inizierà nel modo più difficile con due trasferte: il primo di febbraio gli azzurri saranno a Cardiff contro il Galles e otto giorni più tardi a Parigi contro la Francia. I primi avversari sono i campioni in carica e mirano alla conquista del terzo torneo consecutive, record nella storia del Sei Nazioni. Non solo, il coach neozelandese del Glles Warren Gatland, nella scorsa estate ha guidato i British and Irish Lions al successo nella serie contro l’Australia. I Lions sono una selezione di Galles, Inghilterra, Scozia e Irlanda che ogni quattro anni, affronta a turno Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica, un evento che nel Regno Unito e in Irlanda è stato l’evento sportivo del 2013. Non è inutile dire che i giocatori gallesi hanno formato il blocco dei Lions vincenti. Contro il Galles a Cardiff il miglior risultato dell’Italia è stato un pareggio per 18 a 18 nel 2006, ma quello era un Galles che attraversava un momento nero. La squadra di Brunel potrebbe però trovare motivazione dagli assenti gallesi, ma non possiamo dimenticare che anche da noi mancano giocatori importanti come Andrea Masi, Simone Favaro e la rivelazione dello scorso anno Francesco Minto. Se contro il Galles sarà dura, contro la Francia potrebbe essere ancora più difficile, perché c’è il precedente dello scorso anno e il coach francese, ad un anno dalla Coppa del Mondo, non può giustifica un’altra storia fatta di tante, troppe sconfitte. Per l’Italia l’altra novità, questa volta non sportiva, c’è il ritorno in chiaro, visto che tutto il Torneo delle Sei Nazioni sarà trasmesso in esclusiva su DMAX, canale 52 del digitale terrestre.

 


 

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