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Milan Verona "Vita di Club" 3 2014
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Allegri, fine di un amore mai  sbocciato

Giovanni Labanca

Era nata male questa storia e non poteva certo finire meglio. L’epilogo è stato, cominciamo dalla fine, un vero e proprio affronto personale della Società nei confronti di Allegri. Lo hanno avvisato dell’avvenuto esonero con una telefonata che ha raggiunto l’allenatore mentre si recava in macchina a Milanello. Che figuraccia. Non sappiamo se addebitarla alla focosa Barbara Berlusconi o ad Adriano Galliani, sappiamo solo che la AC Milan, ufficialmente non ha usato il minimo di deontologia in una comunicazione ufficiale che, di solito, si consegna, in un prestabilito appuntamento, a mano o proprio se vogliamo, attraverso  la canonica raccomandata con ricevuta di ritorno, Beh, oggi basta un semplice comunicato stampa per mettere a posto le cose. Allegri avrà avuto un altro buon motivo per capire meglio in che ambiente  abbia  lavorato. Questo, a nostro modesto avviso, lo aveva intuito già dal primo giorno del suo arrivo a Milano, per via dell’accoglienza fredda, solo di prammatica, ma non salutata certo con fuochi di artificio che meritano  i grandi personaggi. Allegri chi? Sembra che girasse in via Turati molto spesso questa infelice battuta. L’ex allenatore cagliaritano ,quasi strappato alla società sarda, sembravo un acquisto eccezionale sul cui lavoro ricostruire le appannate fortune del Milan. Allegri, per onor del vero, con la sua flemma, ha portato a casa uno scudetto e si è ben piazzato anche in Coppa dei Campioni, dove ancora la sua ex squadra si trova. Alle prime fuoriuscite ed ai primi  passi falsi , tutti hanno cercato il capro espiatorio sul fragile uomo di Livorno, senza che la Società ne difendesse il nome e l’onore. Lui e solo lui doveva essere additato come il massino reo delle nefandezze dei giocatori.  In questo modo lo stillicidio è andato avanti fino ai primi della settimana scorsa  culminato con la cacciata che lo ha colpito e affondato sulla strada di Milanello. Fine della storia che ha trovato, ovviamente vasta eco sulla tifoseria che, a campione molto vasto, non ha mancato di  far sentire la sua  voce. Il più soddisfatto sembra essere Pietro Panaino, presidente del Milan Club “ Paolo Maldini” di Lauria, in provincia di Potenza. In sostanza, ci dichiara che il momento tanto atteso da lui è arrivato, tanto non sopportava più il tecnico toscano e che , addirittura abbia stappato la bottiglia di champagne, non spumante si badi bene, che da tempo aveva messo da parte gelosamente. Il resto del Club , contrariamente al presidente non addossa tutte le colpe ad Allegri, ma riversa buona parte delle responsabilità del fallimento anche sulla Società che, mancando  ,apparentemente, Berlusconi, è andata arrancando  senza mai trovare bravi e durevoli giocatori degni di questa squadra. Insomma, dalla Lucania critiche divise, ma scontentezza unanime e spiacevole. Dall’ Isola di Capri, Maurizio Salzano, tutto fare del locale Milan Club, non si aspettava una decisione così drastica , anche se era nell’aria una decisione “liberatoria” .Non condivide ,però, la necessità di fare questa operazione esonero proprio adesso, anche se la sconfitta vergognosa di Sassuolo ha fatto precipitare la situazione. Rimane, per i tifosi isolani, l’incognita Seedorf. Cosa potrà fare con quegli stessi giocatori che hanno fallito con Allegri? Non parliamo di miracoli, anche se siamo a Milano. Risaliamo la penisola e registriamo, più o meno le stesse dichiarazioni, gli stessi malumori che si concentrano , anche con un pizzico di malcontento, sulla discesa in campo di Barbara Berlusconi che, acuendo un contrasto già evidente, ha rotto con l’AD Galliani, il vero uomo Milan per 30 anni. Anche le figlie di un certo papà prendono cantonate , quando avrebbero fatto meglio a tacere. Da quasi tutti i Milan Club si aspettava ,prima o poi questa decisione che, a parere di tanti soci, non porterà , però, il sereno nel cielo di Milanello, ma sposterà di poco le nubi pregne di pioggia. Insomma, da questo patetico groviglio Milan, tanti vedono uscirne vincitore e soddisfatto solo l’ex mister Allegri. E’ l’opinione dei club del Veneto, molto legati alla squadra, che avrebbero preferito la risoluzione del contratto solo a fine campionato ed a Coppa Campione conclusa. Non vedono  cosa possa cambiare in questi quattro mesi rimanenti se il materiale umano è difforme dai pensieri del Diavolo. Pongono una domanda: oltre all’Honda giapponese che nello sprazzo di Sassuolo ha dato parvenza di un normale giocatore, quali altri piedi buoni varcheranno il ben custodito cancello del Centro Sportivo Milan? La tifoseria , se non proprio dichiaratamente, mostra di non avere più tanta fiducia nella dirigenza, dove il potere decisionale non si sa mai a chi appartenga e reclama , a gran voce, il ritorno a tempo pieno del grande boss, l’unico di cambiare veramente le cose. Negli ambienti rossoneri della Lombardia, da Lissone a Seregno, a Saronno e Lodi,  trapela la magra consolazione di essere ancora in Coppa , ma anche il netto dispiacere di vedere una squadra blasonata quasi in fondo alla classifica e si domanda se la colpa fosse da imputare solo al tecnico livornese. Insomma, questa è la sintesi di quello che pensa il tifoso rossonero ,alla vigilia di appuntamenti importanti, che ora in avanti dovranno essere visti con l’ottica di chi  è costretto solo a vincere, a vincere sempre, se vuol tentare di salvare una faccia annerita da troppo fumo, proprio come quella di un Diavolo in pena.


 

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