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Milan Verona "la Partita di Andrea Anelli" 3 2014
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Nuovo Corso

Con il Verona punti e orgoglio da mettere in mostra

Andrea Anelli             Era dal 2001 che al Milan non si cambiava la guida tecnica a stagione in corso nonostante nel Belpaese la moda sia quella di esonerare non appena si comincia a sentire puzza di bruciato. Al Milan non è così, non mai stato così o quasi. La situazione era arrivata veramente ad un punto di non ritorno con la squadra che, come un cadavere, non reagiva più ad alcun stimolo esterno. Allegri dunque ha fatto la stessa fine di Fatih Terim con la differenza che il tecnico livornese ha salutato tutti dopo tre anni e mezzo, uno scudetto e una Supercoppa italiana in bacheca, ora la palla passa al suo successore, Clarence Seedorf. L’olandese come Ancelotti all’epoca è chiamato a riportare in alto i rossoneri per poter gettare le basi della prossima stagione con obiettivi ambiziosi. Ancelotti riuscì a strappare il quarto posto e il successivo preliminare portò il Milan a Manchester contro la Juventus di Lippi, per Seedorf, che faceva parte di quella squadra, ora sarà molto più dura ma la storia si costruisce davanti alle grandi sfide e comunque mattone dopo mattone. Inizia il girone di ritorno dopo diciannove partite che hanno fruttato ventidue punti, francamente è difficile fare peggio ma l’avversario è di quelli che stimolano soprattutto il tifoso. Verona per un milanista è fumo negli occhi, lo shampoo che si rovescia nella borsa, l’autovelox che non vedi quando sei in ritardo … Verona è fastidio sportivo allo stato puro. Nella gara d’andata Allegri definì i suoi giocatori “ragazzotti” per l’arroganza con la quale affrontarono la gara in vantaggio dopo un quarto d’ora. Sappiamo bene come terminò l’incontro ma oggi è un giorno diverso, meglio allora  fare esercizio di memoria ricordando come, sempre a Verona, il Milan del primo Ancelotti vinse l’ultima gara di quel campionato aggiudicandosi il famoso quarto posto. In questa prima gara del girone di ritorno e all’esordio per mister Seedorf non si può sbagliare, non devono mancare i tre punti. Certo l’olandese non ha la bacchetta magica ma in genere i cambi di allenatore scuotono la squadra e danno linfa inaspettata. È molto probabile che l’assetto della squadra non verrà stravolto, al contrario lo schema di gioco dovrebbe essere quel 4-3-1-2 o 4-3-2-1 già visto anche con Allegri. Le idee tattiche del nuovo mister sono frutto delle sue passate esperienze (vincenti) che per lo più ha condiviso con il club di via Rossi e date le caratteristiche dell’ormai ex giocatore è probabile che il centrocampo subisca dei cambiamenti. Non è più sicuro del posto De Jong davanti alla difesa, è probabile, infatti, che quella posizione possa tornare a coprirla Montolivo con Poli e Cristante. Sicuro del posto invece Ricardo Kakà che potrebbe avanzare il suo raggio d’azione lasciando più spazio per l’ultimo arrivato Keisuke Honda. Balotelli pare non essere il prototipo dell’attaccante che Seedorf predilige ma avrà se mesi di tempo per convincerlo. Insomma dal nuovo tecnico tutti si aspettano molto e allora, buona fortuna Clarence!


 

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